Opzioni binarie Lufthansa punta a Brussels Airlines

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Opzioni binarie: Lufthansa punta a Brussels Airlines

Investire in opzioni binarie consente di fare numerose incursioni in borsa e di speculare con molti meno rischi anche su alcune azioni. Per esempio è il caso di Lufthansa e delle sue dichiarazioni d’intenti.

In questi giorni, di spunti per investire nelle opzioni binarie, puntando sulle azioni quotate in borsa, ci sono molte occasioni. Per esempio è successo con Facebook per il quale la SEC ha deciso un rimborso di 62 milioni di dollari, legato alla partenza ritardata delle contrattazioni il giorno del debutto.

Oggi, invece, vogliamo parlare di quello che è successo alla Lufthansa che ha deciso di mettere finalmente le mani sulla Brussels Airlines della quale, dal 2008, detiene soltanto il 45% delle azioni. Le intenzioni, spiegate dal CEO dell’azienda tedesca, sono quelle di arrivare al 100 per cento del possesso. Christoph Franz al Suddeutsche Zeitung dice di voler acquisire anche il restante 55% di Brussels Airlines ma bisogna aspettare che questa compagnia torni ad essere conveniente. In questo momento, infatti, la compagnia belga ha dovuto far fronte ad una ristrutturazione interna legata ai conti di Bmi British e Austrian Airlines.

Lufthansa, da parte sua, ha contribuito con 100 milioni di euro, un fondo che però non è stato sufficiente alla Brussels Airlines che ha chiuso i bilanci del 2020 comunque con 60,7 milioni di euro di perdita netta. Un risultato certamente migliore rispetto al 2020, ma non abbastanza per metterla al sicuro dal fallimento.

Opzioni binarie: Facebook e il rimborso da 62 milioni

Fare trading con le opzioni binarie consente anche di fare delle rapide incursioni in borsa dove le azioni, soprattutto debuttanti, sono accompagnate da un fiume di notizie desiderabili. Peccato che qualche volta non tutto vada come deve andare.

Il caso di Facebook è emblematico: l’esordio del social network in borsa è stato accompagnato da tantissime indicazioni legate a grandi azionisti che fin dall’inizio hanno deciso di sostenere questa impresa in borsa della creatura di Zuckerberg. Eppure, alla fine, l’esordio di Facebook in borsa è stato traumatico.

Il 18 maggio del 2020, giorno del debutto, infatti, le contrattazioni sono partite con mezz’ora di ritardo e questo sfasamento ha determinato delle perdite consistenti per gli azionisti. Ecco allora che la SEC ha avviato un’inchiesta per capire i motivi dell’intoppo e alla fine si è deciso per il rimborso.

La SEC ha autorizzato il piano del Nasdaq che consiste nel rimborso di tutti coloro che hanno accumulato delle perdite consistenti per colpa dei ritardi delle contrattazioni. Si tratta di circa 62 milioni di dollari di rimborsi. Gli azionisti interessati devono presentare la domanda alla Finra che si occupa della valutazione delle richieste.

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Il Nasdaq ha deciso comunque di rimborsare soltanto alcune contrattazioni, per esempio quelle che non sono state concluse a 42 dollari o meno, oppure quelle che sono state eseguite a prezzi inferiori oppure gli acquisti a 42 dollari non immediatamente confermati.

Finaxit Srl

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Finaxit, nata nel Novembre 2004 dall’esperienza dello staff nel settore dei rimborsi internazionali a livello comunitario ed extracomunitario, è un’azienda giovane, in continua evoluzione e per questo capace di rispondere alle esigenze del mercato globale. Sempre più orientata alla personalizzazione dei servizi, Finaxit crea soluzioni ad hoc per permettere a qualunque tipo di impresa di muoversi nel campo dei RIMBORSI I.V.A. IN AMBITO INTERNAZIONALE. Ma Finaxit non è solo questo. Avvalendosi della collaborazione di Consulenti altamente specializzati in settori di nicchia, è infatti in grado di affiancare quelle aziende che svolgono la propria attività prevalentemente all’estero offrendo ulteriori servizi quali rappresentanze estere, consulenze dirette sul territorio, studi di settore.

[04/07/20] Gentili clienti,

Vi portiamo con piacere a conoscenza della richiesta di intervento formulata al Governo dall’unione di diverse associazioni di categoria a sostegno delle imprese di trasporto passeggeri, a seguito dell’emergenza sanitaria in atto.

Di seguito il testo completo del comunicato:

Il “Settore Turismo” risulta essere uno dei comparti economici maggiormente colpiti dall’emergenza legata alla diffusione del COVID-19. Le Imprese di Noleggio, Bus e Vetture con Conducente, facenti parte della Filiera dei Trasporti, costituiscono un anello di raccordo, indispensabile ad esso. La particolarità che contraddistingue questi settori (Turismo e Imprese di Trasporto N.c.c. Bus e Vetture) fa pensare che, al termine dell’attuale stato emergenziale, con ogni probabilità, il Settore continuerà ad essere penalizzato dalla forte sfiducia e dalla bassa propensione agli spostamenti, sia “incoming” che “outgoing”. Il Settore necessita di interventi plurimi e mirati, stanziamenti ad hoc di risorse, la costituzione di un concreto ed appropriato fondo pubblico a favore delle imprese in sofferenza, per la sopravvivenza, per il sostentamento, per fronteggiare la ripresa. Non c’è turismo senza mobilità.
Seguendo la ratio dei provvedimenti emanati dal Governo finora, si rende necessario fornire rapido supporto a quegli imprenditori che, inevitabilmente, hanno visto o che vedranno la propria attività interessata dall’emergenza. Le sottoscriventi Associazioni di Categoria, ritengono che l’intervento del Governo debba focalizzarsi su dieci priorità.
1. Incrementare il Bonus Partite Iva portandolo da E. 600 a un minimo di E. 800, con ulteriori maggiorazioni per i componenti a carico del nucleo familiare, estendendo durata provvedimento a tutto il periodo emergenza.
2. Costituire un Fondo Liquidità Immediato per l’anno 2020, atto al mantenimento dell’impresa, garantito al 100% dallo Stato, attraverso una modalità normativa, snella e certa, senza un’eccessiva burocrazia bancaria, con previsione di finanziamento dal 30% al 50% sui ricavi anno 2020, restituibile in 10 anni senza interessi, con una quota percentuale del 30% da ritenersi in conto capitale, al fine di coprire le gravi perdite subite.
3. Allargare la cassa integrazione in deroga fino a marzo 2021 a tutte le aziende anche sotto i 5 dipendenti.
4. Creare ammortizzatori sociali per tutti i dipendenti del Settore trasporti turistici che non usufruiscono dei contratti stagionali ma di contratti a temine, in virtù dei quali hanno terminato il loro rapporto di lavoro con le aziende al 31/10/19 e che sarebbero stati ri-assunti al 01/03/20. Allungamento Naspi per questi soggetti.
5. Prevedere uno sgravio contributivo del personale in forza al 23/02/20, alla fine delle 9 (nove) settimane di Cassa integrazione, fino al 31/12/20, con estensione alla stessa data di tutti gli adempimenti fiscali, che saranno successivamente evasi dalle aziende con pagamenti rateali a decorrere dal mese di marzo 2021.
6. Congelare per almeno 12 mesi tutti i mutui e leasing in essere con Banche e/o altri istituti finanziari, nonché sospendere cartelle esattoriali, azzerare le sofferenze con cancellazione della CRIF, evitare protesti per titoli cambiari e assegni, la cui pratica di post datazione ci risulta, in sostanza, essere largamente diffusa ovunque.
7. Estendere il credito d’imposta previsto per contratti di affitto stipulati anche alle categorie catastali A10-C6.
8. Sospendere il premio assicurativo relativo alla RCA dei veicoli e dei beni strumentali per l’effettivo periodo di fermo, non per i soli due/tre mesi attualmente previsti, mediante una semplice autocertificazione del titolare dell’impresa, da fornire alla compagnia assicuratrice, che ne attesti la sospensione dalla circolazione.
9. Garantire le coperture economiche dei contratti di trasporto in essere relativi alla fornitura servizi atipici, compreso servizi di scuolabus da parte degli Enti appaltanti e/o la proroga per due anni senza ulteriori gare.
10. Incentivare le attività di trasporto e turismo in genere svolte mediante autobus, i servizi definiti Occasionali, prevedendo la possibilità di recupero delle accise sul carburante ad uso commerciale, nonché l’eliminazione delle tasse di accesso ad ogni ZTL del territorio nazionale, unitamente alle pratiche, sia per Bus che Vetture.

