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Previsioni Euro Dollaro – Analisi tecnica EUR USD 19-23 Giugno 2020

IL CROSS EURO-USD RESISTE ALLA POLITICA ACCOMODANTE PROMESSA DALLA FED, MA CEDE TERRENO DAI TOP DELL’ ANNO AD UN SOFFIO DA QUOTA 1,13

Bilancio settimanale sostanzialmente invariato per il cambio Euro-Dollaro che ha chiuso le contrattazioni di Venerdì 16 Giugno a quota 1,1197 ( close 9/6 a quota 1,1196 ), nell’ ottava in cui la FED ha alzato, per la seconda volta quest’ anno, i tassi d’ interesse portandoli a 1-1,25%.

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Il cross EUR-USD dopo essere volato sui massimi da Novembre 2020, toccando quota 1,1296, sostenuto da una serie di dati macro che hanno evidenziato un rallentamento della crescita ( in primis quello relativo all’ inflazione ), si è indebolito, con il biglietto verde che ha ritrovato un po’ di smalto grazie alle indicazioni sulle motivazioni che hanno convinto la banca centrale americana ad aumentare i tassi.

La presidente dell’ istituto centrale con sede a Washington ha reso noto che la decisione di alzare i tassi è stata presa a larga maggioranza con il solo presidente della FED di Minneapolis, Neel Kashkari, a votare “ No “. La Yellen ha ribadito che la FED considera come passeggero, il rallentamento economico del primo trimestre, e che il mercato del lavoro continuerà a fare da traino alla ripresa, consentendo di attuare un ulteriore ritocco al rialzo entro la fine dell’ anno, come promesso sin dal meeting dello scorso Dicembre.

I DATI MACRO PIU’ SENSIBILI PER LE QUOTAZIONI DEL CAMBIO EURO-DOLLARO

Come anticipato tra le righe del paragrafo precedente, l’ inizio dell’ ottava che si è appena conclusa è stato caratterizzato da dati macro che hanno favorito il balzo del cross EUR-USD sui massimi di periodo. Secondo quanto diffuso dal Dipartimento per il Commercio USA i prezzi al consumo relativi al mese di Maggio sono diminuiti dello 0,1%, dopo l’ aumento dello 0,2% registrato nella rilevazione del mese precedente; una lettura che ha deluso le aspettative e che mina la crescita dell’inflazione auspicata dalla FED.

In discesa anche la pressione dell’ inflazione nel mese di Maggio, salita secondo la lettura dell’ indice IPC Core dell’ 1,7%, ma in calo dall’ 1,9% del mese di Aprile. Non va dimenticato che la componente Core viene sfruttata dalla FED come uno dei più affidabili indicatori per misurare la pressione dell’ inflazione sul lungo termine, in quanto al netto delle componenti più volatili quali alimentari ed energetici. Un nuovo segnale di rallentamento, diffuso dal Dipartimento per il Commercio USA, era arrivato con il rapporto relativo alle vendite al dettaglio, in calo dello 0,3% nel mese di Maggio rispetto alla lettura di Aprile, e al di sotto dei pronostici degli analisti che invece si aspettavano una crescita dello 0,1%. Anche in questo caso la versione Core, al netto della componente auto, ha evidenziato un calo Maggio rispetto alla lettura precedente, mostrando un – 0,3% destagionalizzato ( attese +0,2% ). Anche le vendite al dettaglio Core sono un indicatore molto caro alla Federal Reserve, in quanto, corrispondono ad una voce della spesa dei consumatori utilizzata per elaborare il Prodotto Interno Lordo del paese e che rappresenta il 70% della crescita economica degli Stati Uniti.

Nella seconda parte della settimana, invece, il cambio Euro-Dollaro è scivolato a ridosso dei minimi a 3 settimane, indebolito, oltre che dal rialzo dei tassi e dalle crescenti aspettative di ulteriori ritocchi verso l’alto, anche da una seconda sfilza di dati macro, questa volta positivi.

