Ottima giornata per la Borsa, cala lo spread

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Ottima giornata per la Borsa, cala lo spread

Seduta positiva quella di oggi a Piazza Affari, che termina la giornata in rialzo dell’1,54%, sotto i massimi del primo pomeriggio, tra un rally a Wall Street e l’andatura spedita anche delle altre borse europee. Volano soprattutto le banche e Mediaset (+5,03%), che grazie anche a un report di Hsbc segna nuovi massimi dal giugno 2020. In Europa i rialzi sono nell’ordine del 2,01% (così l’Euro Stoxx), tra acquisti anche nel Vecchio Continente su banche, tecnologici e auto. Tra gli istituti di credito, Mediolanum avanza del 3,63%, Unicredit del 2,34%, Intesa del 2,18%. In controtendenza solo Mps, lascia l’1,47%.

Tra gli assicurativi cresce di moto Generali (+2,47%). Ottima anche Fonsai (+3,15%), con Unipol in aumento del 4,19% dopo la vendita ieri del pacchetto del 3,8% di Mediobanca che toglie anche incertezza da collocamento su Piazzetta Cuccia (+3,02%). Finmeccanica rallenta nel finale, ma mette comunque a segno un +2,56%, ed è per l’ottavo giorno consecutivo in rialzo. Telecom si mette nuovamente sotto i riflettori, con una chiusura in rialzo del 2,67%, dopo il balzo messo a segno già ieri, mentre non sembra arrestarsi la speculazione del mercato su una possibile cessione di Tim Brasil. Nel resto del listino, sotto i riflettori Carige (+12,05%), dopo che ieri Vittorio Malacalza ha parlato di un possibile investimento nella banca, se il nuovo Ad fosse di suo gradimento. Bene Astaldi (+6,60%), selezionato come contractor per la realizzazione delle opere civili relative all’impianto idroelettrico di Muskrat Falls, in Canada, per un valore sopra i 700 milioni di euro.

Parigi

L’indice Cac 40 avanza a 4.218,11 punti; Madrid chiude in forte rialzo: l’indice Ibex 35 sale del 2,4% a 9.660,5 punti; Francoforte: L’indice Dax avanza dell’1,99% a 8.685,77 punti. Londra: L’indice Ftse-100 sale dell’1,46% a 6.430,49 punti.

Rimonta finale delle Borse con Wall Street. Cala lo spread

Dopo un’apertura in calo, i listini del vecchio continente recuperano ottimismo. C’è una fiducia nelle banche centrali che nemmeno l’impennata delle richieste di sussidi di disoccupazione in Usa intacca

borse europee (afp)

Dopo un’apertura in calo, le borse europee recuperano ottimismo e, anche grazie all’ottima apertura di Wall Street, accelerano in chiusura. A spingere i listini hanno pensato ​il via libera del Senato Usa al maxi-piano da 2.000 miliardi di dollari e la decisione della Bce di sospendere la regola del limite agli acquisti su emittente ed emissione nel programma Pepp contro la pandemia del coronavirus.

I dati Usa non fanno paura

I mercati non si sono lasciati deprimere neanche dall’impennata degli iscritti alle liste di disoccupazione in Usa, che hanno toccato la cifra record di 3,2 milioni. Hanno invece preferito lasciarsi rassicurare dalle parole del presidente della Fed, Jerome Powell, secondo cui l’istituto centrale statunitense è ben lontano dall’aver esaurito le proprie munizioni e agirà in modo aggressivo per fornire tutta la liquidità necessaria, e dal ‘whatever it takes’ del G20, che si è detto pronto a fare qualsiasi cosa per rilanciare l’economia e a iniettare 5.000 miliardi di dollari per evitarne il tracollo.

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Effetto Draghi

La palma di miglior listino della giornata va a Parigi, dove il Cac 40 è salito del 2,51%. Sulla stessa linea si è mossa Londra cresciuta del 2,24%. Più contenuti invece i guadagni di Madrid (+1,31%) e Francoforte (+1,28%). Milano ha limitato il rialzo allo 0,73%, nonostante l’ottima giornata dello spread, sceso a 159 punti grazie agli acquisti della Bce e all’intervento di Mario Draghi sulle colonne del Financial Times con cui l’ex presidente dell’Eurotower ha esortato tutti i Paesi a considerare la lotta contro il coronavirus una vera e propria guerra da combattere con tutti gli strumenti diponibili, a partire dall’aumento del debito pubblico per proteggere aziende e lavoratori.