Il Settore, pur conscio del momento d’emergenza sanitaria che interessa il mondo intero, auspica che il Governo Italiano, non ignori e/o dimentichi le nostre aziende, sappia orgogliosamente fronteggiare la crisi, metta gli imprenditori nelle condizioni di proteggersi dal duro colpo, eviti che regolamenti e normative bancarie collaterali ostacolino la creazione di strumenti economici idonei a risalire la china. Tutti stiamo affrontando una eccezionalità. La perdita di reddito non è colpa di coloro che oggi ne sono vittima ma il costo dell’esitazione potrebbe essere fatale.

Le Associazioni di Categoria firmatarie, auspicando che Uniti ce la faremo, distintamente Vi salutano e ringraziano.
FEDERNOLEGGIO; FAI Trasporto Persone; ASS. UNITI PER L’ITALIA; FEDERNCC; ANC; ANSTRA; ACNCC; ASSOBUS; EMET; LLP; FION; BUS CONDIVISO; COMITATO NCC FIUMICINO; AZIENDE VENETE RIUNITE; F.I.N.C.C; CONSORZIO CRUISE SERVICE IN BUS

Per conoscere ulteriori dettagli riportiamo di seguito i contatti del promotore dell’iniziativa:

Luciano Dall’Ara
Marco Polo Tours srl
340 0603774
[email protected]

A vs disposizione
finaxit srl

[04/03/20] Gentili clienti,

riportiamo di seguito il testo integrale dell’iniziativa promossa dal Comitato Bus Turisitici Italiani per fronteggiare la crisi causata dall’emergenza sanitaria.

CORONAVIRUS:
IN GINOCCHIO IL COMPARTO DEI BUS TURISTICI

A rischio 25mila posti di lavoro, fatturato azzerato per 2,5 mld
Ripercussioni anche per le casse pubbliche: -270 mln di accise carburanti per lo Stato e -100 mln per i comuni dai ticket

Quasi 25mila posti di lavoro a rischio ed attualmente fermi, altrettante famiglie potenzialmente senza un sostentamento, 6mila imprese in Italia bloccate ed un fatturato di circa 2,5 miliardi di euro azzerato. Questi i dati della crisi coronavirus, che ha messo in ginocchio il settore dei bus turistici a noleggio.
L’allarme arriva dal Comitato Bus Turistici Italiani, primo raggruppamento di aziende del settore in Italia che,
attualmente, coinvolge circa duecento operatori. Gli oltre 25mila bus che viaggiano sulle strade ed
autostrade italiane, percorrendo ogni anno 1,7 miliardi di chilometri in tutta Italia, consumano ben 450
milioni di litri di carburante. Tradotti in mancati introiti, si tratta di 270 milioni di accise che non arriveranno
allo Stato, oltre ad ulteriori 100 milioni non incassati direttamente dai comuni attraverso i ticket bus. Soldi
che metteranno in crisi i bilanci di molte amministrazioni locali. Senza contare altri settori collegati ai bus
come guide, accompagnatori, officine, carrozzieri, costruttori, assicurazioni, gommisti, elettrauto e
quant’altro. Bisogna tenere conto anche dei mancati investimenti riferiti al rinnovo del parco pullman, che
ogni anno genera l’immatricolazione di circa 750 bus, con un fatturato totale di circa 220 milioni di euro.
Secondo il Comitato, i 25 miliardi di euro stanzia- complessivamente dal governo non saranno sufficienti
nemmeno a fronteggiare la crisi del solo settore turistico. Per ovvie ragioni il segmento dei bus subirà
pesanti ripercussioni.
“Siamo stati il primo settore a fermarsi per la crisi – dice il Presidente del Comitato, Riccardo Verona
– e, presumibilmente, saremo anche l’ultmo che riuscirà a ripartire. Il nostro comparto non viene
considerato dalle Istituzioni e conseguentemente dall’opinione pubblica. Per questo abbiamo deciso di far
conoscere i numeri reali che travolgono la nostra categoria. La crisi del turismo, che produce ricchezza per
l’intero paese, porterà alla chiusura di molti operatori.
Chiediamo al Governo interventi mirati e decisi.
Roma, 2 aprile 2020

Per conoscere ulteriori dettagli riportiamo di seguito i contatti delle persone che hanno promosso l’iniziativa:

Renzo Balbi
Genovarent srl
335 5369999
[email protected]

Riccardo Verona
Fratelli Verona snc
335 6435653
[email protected]

Fabio Maddii
Florentiabus srl
335 5264118
[email protected]

A vs disposizione
finaxit srl

Focus Coronavirus

CORONAVIRUS: aggiornamento misure preventive Paese per Paese #3

con la presente desideriamo tenervi aggiornati sulle misure preventive attuate da ogni paese per limitare la diffusione del COVID-19. Facciamo presente che le misure sotto riportate sono aggiornate ad oggi 27/03/2020 e potrebbero variare con scarso o nessun preavviso.

ALBANIA:
le Autorità dell’Albania hanno disposto, a partire dal 10 marzo, il blocco totale dei collegamenti aerei e marittimi da/per l’Italia. Dalle 23.59 di domenica 15 marzo, inoltre, ogni ingresso via terra in territorio albanese è chiuso ai viaggiatori che arrivano in autobus o automobile dal Montenegro, Kosovo, Macedonia del Nord e Grecia. I confini via terra restano aperti solo per il trasporto delle merci. Si raccomanda ai connazionali che già si trovano in Albania di tenersi costantemente aggiornati sulle misure temporanee di prevenzione adottate dalle Autorità locali (in particolare quelle riguardanti il blocco del traffico, la sospensione dei trasporti urbani, la chiusura di scuole e attività commerciali, l’interdizione dei luoghi pubblici e degli spazi ricreativi), monitorando le informazioni diffuse dagli organi di stampa e consultando gli avvisi pubblicati sul sito e i canali social dell’Ambasciata d’Italia a Tirana.

AUSTRIA:
Il Governo austriaco ha varato una serie di misure, che rimarranno in vigore fino al prossimo 3 aprile. Per tutti i dettagli, si raccomanda di consultare il sito web dell’Ambasciata d’Italia a Vienna, in particolare al link https://ambvienna.esteri.it/ambasciata_vienna/it/ambasciata/news/dall-ambasciata/focus-coronavirus.html
Le misure recentemente adottate dal governo austriaco relativamente agli spostamenti dall’Italia non riguardano il traffico delle merci, sul quale quindi non producono effetti. Le persone che curano il trasporto delle merci potranno comunque essere sottoposte a controlli sanitari (in particolare, controllo della temperatura corporea).

E’ stata decretata la sospensione completa del traffico di frontiera presso 47 valichi confinari “minori” su un totale di 56 di frontiera con l’Italia.
In particolare, i valichi chiusi sono: Achomitzer Alm; Arnoldstein (Dreiländereck); Bartolosattel; Dolinzaalm-Lommsattel; Feistritzer Alm; Findenigkofel; Freigerscharte; Freikofel; Göriacher Alm; Heiliges Geistjöchl; Hochalpjoch; Hochjoch; Hochwilde; Hoher Trieb; Hundskehljoch; Kaltwassersattel; Kesselwald; Klammeljoch; Klein Kordin Alm; Kleiner Pal; Krimmler Tauern; Kronhofer Thörl; Lenksteinjoch; Mitterjoch/Hörndljoch; Nassfeldpass; Niederjoch; Öfnerjoch; Oisternig; Pfaffennieder; Pfitscher Joch; Planja (Egger Alm); Plöckenpass; Rattendorfersattel (Lanzenalm); Rosskofel; Rudnigsattel; Schlosshütte (Egger Alm); Sonklarscharte; Stallersattel; Straninger Alm; Tilliacher Joch; Timmelsjoch; Timmelsjoch – Passo del Rombo; Tiscelwanger Thorl; Trogkofel; Volajapass; Wilder Freiger; Zollnerthörl. Il traffico di frontiera al valico di Thörl-Maglern-strada statale viene limitato giornalmente dalle ore 6 alle ore 21.

BELGIO:
le autorità federali belghe hanno reintrodotto i controlli di frontiera a partire dal 20 marzo, al fine di impedire l’accesso al Paese a chi non ne abbia reale necessità (in particolare coloro che non siano residenti o che non abbiano una valida motivazione lavorativa); i viaggiatori atterrati a Zaventem ricevono inoltre una nota informativa con l’invito ad osservare un periodo di auto-isolamento a domicilio per 14 giorni. Qualora si fosse in transito per raggiungere l’aeroporto di Zaventem si consiglia di avere già con sé il biglietto aereo per l’Italia.