Il Dipartimento per il Lavoro USA in occasione del consueto report settimanale ha reso noto che le nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti, nell’ ottava terminata il 10 Giugno, sono scese di 8.000 unità, attestandosi a 237.000 unità, mentre le attese erano per un calo minore, pari a – 3.000 unità. In aumento di 1.000 unità rispetto alla settimana precedente, invece, la media mobile mensile, attestatasi a 243.000 unità. La media mobile 4 settimane è un indicatore più corretto e preciso per monitorare l’ andamento del mercato del lavoro, in quanto meno volatile rispetto alle singole rilevazioni settimanali. Lettura in calo per le richieste di disoccupazione continua, diminuite a 1,929 milioni da 1,935 milioni della settimana precedente. Euro debole dopo la diffusione del dato relativo all’indice manifatturiero dello stato di New York che, nel mese di Giugno, ha evidenziato una crescita a 19,8 punti, battendo le attese degli analisti di ben 5 punti. Vista in aumento anche produzione industriale che nel mese di Maggio è rimasta invariata a +1,1%.

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Finale di settimana nuovamente favorevole al cambio Euro-Dollaro dopo che il report elaborato dall’ università del Michigan ha evidenziato il netto aumento dell’ indice che misura la fiducia dei consumatori negli USA che nel mese di Giugno è scesa a 94 punti dai 97,1 punti della lettura di Maggio, toccando il livello più basso dall’elezione di Trump. In calo nel mese di Giugno anche l’ indice che misura l’ andamento del comparto manifatturiero dell’ area di Philadelphia, diminuito a 27,6 punti da 38,8 punti a 27,6 ( attese 24 punti ). Il calo anche l’ indice che misura l’ avvio di nuovi cantieri, diminuiti a 1,09 milioni di unità da 1,17 milioni di unità, mentre le aspettative erano per un aumento a 1,23 milioni di unità.

In ambito europeo, invece, è giusto menzionare che il tasso di inflazione annuo dell’Eurozona, nel mese di Maggio, secondo quanto reso noto dall’ Eurostat è calato all’ 1,4% dall’ 1,9% di Aprile. La lettura del dato Core, quindi al netto delle componenti più volatili come alimentari ed energia, è diminuita allo 0,90% dall’ 1,2%.

STRATEGIA SETTIMANALE DI TRADING SUL CROSS EUR/USD

Performance settimanale di tutto rispetto per il nostro Trading System attivo sul mercato del FOREX che ha preso profitto sul primo target price sia della strategia Long Intrday che sul primo obiettivo della strategia Short Intraday .

La visione rialzista valida per la prossima settimana suggerisce l’ apertura di posizioni Long nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1,1215, Target Price attesi in area 1,1249 ed 1,1276, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 1,118. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 1,1276, per cercare di sfruttare possibili allunghi in area 1,1319 ed 1,1345; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1,1207 in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Long sulla forza, in caso di close orario maggiore di 1,1345, per tentare di prendere profitto in area 1,1396 ed 1,143, estesa a 1,1458; stop loss nel caso in cui si verifichi un ritorno sotto 1,1276 in chiusura di candela giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di discesa in area 1,089, per cogliere eventuali rimbalzi in area 1,0952 ed 1,1002, estesa a 1,1063 ; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1,084 in chiusura di candela oraria.

La strategia Short, invece, consiglia l’ apertura di posizioni ribassiste, nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1,118; Target Price attesi in prima battuta a 1,1143 e successivamente a 1,1106; Stop Loss in caso di ritorno oltre 1,1215 in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista in caso di chiusura oraria minore di 1,1106 per sfruttare possibili cali in area 1,1086 ed 1,1063; fissare uno Stop Loss, con l’ intento di evitare eventuali perdite, in caso di ritorno sopra 1,1166 in chiusura di candela oraria o giornaliera. Previsti ulteriori Short in caso di discesa sotto area 1,1063 in chiusura oraria o giornaliera, per cavalcare eventuali affondi in area 1,1002 ed 1,0952, estesi a 1,089; stop loss nel caso in cui si assista ad ritorno oltre quota 1,113 in close orario. Consigliati Short Speculativi in caso di ulteriori rialzi in area 1,1458, per cercare di sfruttare possibili pull-back in area 1,1396 ed 1,1345; Stop Loss nel caso in cui il rialzo si spinga oltre 1,1485 in chiusura di candela oraria o daily.

