UE cos’e l’Union Banking

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L’UE E L’UNIONE ECONOMICA E MONETARIA

Giugno 2020

15 anni di banconote e monete in euro

L’unione economica e monetaria costituisce un importante passo avanti nell’integrazione delle economie dell’Unione europea (UE). Lanciata nel 1992, l’unione economica e monetaria implica il coordinamento delle politiche economiche e di bilancio, una politica monetaria comune e l’adozione di una moneta comune, l’euro. Sebbene tutti i 28 Stati membri dell’UE facciano parte dell’unione economica, alcuni paesi hanno approfondito l’integrazione e adottato l’euro. Insieme, questi paesi compongono la zona euro. La moneta unica presenta vantaggi incontestabili: riduce i costi delle transazioni finanziarie, rende più facile viaggiare e rafforza il ruolo dell’UE a livello internazionale.

All’interno dell’unione economica e monetaria, la Banca centrale europea definisce una politica monetaria unica, integrata da politiche di bilancio armonizzate e da politiche economiche coordinate. In seno all’unione economica e monetaria non esiste un’unica istituzione responsabile della politica economica. Al contrario, questa responsabilità è condivisa fra gli Stati membri e le varie istituzioni dell’UE.

COS’È L’UNIONE ECONOMICA E MONETARIA?

L’unione economica e monetaria fa compiere all’UE un passo avanti verso il processo di integrazione economica, iniziato nel 1957. L’integrazione economica offre all’intera economia dell’UE e alle economie dei singoli Stati membri i vantaggi legati a una maggiore dimensione, all’efficienza interna e alla solidità. Ciò crea a sua volta opportunità di stabilità economica, crescita più elevata e maggiore occupazione, che vanno a diretto beneficio dei cittadini dell’UE.

L’unione economica e monetaria non è fine a se stessa. Si tratta di uno strumento volto a promuovere la realizzazione degli obiettivi dell’Unione europea e a migliorare la vita dei cittadini dei paesi dell’UE. Di conseguenza le decisioni di politica economica diventano una questione di interesse comune per tutti i paesi dell’UE. Per garantire il corretto funzionamento dell’economia dell’UE nel suo complesso, è importante che tutti i paesi coordinino le proprie politiche economiche e di bilancio con il comune obiettivo della stabilità e della crescita.

L’unione economica e monetaria e la moneta unica non portano solo i vantaggi della stabilità economica, ma sono anche di supporto a un mercato unico più efficace, dal quale traggono giovamento sia i cittadini che le imprese.

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In concreto, unione economica e monetaria significa:

  • coordinamento delle decisioni di politica economica tra Stati membri;
  • coordinamento delle politiche di bilancio, in particolare imponendo limiti al debito e al disavanzo pubblico;
  • una politica monetaria indipendente gestita dalla Banca centrale europea;
  • regole comuni e vigilanza delle istituzioni finanziarie all’interno della zona euro;
  • moneta unica e zona euro.

COSA STA FACENDO L’UE

Navigare in acque agitate — Prevenire crisi future

A seguito dello scoppio della crisi economica e finanziaria del 2007, l’Unione europea ha adottato misure senza precedenti per migliorare il quadro di governance economica dell’unione economica e monetaria. Tra queste, il rafforzamento del Patto di stabilità e crescita (che contribuisce ad applicare la disciplina di bilancio e a garantire finanze pubbliche solide e sostenibili).

Vi era tuttavia la necessità di consolidare e completare nel lungo termine queste misure di emergenza in modo da evitare che una nuova crisi potesse colpire l’unione economica e monetaria. Di conseguenza nel luglio 2020 è stata concordata una tabella di marcia in due fasi, che sarà completata entro il 2025, per approfondire l’unione economica e monetaria.

Nella fase 1, ossia «Approfondire facendo» (1 o luglio 2020 – 30 giugno 2020), sono stati usati gli strumenti esistenti e i trattati vigenti per rilanciare la competitività e la convergenza strutturale. In tal modo si attueranno politiche di bilancio responsabili a livello sia nazionale che di zona euro, si completerà l’Unione finanziaria e si rafforzerà il controllo democratico.

Nella fase 2, ossia «Completare l’unione economica e monetaria» (entro il 2025), saranno avviati interventi di più ampia portata per rendere più vincolante il processo di convergenza. Ciò sarà effettuato attraverso una serie di parametri di riferimento per la convergenza decisi di comune accordo, che avrebbero carattere giuridico, e la creazione di un Tesoro per la zona euro.