Sono state inoltre adottate ulteriori misure di prevenzione:
Alle persone a rischio è sconsigliata la partecipazione ad eventi pubblici, anche se all’aria aperta. Le feste scolastiche, gite di più giorni e la frequentazione di luoghi dove si può venire in contatto con categorie sensibili (malati ospedalieri, donne in stato di gravidanza, persone anziane) sono sconsigliate. Relativamente al trasporto pubblico locale, è consigliato di evitare di viaggiare nelle ore di punta. É inoltre ribadita la raccomandazione relativa alle misure generali di prevenzione, quali lavarsi le mani regolarmente ed utilizzare dei fazzoletti monouso, restare a casa se si è malati.
In caso di febbre, tosse o difficoltà respiratorie, la raccomandazione delle Autorità belghe è di restare a casa e di non recarsi direttamente dal medico o al pronto soccorso, bensì di contattarli telefonicamente.
Queste indicazioni potrebbero variare con scarso o nessun preavviso.

Per quanto riguarda i collegamenti aerei, Alitalia ha interrotto i voli internazionali da/per Milano-Malpensa, mantenendo quelli su Roma con una offerta rimodulata. Ryanair ha annunciato la sospensione di tutti i voli internazionali da/per l’Italia a partire dalle ore 24 del 13 marzo fino alle ore 24 dell’8 aprile. Brussels Airlines ha comunicato la sospensione di tutte le sue operazioni di volo fino al 19 aprile. Il traffico aereo da/per l’Italia potrebbe subire ulteriori variazioni. Per informazioni puntuali si rimanda ai siti internet di dette compagnie aeree e si raccomanda di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento.

BIELORUSSIA:
le Autorità sanitarie bielorusse hanno introdotto protocolli sanitari specifici per i passeggeri in arrivo dall’Italia, anche a seguito di scalo in paesi terzi. Le nuove procedure comportano, già a bordo dell’aeromobile, la misurazione della temperatura corporea e la compilazione di un questionario nel quale il passeggero dovrà fornire una serie di informazioni volte a favorirne l’eventuale rintracciabilità in caso di comparsa dei sintomi del virus. All’arrivo all’aeroporto di Minsk, tutti i passeggeri provenienti dall’Italia sono sottoposti al test per verificare l’eventuale infezione da coronavirus. Il risultato del test viene comunicato di regola il giorno successivo (solo in caso di test positivo). A tutti i passeggeri in arrivo dall’Italia – eccetto quelli in transito – è richiesto un periodo di autoisolamento di 2 settimane. Nel caso di esito positivo del test, sono previste misure di quarantena in strutture sanitarie locali.

La compagnia aerea di bandiera Belavia ha disposto la sospensione dei collegamenti con l’aeroporto di Milano Malpensa dal 12 marzo al 15 aprile e dei collegamenti con l’aeroporto di Roma Fiumicino dal 16 marzo al 15 aprile. Al momento è ancora possibile raggiungere l’Italia facendo scalo in Paesi terzi. Per gli stranieri rimasti nel Paese è stata introdotta la possibilità di rimanervi anche oltre il limite di 30 giorni (fino a 90 giorni); a tal fine, occorrerà recarsi presso l’Ufficio Immigrazione territorialmente competente.

BOSNIA-ERZEGOVINA:
Le Autorità della Bosnia Erzegovina hanno decretato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale. Tale decisione implica la chiusura di uffici, enti e istituzioni culturali e attività commerciali al di fuori di supermercati, farmacie e strutture eroganti servizi di prima necessità, ed il divieto di eventi e manifestazioni pubbliche. Sia nel territorio della Federazione di Bosnia Erzegovina che in quello della Republika Srpska, sono stati imposti il divieto di circolazione ai cittadini minori di età e maggiori di anni 65 ed, a partire dal 22 marzo, il coprifuoco per tutta la popolazione dalle 18.00 alle 05.00. Si raccomanda ai connazionali presenti nel Paese di seguire le indicazioni delle autorità locali e di evitare ogni spostamento non motivato o indifferibile al fuori dalla propria abitazione/domicilio.
Per quanto riguarda gli ingressi nel Paese, il Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina ha dato istruzione alla Polizia di Frontiera di sospendere l’ingresso a tutti i cittadini stranieri provenienti dalle zone di maggiore diffusione del virus Covid-19, tra cui anche l’Italia (L’elenco completo comprende: la Provincia di Wuhan in Cina, la Corea del Sud, il Giappone, l’Italia, l’Iran, la Francia, la Romania, la Germania, l’Austria, la Spagna, la Svizzera ed il Belgio). Per gli ingressi dagli altri Paesi vale l’obbligo, sia per i cittadini della Bosnia Erzegovina che per i cittadini stranieri, di un periodo di quarantena di 14 giorni (sorveglianza medica diretta in collaborazione con le Autorità di ispezione competenti con rendicontazione giornaliera obbligatoria al servizio epidemiologico competente), nella propria abitazione/hotel o in strutture in fase di allestimento nelle aree di confine, sulla base dello screening medico che sarà effettuato all’ingresso. I cittadini stranieri possono entrare nel territorio della Bosnia Erzegovina unicamente con un passaporto in corso di validità (non sono più accettati altri documenti di riconoscimento). Si raccomanda in ogni caso di verificare che i Paesi confinanti non abbiano adottato misure restrittive all’ingresso in Bosnia Erzegovina dalle proprie frontiere. Le uniche deroghe valgono per il personale diplomatico e delle Organizzazioni Internazionali qui accreditato, al cui rientro si applica l’obbligo di isolamento di cui sopra, e a tutti gli autisti per trasporti merci, italiani inclusi, a patto che siano in possesso di un passaporto in corso di validità, seguano determinate cautele mediche e non si trattengano sul territorio della Bosnia Erzegovina per oltre 12 ore (non importa se per transito o consegna all’interno). In questa fase, le Autorità della Bosnia Erzegovina non effettuano alcuna distinzione tra cittadini stranieri non residenti e cittadini stranieri residenti in Bosnia Erzegovina.

BULGARIA:
Da mercoledì 18 marzo 2020 e fino a data da definire è in vigore il DIVIETO DI INGRESSO nel Paese per i viaggiatori provenienti dai Paesi ove si registrano casi di infezione da COVID-19 (tra cui l’ITALIA). Fanno eccezione i cittadini bulgari e gli stranieri con permesso di soggiorno bulgaro permanente o di lungo termine e i loro famigliari.
Al fine di prevenire la diffusione del COVID-19, le autorità locali hanno rafforzato i controlli sanitari all’Aeroporto di Sofia (Terminal 1 e 2) nonché ai principali aeroporti di transito (Varna, Burgas e Plovdiv) e a tutti gli accessi nel Paese (comprese frontiere via terra e porti) nei confronti di tutti i passeggeri in arrivo. A tutti i passeggeri che abbiano soggiornato in Italia nei 14 giorni precedenti all’arrivo nel Paese è richiesta la compilazione di un questionario, in presenza di un ispettore sanitario, dichiarando le proprie generalità e se si avvertono dei sintomi. Tutti gli individui che abbiano soggiornato in Italia nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Bulgaria sono obbligati ad osservare un isolamento domiciliare di 14 giorni. In caso di febbre alta o tosse, verificatesi successivamente all’ingresso nel Paese, si dovrà contattare il numero di emergenza 112 o un medico di base. Le autorità locali raccomandano di non recarsi direttamente all’ospedale senza aver prima preso contatto con il medico. È ancora possibile viaggiare tra Bulgaria e Italia via aerea effettuando uno scalo in Paesi terzi. Date le frequenti variazioni nel traffico aereo, si raccomanda di contattare la compagnia aerea di riferimento per verificare lo stato del proprio volo e individuare rotte alternative per raggiungere l’Italia.

CROAZIA:
Le autorità sanitarie locali hanno adottato specifiche misure di controllo nei confronti delle persone provenienti dall’Italia al confine terrestre con la Slovenia, dove sono stati predisposti container ad hoc adibiti a unità epidemiologiche mobili. Inoltre, tutti i cittadini provenienti dal territorio italiano saranno sottoposti a quarantena obbligatoria di 14 giorni in struttura individuata di volta in volta dalle autorità croate. La misura si applicherà anche ai cittadini provenienti dalla provincia cinese di Hubei, della regione tedesca della Renania Settentrionale-Westfalia, della città e della provincia coreana di Daegu e Cheongdo, e dall’Iran. I cittadini provenienti dall’intero territorio di Cina, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone e Singapore saranno sottoposti a obbligo di autoisolamento domiciliare di 14 giorni. Dal 10 al 28 marzo la Croatian Airlines ha sospeso tutti i collegamenti aerei tra Italia e Croazia. A partire dal 13 marzo le Autorità croate hanno disposto l’interruzione dei collegamenti a mezzo autobus e marittimi tra Italia e Croazia. Le autorità croate potranno estendere le misure restrittive già descritte anche ad altre categorie di viaggiatori e richiedere eventuali accertamenti sanitari anche ai viaggiatori provenienti da altre località oltre a quelle menzionate. Si raccomanda di seguire le indicazioni delle autorità locali.