VISIONE CAMBIO EURO-DOLLARO SUL BREVE PERIODO

Dal punto di vista tecnico, le quotazioni del cross EUR/USD dopo essere scivolate sotto i supporti di breve-medio periodo, in area 1,067 -1,07, nel corso delle ultime 3 settimane che ci siamo appena lasciati alle spalle hanno innescato un poderoso rialzo che, dopo aver superato la forte resistenza in area 1,08 hanno in un primo momento rotto i vecchi massimi di breve-medio periodo in area 1,10 e successivamente hanno saputo fare ancora meglio volando su valori che non venivano toccati da Novembre 2020, ossia dall’ elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti.

In virtù dei rialzi appena descritti, il quadro grafico del cambio Euro – Dollaro è ritornato a farsi nuovamente interessante anche nel medio-lungo periodo, in quanto la riconquista di area 1,12 potrebbe essere il preludio allungo verso area 1,14-1,15. Al ribasso, invece, area 1,08 diventa il supporto fondamentale per la pista rialzista appena evidenziata, la cui rottura potrebbe attivare nuove discese in area 1,07 in un primo momento e successivamente in area 1,065 -1,06.

Dando un rapido sguardo al quadro grafico del cross EUR/USD è facile notare come le quotazioni siano compresse ormai da mesi dentro l’ ampia congestione 1,05 -1,15. Il cambio Euro –Dollaro, nei mesi scorsi, è stato respinto in prossimità della parte alta del range appena citato, complici una serie di dati economici che hanno favorito il biglietto verde ed aumentato le aspettative di rialzo dei tassi. Fino ad ora comprare sui minimi e vendere sui massimi ha dato ottimi frutti. Entreremo nuovamente Long Multiday in caso di pull-back di area a 1,08 – 1,075, fissando ancora una volta il Target Price in area 1,10 -1,105. Stop Loss da applicare rigorosamente in caso di perdita di area 1,065 in chiusura di candela giornaliera.

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Analisi tecnica FTSE MIB settimana 19- 23 Novembre 2020

INDICE FTSE MIB SCIVOLA SOTTO AREA 19.000 PUNTI DOPO BRACCIO DI FERRO GOVERNO-ITALIANO BRUXELLES E BRUTTI DATI MACRO

Nuova battuta d’ arresto per l’ indice Ftse Mib, che ha chiuso gli scambi settimanali a quota 18.878 punti, scendendo pericolosamente sotto l’ importante soglia tecnica rappresentata da area 19.000 punti. Il bilancio settimanale ha invece rilevato un calo di 2 punti percentuali.

Gli investitori continuano a stare alla larga sia dall’ azionariato italiano che dalle obbligazioni sovrane dopo il duro faccia a faccia tra il governo tricolore e le istituzioni della comunità europea, dopo che l’ esecutivo guidato da Lega ed M5S ha rifiutato nuovamente di uniformare la legge di bilancio alle richieste di Bruxelles. Spread tra BTP e BUND in ascesa oltre la soglia dei 310 punti base e rendimento sul decennale ben sopra la soglia di guardia del 3,50%.

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ SENSIBILI PER L’ INDICE FTSE MIB

Partenza settimanale in rosso per l’ indice Ftse Mib, dopo che anche il Fondo Monetario Internazionale ha sollevato dei dubbi sulla reale capacità della manovra di bilancio italiana di produrre effetti espansivi. L’FMI ha usato la mano pesante contro il governo tricolore bollando le misure intraprese da Lega e Movimento 5 Stelle come dannose per il breve periodo e per lo spread tra BTP e BUND.