In seno all’unione economica e monetaria non esiste un’unica istituzione responsabile della politica economica. Al contrario, questa responsabilità è condivisa fra gli Stati membri e le istituzioni dell’UE. Gli attori principali nell’unione economica e monetaria sono:

  • il Consiglio europeo, che definisce i principali orientamenti politici su proposta della Commissione;
  • il Consiglio dell’Unione europea, che coordina le decisioni di politica economica dell’UE e decide se uno Stato membro può adottare l’euro;
  • l’«Eurogruppo», che coordina le politiche di interesse comune per gli Stati membri della zona euro;
  • gli Stati membri, che fissano i bilanci nazionali entro limiti concordati per disavanzo e debito e determinano le proprie politiche strutturali incentrate su lavoro, pensioni e mercati dei capitali;
  • la Commissione europea, che controlla l’operato degli Stati membri e il rispetto delle disposizioni;
  • la Banca centrale europea, che definisce la politica monetaria, ponendosi quale obiettivo principale la stabilità dei prezzi, e che funge da autorità di vigilanza centrale delle istituzioni finanziarie della zona euro;
  • il Parlamento europeo, che condivide con il Consiglio il compito di formulare la legislazione ed esercita un controllo democratico del processo di governance economica, in particolare attraverso il nuovo «dialogo economico».

Allenamento quotidiano — Gestire le nostre economie

Il funzionamento e la gestione dell’unione economica e monetaria sono volti a coadiuvare una crescita economica sostenibile e un livello elevato di occupazione attraverso la politica economica e monetaria. Ciò implica quattro attività economiche principali:

  • applicare una politica monetaria efficace per la zona euro con l’obiettivo della stabilità dei prezzi;
  • coordinare le politiche economiche e di bilancio nei paesi UE;
  • assicurare il corretto funzionamento del mercato unico;
  • vigilare e controllare le istituzioni finanziarie.

La politica monetaria consente di influenzare i tassi d’interesse e i tassi di cambio a vantaggio dell’economia di un paese. Ciò avviene attraverso una banca centrale che controlla la fornitura di denaro nell’economia. Tuttavia, se ogni paese dell’UE gestisse la propria politica monetaria il mercato unico sarebbe molto meno efficace, il commercio verrebbe perturbato e i vantaggi sarebbero ridotti.

Per questa ragione, nell’unione economica e monetaria la politica monetaria è frutto di un rigoroso coordinamento e, all’interno della zona euro, è centralizzata e indipendente.

I governi nazionali controllano altri settori di politica economica comprendenti la politica di bilancio che riguarda i bilanci pubblici, le politiche fiscali che definiscono le modalità attraverso cui si genera il reddito, le politiche strutturali che determinano i sistemi pensionistici, nonché i regolamenti in materia di mercato del lavoro e del capitale.

L’Unione Europea approva l’unione bancaria

Anche il vertice dell’Unione Europea a Bruxelles ha confermato nella giornata di ieri l’accordo raggiunto nel corso del consiglio dell’Ecofin per l’unione bancaria. Questo significa che la settimana decisiva per l’approvazione della più importante misura finanziaria comunitaria dopo l’approvazione dell’euro si è risolta con un successo.

L’annuncio del buon esisto dell’accordo è stato dato all’Italia via Twitter dallo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta che ha subito salutato questo evento come un evento positivo per la tutela dei risparmiatori e la stabilità finanziaria dell’Unione.

L’unione bancaria servirà infatti ad evitare altre crisi finanziarie in futuro e se fosse stato già in vigore alcuni anni fa, avrebbe fatto risparmiare diversi miliardi di euro per il salvataggio delle banche. Per l’Europa intera, inoltre, questo passo avanti rappresenta un piccolo successo nei confronti di una maggiore unità e solidarietà.

In merito ai termini dell’accordo, invece, il Premier Letta ha detto che si è trattato di un compromesso, ovvero di un accordo nato dalla mediazione di principi contrastanti. In sede di consiglio, infatti, ci sono stati alcuni paesi, come l’Italia, intenzionati anche a compiere ulteriori passi avanti verso l’unione bancaria e altri intenzionali a compiere alcuni passi indietro.

Il compromesso risultante, tuttavia, come accennato è comunque il progresso di maggior importanza a livello finanziario per l’Unione dopo l’introduzione dell’euro, anche se prima della sua effettiva entrata a regime passeranno altri 10 anni. Letta, tuttavia, anche in questo caso si augura che con il passare del tempo l’attuazione possa venire fatta in tempi più brevi.

Capital markets union

A plan to unlock funding for Europe’s growth

What is the capital markets union?

General information on the objectives of the capital markets union.

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