DANIMARCA:
Il governo danese ha stabilito la chiusura della frontiera terrestre in ingresso da mezzogiorno del 14 marzo fino al 13 aprile e la sospensione di tutto il traffico aereo e marittimo. I controlli alla frontiera sono pertanto già operativi e tutti i cittadini non danesi sono chiamati a fornire un valido motivo per fare ingresso in Danimarca. E’ possibile entrare in Danimarca per chi risiede e lavora nel paese, per i viaggiatori in transito diretti verso altre destinazioni finali nonché per genitori con figli minori in Danimarca. Ogni caso verrà valutato individualmente dalle autorità locali. Per maggiori informazioni sulle misure adottate dalla Danimarca, vi rimandiamo alla sezione ‘Situazione Sanitaria’al seguente link http://www.viaggiaresicuri.it/country/DNK

ESTONIA:
le autorità estoni hanno adottato misure restrittive e dichiarato lo stato di emergenza. In particolare, sono stati ripristinati i controlli pre-Schengen alle frontiere. Potranno entrare in Estonia, alle cui frontiere verranno esaminati i documenti di viaggio, compiuti accertamenti medici e richiesta la compilazione di un modulo di autocertificazione, solamente: cittadini estoni; cittadini stranieri o apolidi residenti in Estonia con regolare titolo di soggiorno e loro familiari; cittadini stranieri che non abbiano sintomi riconducibili al virus covid-19, in transito verso il loro paese di origine; trasportatori che non abbiano sintomi covid-19. Tutti i viaggatori in provenienza da aree ad alta incidenza del virus sono tenuti a rimanere in autoisolamento per due settimane. Non vi sono restrizioni per l’uscita dall’Estonia.
E’ richiesto di mantenere una distanza minima di due metri fra le persone e è stata disposta la chiusura dei centri commerciali (tranne supermercati, farmacie, telefonia e banche) a partire dal 27 marzo. Saranno chiusi anche molti locali di ritrovo. Il Comune di Tallinn ha chiuso giardini e parchi attrezzati. Nel caso in cui si sviluppino sintomi compatibili con COVID-19, l’Ufficio Sanitario Terviseamet suggerisce di prendere contatto con personale sanitario.
Per quanto riguarda i collegamenti aerei la Ryanair ha sospeso la rotta Bergamo-Tallin mentre la compagnia aerea Air Baltic ha annunciato che la rotta Tallinn-Roma che avrebbero dovuto aprire alla fine di marzo non sarà per il momento attivata. Lufthansa, che fino ad ora ha assicurato collegamenti aerei per l’Italia via Francoforte, ha annunciato che dopo il 27 marzo interromperà i voli in partenza da Tallinn.

FINLANDIA:
La compagnia aerea nazionale Finnair ha annunciato la cancellazione dei voli diretti Helsinki-Milano (e viceversa) tra il 9 marzo e il 7 aprile e la cancellazione di tutti i voli diretti Helsinki-Roma (e viceversa) tra il 12 marzo e il 7 aprile 2020. Ha inoltre annunciato la cancellazione di 2400 voli tra il 29 marzo e il 30 aprile (tra cui tutti i collegamenti diretti a Bologna, Venezia, Stoccarda, Spalato e Uumaja) e la forte riduzione dei voli verso ulteriori destinazioni nazionali ed europee. Al momento restano alcuni voli per la Germania, la Svizzera ed il Regno Unito. Si raccomanda di verificare direttamente con la compagnia aerea l’operatività del proprio volo e la disponibilità di rotte alternative per raggiungere l’Italia.
Le autorità locali hanno inoltre disposto la chiusura delle scuole dal 18 marzo al 13 aprile e l’entrata in vigore di un primo piano di emergenza in 18 punti, fra cui: forti limitazioni ai viaggi in entrata e in uscita dal Paese (sui quali si forniranno maggiori informazioni non appena disponibili), 2 settimane di quarantena per finlandesi e stranieri legalmente residenti in rientro dall’estero; divieto di assembramenti di più di 10 persone; chiusura di musei, teatri, luoghi di aggregazione.

FRANCIA:
le autorità francesi hanno adottato una serie di misure restrittive sul territorio. In particolare, dalle ore 12.00 del 17 marzo e fino al 15 aprile, vige il divieto di uscire di casa ad eccezione di esigenze di cura, fare la spesa, andare al lavoro e svolgere un’attività fisica di base. Sono vietati gli assembramenti ma anche gli incontri di natura amicale o familiare nei parchi o in strada. Le infrazioni saranno sanzionate.
Sono inoltre chiuse le frontiere esterne all’area Schengen, tranne che per coloro che rientrano in patria. Le frontiere interne (quindi anche quella con l’Italia) rimangono aperte. Taxi e hotel potrebbero inoltre essere messi a disposizione del personale sanitario. Per il momento, i viaggiatori in arrivo in Francia dall’Italia non sono oggetto di nessun provvedimento particolare.
In caso di febbre, tosse o difficoltà respiratorie, si raccomanda di contattare il centro SAMU (Tel. 15 numero gratuito) e di non recarsi direttamente dal medico o al pronto soccorso. I conviventi delle persone risultate positive al COVID-19 dovranno osservare una quarantena domiciliare di 14 giorni.
Dalla Francia sono operativi alcuni voli Alitalia per Roma Fiumicino. Per informazioni: www.alitalia.it. Queste indicazioni potrebbero variare con scarso o nessun preavviso, si raccomanda pertanto di contattare direttamente le compagnie aeree o le società di trasporti ferroviari per informazioni aggiornate sulle possibilità di raggiungere l’Italia e di monitorare il sito web dell’Ambasciata d’Italia a Parigi, da cui è possibile scaricare anche il modulo necessario ad autocertificare la situazione eccezionale che giustifica l’uscita dalla propria abitazione www.ambparigi.esteri.it. Sono possibili cancellazioni di voli da/per l’Italia. Si raccomanda di verificare con la compagnia aerea lo stato del proprio volo

GERMANIA:
Il Governo tedesco ha ripristinato i controlli alle frontiere. L’ingresso in Germania è consentito unicamente ai cittadini tedeschi (in ogni circostanza) e ai cittadini stranieri che siano residenti in Germania o che abbiano comprovati motivi di lavoro o stringenti motivi di necessità per entrare nel Paese (ad es. lutto in famiglia o esigenze di salute). L’uscita dal Paese è regolarmente consentita. L’ingresso nel Paese è anche consentito ai cittadini UE che siano in transito verso il proprio Paese di origine o di residenza, ma solo se possono dimostrare (con biglietto aereo, ferroviario o di bus) che si continuerà il viaggio verso tale Paese (è il caso dei cittadini italiani che desiderano rientrare in Italia facendo scalo in Germania). I cittadini italiani che non rispettano queste condizioni (ad es. che non hanno ancora il biglietto per la prosecuzione del viaggio verso l’Italia, o che desiderano entrare in Germania pur non rientrando nelle categorie sopra specificate) saranno respinti alla frontiera. Non è consentito l’ingresso a chi presenti sintomi che possano far sospettare l’infezione da COVID-19.
Chi arrivi ad un aeroporto tedesco e intenda proseguire via terra (ad esempio perché il proprio volo per l’Italia è stato cancellato) deve dichiarare di essere diretto in Italia ed essere munito di biglietto ferroviario per la frontiera italiana o di biglietto di autobus. La compagnia SÜDTIROL BUS (https://www.altoadigebus.com/) ha attivato un servizio di shuttle con 6 corse al giorno dall’aeroporto di Monaco di Baviera a Bolzano. I biglietti possono essere acquistati unicamente online. Alitalia assicura al momento collegamenti giornalieri da Francoforte a Roma Fiumicino e da Monaco di Baviera a Fiumicino, fino al 5 aprile. Lufthansa è operativa con voli interni alla Germania e con collegamenti verso l’Italia da Francoforte, Düsseldorf, Stoccarda. I collegamenti Lufthansa da Monaco sono sospesi da lunedì 23 marzo. Modifiche nel traffico aereo sono possibili anche con scarso preavviso. Si raccomanda quindi di confermare sempre con la propria compagnia aerea lo stato del volo.
Al fine di contenere la diffusione del COVID-19, le autorità tedesche invitano tutti coloro che sono nel paese e che negli ultimi 14 giorni siano entrati in contatto con persone di cui sia provata l’infezione da coronavirus a prendere immediatamente contatto telefonico con le competenti autorità sanitarie, indipendentemente dall’insorgenza di sintomi. Coloro che nello stesso periodo abbiano viaggiato nelle aree considerate a rischio, tra le quali l’Italia, senza distinzioni regionali, sono invitati a rimanere precauzionalmente presso il proprio domicilio e ad evitare i contatti non necessari con altre persone. Alle aree considerate a rischio si aggiungono la Svizzera e l’Austria.
Anche la Germania ha adottato misure stringenti di contenimento del contagio da COVID-19, tra cui chiusura di scuole, musei, teatri, cinema, bar, impianti sportivi e ricreativi. Diversi Laender hanno vietato tutti gli spostamenti non motivati da ragioni di lavoro o motivi stringenti di necessità. Tutti i connazionali che si trovano in Germania sono invitati ad informarsi sulle misure in vigore nel proprio Land e ad attenervisi scrupolosamente.