Indice Ftse Mib indebolito anche dal rallentamento della crescita economica italiana fotografato dall’ OCSE, vista in frenata a 99,8 punti nel mese di Settembre dai 99,9 punti di Agosto. Il Leading Indicator elaborato dall’ OCSE stima il futuro trend economico su un arco temporale compreso tra i successivi 6-9 mesi.

Sentiment ancor più negativo sull’ azionariato italiano dopo il brusco stop fatto registrare dalla produzione industriale, in calo a Settembre dello 0,2% su base mensile. Giù dello 0,2% anche la media dell’ultimo trimestre, su cui, secondo le stime ISTAT hanno influito negativamente il calo della produzione di beni strumentali ( -1,6% ) e la flessione della produzione legati all’ energia ( -0,1% ).

In controtendenza, invece, la produzione di beni intermedi ( +1,1% ) e beni di consumo ( +0,3% ). Da ulteriori dettagli rilasciati dall’ istituto di statistica nazionale è tuttavia emerso che in termini tendenziali, sempre a Settembre, il suddetto indice, corretto per effetto calendario, ha evidenziato un progresso dell’1,3%. Alla variazione positiva hanno principalmente contribuito la crescita tendenziale dei beni legati all’ energia ( +4,2% ), dei beni strumentali ( +2,9% ) e dei beni intermedi ( +0,8% ), mentre la produzione dei beni di consumo di è ridotta dello 0,8%. Il risultato dei primi nove mesi dell’anno ha invece mostrato che la produzione industriale è aumentata dell’ 1,7% su base annua, ovvero rispetto allo stesso periodo del 2020.

La lettura finale dell’ indice NIC dei prezzi al consumo del mese di Ottobre, diffusa dall’ ISTAT, ha confermato la stima preliminare, evidenziando una variazione nulla su base mensile ed un progresso dell’1,6% su base annua, in miglioramento dal +0,5% congiunturale e dal +1,4% tendenziale della precedente stima finale di Settembre.

Conferme della prima lettura sono arrivate anche per la lettura finale dell’ indice armonizzato IPCA, in crescita dello 0,2% su base mensile e dell’ 1,7% su base annua. La precedente rivelazione mensile in questo caso aveva evidenziato un aumento dell’1,7% su mese e +1,5% su anno. Stabile a +0,7%, invece, la cosiddetta ” inflazione di fondo “, mentre la voce relativa alla lettura al netto dei beni legati all’ energia è aumentata dello 0,9% dal +0,8% della precedente stima. L’ inflazione acquisita per il 2020, ovvero quella che risulterebbe nel caso in cui da qui a fine anno si dovesse assistere a dalle letture mensili nulle si è assestata a +1,2%, per quanto riguarda l’ indice generale ed a +0,7% per la componente di fondo.

Rallenta il surplus della bilancia commerciale italiana del mese di Settembre, che pur evidenziando un avanzo di 1,274 miliardi di euro, ha frenato per 1,290 miliardi di euro, rispetto ai +2,564 miliardi di euro della precedente rivelazione.

L’ ISTAT ha inoltre reso noto che il fatturato dell’ industria nel mese di Settembre è rimasto stabile in termini congiunturali, mentre gli ordinativi hanno registrato una battuta d’ arresto congiunturale del 2,9%, tuttavia in miglioramento dal -4,9% della precedente stima di Agosto. Corretto per gli effetti del calendario ( 20 giorni lavorativi contro i 21 giorni lavorativi di Settembre 2020 ) il fatturato totale è aumentato del 3,9%. L’indice grezzo degli ordinativi, invece, è sceso il linea tendenziale dello 0,9%, in flessione dal +4,9% di Agosto. La media trimestrale sui tre mesi precedenti è invece aumentata dello 0,2%.