I titoli in evidenza

La discesa del differenziale tra Btp e Bund ha ridato innanzitutto fiato ai bancari, con Fineco maglia rosa capace di stampare un +9,16%. Ben intonato anche tutto il comparto del risparmio gestito (Azimut +7%, Mediolanum +5,5%). Fra gli industriali si è invece messa in luce Leonardo (+6,06%) mentre ha frenato Pirelli. Positiva l’intera galassia del Lingotto: ne ha beneficiato soprattutto la holding della famiglia Agnelli, Exor, che è salita del 3,53%.

Non basta il piano Usa dei super aiuti. Wall Street va giГ№. E Piazza Affari perde il 3%. Risale lo spread

Lo scontro al Consiglio europeo di ieri, con la mancata intesa su Mes e Coronabond, appesantisce i listini. Londra la peggiore in Europa dopo che il premier Johnson è risutato positivo al coronavirus. Bene l’Asia: Tokyo chiude a +3,88%. Torna a scivolare il petrolio

di FLAVIO BINI e RAFFAELE RICCIARDI

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MILANO – Giornata in calo per le Borse europee. I listini scontano il mancato accordo tra i Paesi del Vecchio continente sulle misure straordinarie da mettere in campo per fronteggiare la crisi legata alla diffusione del coronavirus, con il “no” di un blocco di Paesi – Germania, Austria e Olanda in testa – all’accesso alle linee di credito del Mes senza le condizionalità che impongono rigide politiche di austerità e il rinvio di qualsiasi discussione sui coronabond, vero traguardo del nostro Paese.

Mentre cresce l’allarme nazionale e internazionale sulle possibili ricadute della pandemia, sia in termini economici che sanitari, arriva anche la notizia della positività del premier britannico, Boris Johnson, a peggiorare l’umore. Gli indici si appesantiscono poi nel pomeriggio con l’apertura di Wall Street: Milano a fine giornata perde il 3,15%, Londra precipita al -5,24% finale, Francoforte cede il 3,71% e Parigi il 4,23 per cento. Soffre anche la Borsa Usa, malgrado anche la Camera abbia approvato il piano di aiuti da 2 mila miliardi di dollari che ha già ricevuto il via libera dal Senato: il Dow Jones e lo S&P500 retrocedono del 4,06% e il Nasdaq arretra del 3,79 per cento.

Eppure la Borsa americana ha vissuto un’ottima seduta durante al quale non ha guardato ai dati molto preoccupanti sui sussidi settimanali di disoccupazione, schizzati a quota 3 milioni, continuando invece a puntare la propria attenzione sul maxi piano di intervento. Intanto S&P mette in guardia sulle possibili ricadute sull’economia americana della diffusione del virus. Secondo l’agenzia di rating: il Pil Usa dovrebbe contrarsi del 2,1% nei primi tre mesi dell’anno e del 12,7% nel secondo trimestre mentre il 2020 dovrebbe chiudersi con un pil in calo dell’1,3%, a fronte del +1,9% previsto pre-coronavirus.

Il nervosisimo di oggi si fa sentire anche sullo spread: con il differenziale Btp-Bund che termina la giornata sopra 180 punti base dai 160 della chiusura di ieri. Intanto all’asta odierna, il Tesoro ha collocato 7 miliardi di Bot semestrali con il rendimento tornato positivo a 0,055%. L’euro chiude poco mosso sopra 1,10 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1067 e a 119,49 yen. Cala il dollaro/yen a 108,01.

Segnali non incoraggianti arrivano anche dall’Istat, che registra a marzo un crollo della fiducia di famiglie e imprese.

Sulla sponda asiatica molto positiva Tokyo, con il Nikkei che ha chiuso a +3,88%. I titoli del comparto dell’elettronica, assicurativi e farmaceutici hanno messo a segno i rialzi maggiori anche se gli operatori si aspettano che le incertezze legate alla diffusione del virus manterranno alta la volatilità la prossima settimana.

Torna a scivolare il petrolio che oltre alle pressioni che subisce sia dal lato dell’offerta che da quello della domanda è penalizzato anche dal fatto che il governo Usa non stanzierà i fondi necessari ad aumentare le sue riserve strategiche, come invece avevano fatto intuire la scorsa settimana alcuni esponenti dell’amministrazione Trump. Il contratto Wti a maggio perde il 3,58% a 21,79 dollari al barile. Il Brent aggiorna i minimi dal 2003.

Si fermano i rialzi dell‘oro. Il lingotto viene scambiato in mattinata a 1624 dollari, in calo dello 0,43%.

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