GRECIA:
le Autorità greche, dal 14 marzo, hanno sospeso tutti i voli da e per l’Italia e, il 15 marzo, hanno sospeso anche i collegamenti navali. Si raccomanda di contattare la compagnia aerea o navale di riferimento per informazioni su rotte alternative per raggiungere l’Italia.
E’ stata inoltre disposta la chiusura dei confini terrestri con Albania e Macedonia del Nord. Le autorità locali hanno previsto l’adozione di misure preventive e di controllo per evitare la diffusione del contagio. Il 16 marzo hanno annunciato che chi farà ingresso in Grecia dall’estero dovrà sottoporsi a misure di autoisolamento per 14 giorni. E’ vietato, fino al 19 aprile, l’attracco e lo sbarco di passeggeri in tutti i porti greci per le imbarcazioni da diporto provenienti da qualsiasi destinazione geografica. A partire dalle 6.00 locali di sabato 21 marzo sarà possibile raggiungere le isole del Paese soltanto per i residenti. Rimane la possibilità di lasciare le isole tramite traghetti di linea.
Dal 23 marzo e fino al 30 aprile verrà sospesa l’operatività di tutte le strutture alberghiere, fatta eccezione per un albergo in ogni capoluogo regionale e per tre alberghi ad Atene e Salonicco, che verranno annunciati dalle Autorità greche domenica 22 marzo.
Dal 23 marzo è in vigore il divieto di circolazione. Sono consentiti esclusivamente i tragitti casa-lavoro (necessaria un’autocertificazione per i liberi professionisti o, per i dipendenti, una certificazione rilasciata dal datore di lavoro), per recarsi al supermercato, in farmacia o da persone bisognose di assistenza. E’ necessario avere con sé un documento identificativo. In caso di trasgressione, sono previste sanzioni pecuniarie. Per i casi sospetti sarà previsto l’isolamento e il trasferimento in una struttura ospedaliera designata dal Ministero della Salute greco. Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle autorità sanitarie locali e alle raccomandazioni pubblicate sul sito dell’Ente Nazionale per la Sanità ellenico (https://eody.gov.gr).
In caso di comparsa di sintomi riconducibili, secondo le competenti Autorità sanitarie, al coronavirus si raccomanda di contattare un medico o il numero dell’Ente Nazionale per la Sanità in Grecia (numero dedicato per il coronavirus 1135, numeri generali +30 210 521200 o +30 210 5212054).

IRLANDA:
il Governo irlandese rivolge alcune raccomandazioni a chi sia stato nel corso degli ultimi 14 giorni, prima dell’arrivo nel Paese, in una delle aree colpite, che includono al momento Italia, Cina, Corea del Sud, Giappone, Singapore, Hong Kong o Iran In particolare, chiunque presenti sintomi di contagio da COVID-19 è invitato a mettersi in auto-isolamento e contattare il medico di base. Lo stesso è richiesto a chi, negli ultimi 14 giorni, sia stato a stretto contatto con casi confermati di contagio da COVID 19 oppure abbia visitato una struttura sanitaria dove siano stati ricoverati pazienti affetti da COVID-19. Chi si è recato in una delle citate zone colpite negli ultimi 14 giorni e non presenti sintomi non deve mettersi in auto-isolamento, ma è invitato comunque a contattare il servizio sanitario irlandese per ulteriori informazioni, visitando in primo luogo il sito www.hse.ie oppure telefonicamente al numero 1850 24 1850.

Ryanair (ha annunciato la sospensione dei collegamenti dalla mezzanotte di venerdì 13 marzo fino alla mezzanotte di mercoledì 8 aprile 2020. Analoga misura è stata adottata da Aer Lingus. Si raccomanda di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento.

KOSOVO:
le autorità kosovare hanno dichiarato lo stato di emergenza sanitaria. Qualsiasi viaggio verso il Kosovo è al momento fortemente sconsigliato. Le Autorità locali hanno temporaneamente disposto la chiusura dei punti d’accesso aerei e terrestri per i viaggiatori stranieri, la sospensione del traffico aereo in entrata, nonché il traffico terrestre all’interno del Paese.
Per informazioni sul proprio volo, si raccomanda di contattare direttamente la compagnia aerea di riferimento.

LETTONIA:
le autorità locali hanno attuato ulteriori misure restrittive dal 14 marzo al 14 aprile compreso, tra le quali: cancellazione o divieto di ogni manifestazione pubblica comprese quelle religiose e sportive; chiusura dei locali pubblici quali discoteche, bar e night club; chiusura, a partire dal 17 marzo, dei transiti internazionali per aeroporti, porti, autobus e treni; divieto di movimento di passeggeri ed auto tramite i valichi di frontiera stradali, aeroportuali, portuali e ferroviari ai confini esterni dell’UE (Russia) ad eccezione delle merci. Il Ministero dei Trasporti può procedere ad eccezioni quali: possibilità di rientro con permessi dati ai cittadini lettoni ed ai cittadini stranieri residenti permanentemente nel paese; possibilità di entrata e uscita dal paese per i diplomatici stranieri accreditati in lista diplomatica, possibilità di uscita dal paese dai punti di frontiera tenendo conto delle limitazioni internazionali per i cittadini stranieri. Le Ambasciate ed i Consolati lettoni non potranno rilasciare visti di lungo e breve periodo sino a che vige lo stato di emergenza (14 aprile).

LITUANIA:
Le autorità lituane hanno imposto un periodo di quarantena nazionale, esteso fino al 13 aprile compreso. In questo periodo, è possibile transitare dal territorio lituano per coloro che tornano nel Paese di residenza, purché non vengano effettuate soste. E’ prevista una scorta per persone e veicoli in transito, dal punto di ingresso in Lituania fino al punto di uscita dal territorio. Il passaggio della frontiera viene effettuato nei seguenti punti internazionali di frontiera:
STRADE per i veicoli: Kalvarija – Budzisko, Saločiai – Grenstalė, Butingė – Rucava, Smėlynė – Medume, Medininkai – Kamenyj Log, Raigardas – Privalka, Kybartai – Chernyshevskoye, Panemunė – Sovetsk, Šalčininkai–Benekainys, Lazdijai–Ogrodniki;
FERROVIA: stazione ferroviaria di Vilnius, Stasylos-Benekainys, Kena-Gudagojis, Sestokai-Trakiskes;
AEROPORTI internazionali: punti di controllo della frontiera degli aeroporti di Vilnius, Kaunas, Palanga, Šiauliai;
PORTI marittimi: punti di controllo della frontiera: Pilis, Malku ilanka, terminale di Butinge e Molas.

Tutte le persone in ingresso e in uscita dal territorio verranno sottoposte a controlli. Per le persone che sono tornate o arrivate dall’estero è obbligatorio l’isolamento di 14 giorni, ad esclusione dei membri degli equipaggi che lavorano presso le compagnie lituane che effettuano i trasporti commerciali internazionali e non hanno sintomi compatibili con COVID-19, nonché membri delle delegazioni ufficiali, diplomatici e corrieri speciali che lavorano nei treni di transito, cittadini stranieri che attraversano la Repubblica di Lituania in transito e che non hanno sintomi compatibili con COVID-19.
Le autorità locali consigliano alla popolazione di portare nei luoghi pubblici le mascherine protettive o di coprire in altro modo naso e bocca. Nei parchi ed altri luoghi pubblici aperti sono vietati assembramenti e gruppi (massimo consentito 2 persone). E’ necessario mantenere una distanza di sicurezza superiore a 2 metri ed evitare il contatto fisico diretto.