VISIONE TECNICA DI BREVE-MEDIO PERIODO SULL’ INDICE FTSE MIB

L’ indice Ftse Mib scivola pericolosamente sotto l’ importante area di supporto rappresentata da area 19.000 punti. Dopo aver raggiunto il sostegno di medio in area 18.500-18.400 punti, il rimbalzo ha trovato un forte ostacolo tecnico a quota 19.600 punti, soccombendo in un secondo momento sotto la forte pressione al ribasso che ha ricondotto le quotazioni sotto area 19.000 punti.
L’indice Ftse Mib, soltanto lo scorso Maggio aveva rotto al rialzo la forte resistenza tecnica rappresentata da area 24.000 punti e si era riportato su valori che non erano stati più toccati dal 2009, volando fino ad un massimo oltre area 24.500 punti.

Il movimento di accumulo che si era verificato in area 22.000-22.500 punti aveva consentito al principale indice italiano di caricarsi come una molla e di schizzare verso l’alto, sfondando il forte ostacolo appena citato, che lo scorso Gennaio, in prima battuta, aveva respinto verso il basso le quotazioni.

Il quadro rialzista di fondo in costruzione ( +53% ) dai minimi di Novembre 2020 a ridosso dei 16.000 punti, fino ai massimi in area 24.500 punti), dopo la discesa al disotto del supporto in area 21.500-21.400 punti, risulta essersi decisamente deteriorato. Dopo aver rotto al ribasso anche il sostegno di medio periodo, in area 21.000-20.800 punti in chiusura settimanale, il Ftse Mib manda definitivamente in cantina la pista rialzista di medio-lungo periodo che, dopo aver centrato il primo obiettivo posto in area in area 24.500, aveva messo nel mirino anche il target successivo, individuato in area 25.000 punti.

La chiusura d’ottava sotto il supporto di breve-medio ( 21.000-20.800 punti ) ha già contribuito a centrare un primo target ribassista in area 20.000 ed il successivo obiettivo in area 19.000-18.500 punti. Lo scenario di breve potrà ritornare positivo soltanto in caso di stabile recupero oltre quota 21.000 punti, per poi puntare ad allungo in area 22.500 punti.

CONSIGLI DI TRADING SULL’ INDICE FTSE MIB

Buono il bilancio settimanale realizzato dal nostro trading system con sottostante l’ indice Ftse Mib, che preso ha profitto su 4 obiettivi pronosticati dalla strategia Long: 2 nella versione Intraday e 2 nella versione Over.

Lo scenario rialzista si attiva nel caso in cui si registri un’ apertura di scambi settimanali oltre quota 18.885 punti, in chiusura oraria, Target Price attesi in area e 19.000 e 19.070 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 18.770 punti.

Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera superiore a 19.070 punti, per sfruttare possibili allunghi in area 19.140 e 19.215 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 18.875 punti in chiusura di candela oraria. Ancora una volta arricchiamo il nostro Trading System con una terza serie di operazioni sulla forza, attivate in seguito ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 19.215 punti, e che prevedono Target Price prima a 19.290 punti e successivamente a 19.410 punti, estesi a 19.605 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 19.000 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 18.030 punti, per cercare di sfruttare possibili rimbalzi in prima battuta a 18.215 e successivamente a 18.330 punti, estesi a 18.510 punti; Stop Loss in caso di eventuali discese sotto 17.800 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera.

Lo scenario ribassista, invece, consiglia di aprire posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 18.770 punti, con obiettivi attesi a 18.700 e 18.585 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria maggiore di 18.885 punti.

Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 18.585 punti, per cercare di anticipare possibili discese, prima a 18.510 punti e successivamente a 18.400 punti; Stop Loss in caso di ritorno oltre 18.770 punti in chiusura di candela oraria. Ed ancora Short con la perdita di quota 18.400 punti in close orario, per sfruttare la pressione ribassista fino a 18.330 e 18.215 punti, con possibili estensioni al ribasso fino a 18.030 punti; Stop Loss in caso di close orario maggiore di 18.600 punti. Suggeriti vendite speculative in caso di allungo in area 19.605 punti, per cercare di sfruttare possibili pull-back di prezzo, prima a 19.9410 punti e successivamente a 19.290 punti, estesi a 19.215 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria o giornaliera maggiore di 19.800 punti.

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