LUSSEMBURGO:
le Autorità lussemburghesi informano che, in presenza di sintomi da COVID-19 (febbre, tosse, difficoltà respiratorie), è necessario contattare immediatamente il numero verde 8002 8080 (senza, quindi, recarsi spontaneamente in ospedale) per essere orientati verso la struttura medica più appropriata, indicando all’operatore eventuali soggiorni o transiti nelle zone a rischio o contatti con persone provenienti dalle aree già interessate dal contagio. Il Ministero della Salute lussemburghese aggiorna in tempo reale la lista delle zone di esposizione al rischio, consultabile dal seguente link: http://sante.public.lu/fr/prevention/coronavirus-00/index.html.
Non risultano più operativi voli diretti tra il Lussemburgo e l’Italia. Sono tuttora operativi voli con scali intermedi dal Lussemburgo verso l’Italia. Dopo la chiusura dell’Aeroporto di Lussemburgo-Findel al traffico passeggeri lunedì 23 marzo, sarà possibile raggiungere via aerea l’Italia solo con voli con scali intermedi in altri aeroporti europei, quali Francoforte, Bruxelles, Parigi o Londra.

MACEDONIA:
Le Autorità della Macedonia del Nord hanno disposto l’autoisolamento domiciliare obbligatorio di 14 giorni per tutti coloro che vengono dai Paesi considerati ad alto e medio rischio, secondo la lista ufficiale della OMS, in costante aggiornamento. Eventuali casi verificati di contagio da COVID-19 saranno trattati secondo un protocollo che prevede l’isolamento presso gli ospedali pubblici di Skopje, Veles, Shtip e Gostivar. A tutti i passeggeri in arrivo via aerea sara’ richiesto di compilare, direttamente a bordo degli aeromobili , un “modulo di tracciabilità sanitaria”, (health locator card) nel quale si dovranno riportare le informazioni di contatto e il luogo di permanenza durante il soggiorno in Macedonia del Nord. A tale misura di aggiunge la sospensione del collegamento aereo diretto tra Roma Ciampino e Skopje, decisa l’11 marzo dalla compagnia Wizzair con effetto immediato e fino al 3 aprile, salvo proroghe. Per quanto riguarda i collegamenti terrestri è stato inoltre disposto il divieto di trasporto internazionale di persone con autobus, minibus o van, da e verso i Paesi ad alto rischio.

MOLDAVIA:
È stato dichiarato lo “stato di emergenza” fino al 15 maggio. A partire dal 25 marzo, è vietato alle persone di età superiore a 63 anni di trovarsi fuori casa e negli spazi pubblici senza che vi sia una necessità urgente, a meno che non si tratti di spostamenti per esigenze di lavoro, quando l’attività non può essere eseguita in remoto, spostamenti per assicurarsi prodotti alimentari, spostamenti per assistenza sanitaria non rinviabile, spostamenti per altri giustificati motivi che non possono essere rinviati (es. decesso di un membro della famiglia, necessità di persone e di animali da compagnia, ecc).
A partire dal 15 marzo e fino al 31 marzo, si sospendono i voli da e per Italia (in verità già sospesi), Francia e Spagna. A partire dal 16 marzo sono sospesi tutti i voli da e per Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Cipro, Germania, Irlanda, Regno Unito, Polonia, Portogallo, Romania. E’ fatto divieto, fino al 31 marzo, alle compagnie aeree che operano voli ancora attivi verso la Moldova di imbarcare passeggeri che arrivano, con scalo, da Italia, Spagna, Francia, Germania, Cina, Iran e Corea del Sud e di imbarcare passeggeri che non abbiano la cittadinanza moldava, con l’eccezione di apolidi e cittadini stranieri con residenza, domicilio o permesso di soggiorno in Repubblica di Moldova.
Coloro che dovessero presentare sintomi al momento dell’ingresso nel Paese saranno sottoposti a test e ricoverati presso le istituzioni sanitarie specializzate.
In caso di tosse, febbre, rinorrea o difficoltà respiratorie si raccomanda di contattare il numero di emergenza 112 oppure o l’Ospedale Clinico per le Malattie Infettive “Toma Ciorba” di Chisinau al numero 022/ 242480.

Con Decreto del Presidente del Consiglio, viene annunciata altresì la decisione di chiudere la frontiera “in alcuni punti” (sia al confine moldavo che al confine ucraino), che poi saranno identificati. E’ interrotta inoltre la circolazione internazionale su strada e su ferrovia.

MONTENEGRO:
Le autorità del Montenegro hanno disposto il divieto temporaneo di ingresso ai viaggiatori stranieri che provengano dai Paesi maggiormente interessati da diffusione dell’epidemia: tra essi, oltre a Cina, Corea del Sud e Spagna, anche l’Italia. Sono previsti rigorosi controlli alle frontiere, i cittadini montenegrini provenienti da quei Paesi potranno rientrare, ma saranno sottoposti a sorveglianza sanitaria o quarantena. Alitalia e Montenegro Airlines hanno cancellato l’intera programmazione dei voli sulla linea area Roma-Podgorica fino al 31 marzo. Sono stati cancellati anche i voli charter Napoli-Podgorica. Per informazioni sul proprio volo, si raccomanda di contattare direttamente la compagnia aerea.

NORVEGIA:
le autorità norvegesi hanno disposto la chiusura delle frontiere per tutti i viaggiatori in arrivo, fatta eccezione per i cittadini norvegesi e coloro che risiedono o lavorano in Norvegia. A partire dalle ore 8.00am di lunedì 16 marzo 2020, verranno temporaneamente re-introdotti i controlli in entrata ed uscita delle frontiere interne ed esterne dell’area Schengen.
A coloro che siano arrivati in Norvegia prima dell’entrata in vigore di queste disposizioni, le autorità locali chiedono o di rientrare nel Paese di provenienza o di rimanere in auto-isolamento obbligatorio per 14 giorni, indipendentemente dalla presenza di sintomi compatibili con COVID-19. Tutti i viaggiatori con sintomi di coronavirus saranno isolati. Il regime di isolamento dura fino ad un minimo di 7 giorni dopo la scomparsa dei sintomi. Le disposizioni hanno effetto retroattivo e si applicano a tutti gli arrivi da giovedì 27 febbraio. Esse sono in vigore a partire dal 12 marzo fino alla fine di aprile 2020. Le autorità sanitarie raccomandano a tutti i viaggiatori, che sospettino di aver contratto il virus o ne avvertano i sintomi, di non recarsi presso presidi medici senza preavviso ma di contattare il numero telefonico 116117.
La compagnia aerea SAS ha deciso di sospendere i voli in partenza per Milano, Venezia, Bologna e Torino fino al 16 marzo. La compagnia aerea Norwegian ha sospeso i voli diretti per Milano fino al 15 marzo. Sono possibili ulteriori modifiche al traffico aereo da/per l’Italia. Si raccomanda di contattare la compagnia aerea di riferimento per informazioni sullo stato del proprio volo e per l’individuazione, ove necessario, di rotte alternative per raggiungere l’Italia.

Le autorità locali hanno vietato l’ingresso nell’arcipelago nelle isole Svalbard a tutti i viaggiatori, ad eccezione di quelli provenienti da Norvegia, Svezia e Finlandia purché non siano stati fuori dell’area nordica dal 27 febbraio 2020.

PAESI BASSI:
le Autorità locali hanno adottato misure obbligatorie di distanziamento sociale, disposto la chiusura di ristoranti, club sportivi e altri luoghi di aggregazione. I connazionali che presentino sintomi, sono invitati a contattare il proprio medico di base/servizio GGD di zona (Municipal Centre for Publich Health) per ottenere le necessarie istruzioni.
I voli in arrivo dall’Italia sono stati sospesi e di conseguenza le principali compagnie aeree hanno interrotto i voli verso l’Italia. E’ ancora possibile raggiungere l’Italia facendo scalo o recandosi negli aeroporti di altri vicini Paesi (Belgio, Germania, Francia, Svizzera). Può essere richiesto di mostrare il titolo di viaggio con destinazione finale. Si suggerisce di contattare le principali compagnie aeree prima di intraprendere il viaggio e di consultare il sito web dell’Ambasciata all’Aja (www.amblaja.esteri.it) per maggiori dettagli.

POLONIA:
Le Autorità polacche hanno disposto una serie di misure restrittive, a partire da domenica 15 marzo. In particolare, è vietato l’ingresso nel Paese per tutti gli stranieri (salvo coloro i quali abbiano un titolo di soggiorno, lavoro o altro legame documentato con la Polonia, previa quarantena obbligatoria). Sono reintrodotti temporaneamente i controlli alla frontiera, sono sospesi i collegamenti aerei e ferroviari internazionali di passeggeri, mentre resta possibile lo spostamento via terra in auto o in autobus, ove disponibile. E’ disposta la quarantena obbligatoria di 14 giorni per coloro i quali fanno ritorno nel Paese, salvo limitate eccezioni (tra cui i trasportatori merci).
A partire dal 25 marzo sono inoltre introdotte limitazioni agli spostamenti interni, salvo alcune eccezioni tra cui la possibilità di uscire di casa per recarsi al lavoro o per gli aspetti strettamente necessari per la vita quotidiana (es. spesa, farmacia, recarsi dal medico se necessario, etc.). Non sono consentiti assembramenti di oltre 2 persone fuori casa, eccezion fatta per i nuclei famigliari, per i luoghi di lavoro ed altre limitate casistiche. Sono previste multe per eventuali violazioni. Per ulteriori informazioni, si prega di consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia https://ambvarsavia.esteri.it/ambasciata_varsavia/it/
Le Autorità sanitarie polacche (NFZ) hanno inoltre attivato un’infolinea dedicata, raggiungibile al numero 800 190 590.

PORTOGALLO:
Dalla mezzanotte del 18 marzo e fino al 2 aprile incluso, vige in Portogallo lo Stato di Emergenza. Le autorità locali hanno annunciato la sospensione del traffico aereo con l’Italia, a partire dalle 23.59 del 10 marzo, per un periodo di 14 giorni. Ad oggi è possibile raggiungere via aerea l’Italia dal Portogallo solo facendo ricorso a triangolazioni di voli. Al momento, sono ancora attivi collegamenti aerei da/per l’Italia attraverso alcuni scali europei (ad esempio Londra, Parigi, Nizza, Marsiglia, Francoforte, Ginevra, Bruxelles). La situazione del traffico aereo può cambiare rapidamente. Si raccomanda di contattare la compagnia aerea di riferimento per informazioni sul proprio volo e per l’individuazione di rotte alternative per raggiungere l’Italia.
Dalle ore 23:00 del 16 marzo sono soppressi tutti i collegamenti aerei, ferroviari, terrestri e fluviali tra Spagna e Portogallo. La misura sarà in vigore fino al 15 aprile. Per via terrestre sarà proibito il transito turistico tra i due Paesi, lasciando aperti alcuni valichi di frontiera che serviranno a garantire il trasporto merci e il passaggio dei lavoratori transfrontalieri. Le autorità portoghesi consentono tuttavia il transito in uscita ai cittadini stranieri che intendano far ritorno al proprio Paese di residenza avvalendosi di mezzi propri (autovetture di proprietà o noleggiate). Per l’elenco dei varchi transitabili e per altre informazioni utili consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Lisbona: https://amblisbona.esteri.it/ambasciata_lisbona/it/ambasciata/news
Vige il divieto di sbarco passeggeri per le navi da crociera, che potranno attraccare solo per rifornimento. Sono inoltre sconsigliati per motivi di sicurezza i voli interni da e verso gli arcipelaghi di Madeira e Azzorre. I connazionali che avranno bisogno di assistenza potranno contattare telefonicamente gli Uffici Consolari al numero +351 21 3515320 (dalle ore 9 alle ore 16), il numero di emergenza +351 91 9523500 (attivo h24), il nuovo numero aggiunto per l’emergenza +351 91 3347974 (attivo dalle ore 9 alle ore 22) e la casella di posta elettronica [email protected] . Per ulteriori informazioni sulla situazione sanitaria nel Paese e sulle misure adottate dalle autorità locali, consultare la sezione Situazione Sanitaria al seguente link http://www.viaggiaresicuri.it/country/PRT

REGNO UNITO:
il Governo britannico raccomanda a chiunque entri in Regno Unito e sviluppi sintomi, anche lievi, compatibili con COVID-19, di rimanere a casa, in auto-isolamento, per almeno 7 giorni. Nel caso in cui la condizione di salute non migliori, consigliano di contattare il Sistema Sanitario Nazionale NHS al numero 111 o online.
Il Regno Unito non prevede al momento restrizioni all’ingresso per chi proviene dall’Italia. Il traffico aereo da/per l’Italia sta registrando una progressiva riduzione. Rimangono tuttavia attivi collegamenti aerei diretti da Londra per Roma Fiumicino, operati da Alitalia. Per informazioni, contattare direttamente la compagnia aerea. Sono inoltre possibili rotte indirette con collegamenti verso altri aeroporti europei ancora attivi (in particolare Francoforte, Monaco, Zurigo, Ginevra). La situazione del traffico aereo potrebbe mutare rapidamente. Si raccomanda di contattare sempre la compagnia aerea di riferimento per informazioni sullo stato del proprio volo.

REPUBBLICA CECA:
Dopo le ore 23.59 locali del 29 marzo, il transito di persone attraverso la Repubblica Ceca, sia via terra che attraverso l’aeroporto di Praga, è permesso soltanto a chi segnali all’Ambasciata d’Italia a Praga ( [email protected] ) nome e cognome delle persone in transito, data di nascita, numero di documento, indicazione dei punti di entrata e uscita dalla Repubblica Ceca, mezzo di trasporto (incluso, se del caso, il numero di targa) e itinerario previsto in Repubblica Ceca. La segnalazione deve avvenire almeno 36 ore prima dell’ingresso in Repubblica Ceca. L’Ambasciata a Praga invierà una nota alle autorità ceche e agli interessati, che dovranno tenerne copia per tutta la durata del transito nel Paese. Durante il transito in Repubblica Ceca, tutti i viaggiatori dovranno portare una mascherina o tenere naso e bocca coperti e rispettare i provvedimenti disposti per lo Stato di emergenza. Le soste in territorio ceco dovranno essere limitate al minimo. Per maggiori informazioni, www.ambpraga.esteri.it, sezione Notizie e Comunicati Stampa.
Non sono segnalati fino ad ora problemi per gli autotrasportatori e autisti professionisti ai quali in Repubblica Ceca non si applicano i divieti di attraversamento del confine e gli obblighi di quarantena.

Le autorità locali hanno dichiarato lo stato di emergenza in relazione al COVID-19, fino almeno al 12 aprile. È fatto divieto ai cittadini cechi di lasciare il Paese. Da ultime disposizioni del Ministero dell’Interno ceco gli stranieri in Repubblica Ceca possono lasciare il Paese, ma non potranno farvi rientro prima della fine delle misure. A tutti gli stranieri non residenti è vietato l’ingresso nel Paese.
Fino al 1 aprile 2020 la libera circolazione delle persone in Repubblica ceca è vietata. Il bando non si applica ai tragitti da e per: luogo di lavoro, strutture sanitarie, domicilio familiari in caso di necessità, negozi di alimentari, farmacie e altre attività necessarie urgenti. Nella fascia oraria tra le 08.00 e le 10.00 l’ingresso a supermercati e farmacie è riservato agli over 65. È inoltre permesso frequentare parchi, viaggiare verso la propria residenza e partecipare a funerali. Le restrizioni non si applicano al trasporto pubblico, ai servizi per la popolazione come forniture, consegne e servizi veterinari. È vietato fornire servizi di soggiorno, servizi di trasporto alternativi (es. Uber), mentre i tassisti ufficiali possono continuare a operare. L’associazione degli Albergatori della Repubblica ceca (www.ahrcr.cz) precisa che il divieto di vendere servizi di soggiorno non si applica agli stranieri fino alla loro uscita dal Paese, né agli stranieri con un permesso di lavoro in Repubblica Ceca. Sono chiusi ristoranti, bar e negozi, con eccezione dei negozi di generi alimentari, giornali e tabacchi, farmacie, stazioni di benzina, negozi di animali e di occhiali. È proibito uscire di casa senza naso e bocca coperti, con mascherine, anche fatte in casa, o sciarpe. Tutti i collegamenti di linea via aria e via terra sono interrotti. Non è possibile noleggiare auto con riconsegna in Italia.
Per coloro che si trovano nel Paese l’Istituto nazionale della Salute della Repubblica Ceca consiglia, in caso di presenza di sintomi sospetti (febbre oltre i 38 gradi, significativi disturbi respiratori) di rivolgersi per informazioni al seguente numero: +420 733 673 900.

ROMANIA:
le autorità locali hanno decretato lo stato di emergenza. Il Ministro dell’Interno ha disposto il divieto di ingresso nel Paese per i cittadini stranieri, a partire dalle 22.00 ora locale del 22 marzo, con limitate eccezioni: cittadini dell’UE o dei Paesi appartenenti allo Spazio Economico Europeo (SEE) o svizzeri e familiari di cittadini romeni o di cittadini UE/Spazio Economico Europeo/Svizzera residenti in Romania; persone in transito attraverso corridoi (terrestri) concordati con i Paesi confinanti; passeggeri in transito aeroportuale; residenti in possesso di permesso di lungo soggiorno; persone che viaggiano per motivi professionali (comprovati da visto, permesso di soggiorno o altro documento) o esigenze imperative (sanitarie o famigliari); personale diplomatico o consolare, di organizzazioni internazionali, militare o che assicura aiuti umanitari; persone titolari di protezione internazionale o viaggi per motivi umanitari.
Le esenzioni da quarantena/isolamento già previste per conducenti di automezzi con stazza superiore a 3,5 tonnellate vengono estese agli autisti di camion per trasporto merci con stazza superiore a 2,4 tonnellate, sempre se risulteranno asintomatici durante i necessari controlli sanitari. Sono previste anche restrizioni alla libertà di movimento.
In particolare, entra in vigore un divieto di circolazione per gruppi di più di tre persone non conviventi; divieto di circolazione tra le 22.00 e le 06.00 se non per comprovate esigenze di lavoro (tramite certificazione o autocertificazione), cure, acquisti essenziali, attività fisica ed esigenze degli animali da compagnia, limitatamente ai dintorni del domicilio. Le stesse limitazioni, pur non essendo obbligatorie, sono raccomandate nella fascia oraria tra le 06.00 e le 22.00. Sono sospese le attività dei centri commerciali, ad eccezione della vendita di prodotti alimentari, farmaceutici o veterinari.
Dal 9 marzo, alle ore 12:00 i voli da e per l’Italia, così come quelli da/per la Spagna, sono sospesi. Inoltre, gli operatori aerei hanno l’obbligo di comunicare ai cittadini romeni che si imbarcheranno dall’Italia, dalla Cina, dall’Iran e dalla Corea del Sud verso la Romania, con scalo, il fatto che verranno posti in quarantena o autoisolamento sul territorio della Romania. Gli operatori aerei hanno altresì l’obbligo di non consentire l’imbarco a persone con cittadinanza diversa da quella romena che arrivino in Romania, con scalo, dall’Italia, dalla Cina, dall’Iran e dalla Corea del Sud. I cittadini romeni che arrivano nel Paese attraverso i punti di frontiera terrestri, provenienti o che abbiano viaggiato in Italia, Cina, Iran e Corea del Sud vengono posti in quarantena istituzionalizzata sul territorio del distretto di confine o in autoisolamento domiciliare, a seconda della zona di provenienza. Le suddette restrizioni si applicano anche al trasporto marittimo e fluviale. Le decisioni sopra elencate sono valide fino al 31 marzo, con possibilità di proroga. A partire alle ore 21.00 del 15 marzo le Autorità rumene hanno disposto le seguenti ulteriori misure restrittive: isolamento domiciliare di 14 giorni, anche in assenza di sintomi, per tutti i viaggiatori provenienti da paesi in cui sono stati registrati più di 500 casi di contagio da COVID-19; quarantena obbligatoria per coloro che provengono dai Paesi (tra cui l’Italia) indicati al seguente link https://www.cnscbt.ro/index.php/1513-lista-zone-afectate-15-03-2020/file. Inoltre tutte le persone in isolamento domiciliare che sviluppano sintomi da contagio devono contattare il numero unico di emergenza 112. Il personale medico farà una valutazione clinica e raccoglierà prove biologiche per l’effettuazione del test

SERBIA:
Il 16 marzo in Serbia è stato introdotto lo stato d’emergenza. Dal 17 marzo sono in vigore delle misure restrittive relative alla libertà di circolazione. In particolare, è vietato circolare dalle 20.00 alle 05.00 (coprifuoco). Le misure sono in vigore per tutti (con eccezioni limitate, ad esempio per chi svolge lavori notturni). Gli anziani (considerati sopra i 65 anni, 70 nelle zone rurali) devono stare a casa anche per tutto il giorno. Le scuole e le università sono chiuse e i servizi pubblici sono ridotti all’essenziale.
Il 19 marzo è stato sospeso il traffico aereo internazionale per passeggeri da e per l’Aeroporto “Nikola Tesla” di Belgrado. Non è pertanto disponibile alcun collegamento aereo tra Italia e Serbia neanche con scalo.
Dal 20 marzo alle 8:00 sono chiuse tutte le frontiere in entrata. A partire dal 16 marzo l’ingresso ai cittadini serbi e cittadini stranieri residenti permanentemente in Serbia è stato consentito a condizione di sottoporsi a 28 giorni di autoisolamento (con responsabilità penale in caso di violazione). Quanto al trasporto merci, i camion (e gli autisti) provenienti dall’Italia possono entrare in territorio serbo e permanervi per un periodo massimo di 12 ore.

SPAGNA:
In data 16 marzo, il Governo spagnolo ha annunciato la reintroduzione dei controlli alle frontiere terrestri spagnole. Pertanto, a partire dalla mezzanotte del 16 marzo è consentito l’ingresso in Spagna solo ai cittadini spagnoli, ai residenti in Spagna, ai lavoratori transfrontalieri e alle persone con documentate cause di forza maggiore. Ciò non impedisce ai cittadini italiani che avessero necessità urgenti di far rientro al proprio luogo di residenza in Italia. Sono esclusi dalla disposizione in parola il personale diplomatico e consolare accreditato in Spagna e i funzionari delle organizzazioni internazionali con sede in Spagna. La circolazione delle merci continuerà ad essere permessa senza restrizioni.
I connazionali che intendono far rientro dalla Spagna alla Sardegna via mare possono farlo solo per esigenze legate a motivi di lavoro, salute, necessità o rientro presso il proprio domicilio. A questo link la richiesta di autorizzazione: https://sus.regione.sardegna.it/sus/covid19/init. Detta autorizzazione verrà rilasciata dalla Regione Sardegna entro 12 ore dalla partenza e dovrà essere presentata all’imbarco, insieme al biglietto e a un documento d’identità.
Il Governo spagnolo ha ordinato la chiusura delle strutture alberghiere in tutto il Paese, da realizzarsi nel momento in cui le stesse strutture non abbiano più clienti e comunque entro sette giorni dalla pubblicazione del provvedimento, cioè entro il 26 marzo. Potranno restare aperti al pubblico ma non accettare nuovi clienti gli appartamenti turistici e, in generale, le strutture turistiche di lunga durata. Per assistenza, l’Ambasciata d’Italia a Madrid è raggiungibile attraverso l’indirizzo e-mail dedicato: [email protected] . Chi si trova in Catalogna, Valencia, Aragona e Murcia e avesse bisogno di assistenza può rivolgersi al Consolato Generale d’Italia a Barcellona attraverso l’indirizzo e-mail dedicato: [email protected] : sono inoltre stati attivati i seguenti numeri telefonici: Amb. Madrid: +34.608664867 (ore 9-16); +34.608914128 (ore 9-16); +34.639484118 (ore 13-20); +34.650419164 (ore 15.30-20); CG Barcellona: +34.609951096 e +34.659790266 (ore 9-20).

SLOVACCHIA:
Le autorità locali hanno disposto che, a partire dal 25 febbraio, presso l’aeroporto di Bratislava, sia effettuato un controllo rafforzato su tutti i passeggeri in arrivo dall’Italia. Ogni passeggero a bordo di vettori diretti in Slovacchia dovrà riempire un modulo, che ne consentirà l’identificazione e la rintracciabilità anche dopo l’atterraggio nel Paese. Oltre all’obbligo di compilazione del modulo cartaceo sopra descritto, il personale di bordo segnalerà alle autorità aeroportuali i passeggeri che presentano sintomi da stato influenzale, e questi potranno successivamente essere ricoverati per accertamenti presso una struttura sanitaria dedicata.

Dal 28 febbraio, le autorità locali distribuiranno inoltre agli automobilisti che entreranno in Slovacchia dall’Austria un volantino informativo in merito al COVID-19.

Il 6 marzo, inoltre, il Premier slovacco ha annunciato la sospensione del traffico aereo diretto da/per l’Italia a partire dal 9 marzo. Per informazioni sul proprio volo, si raccomanda di contattare la compagnia aerea di riferimento.

SLOVENIA:
Il Ministero della Salute della Repubblica di Slovenia ha emanato un Decreto, entrato in vigore alle 24 del 18 marzo 2020, che modifica le condizioni di ingresso nella Repubblica di Slovenia dalla Repubblica Italiana per le persone. Sono stati istituiti quattro punti di controllo nell’area di confine dei collegamenti stradali con la Repubblica Italiana, presso i seguenti valichi di frontiera: Sant’Andrea / Vrtojba, Fernetti / Fernetiči, Pese / Krvavi potok (aperto solo dalle 0500 alle 2300, unico valico attraversabile anche a piedi), Rabuiese / Škofije. Tutti gli altri collegamenti stradali tra la Repubblica di Slovenia e la Repubblica Italiana sono stati chiusi.
Il trasporto ferroviario di persone tra la Repubblica di Slovenia e la Repubblica Italiana è stato soppresso.
L’ingresso nella Repubblica di Slovenia di persone che non siano cittadini sloveni o non abbiano residenza anagrafica stabile o temporanea nella Repubblica di Slovenia è permesso a coloro che presentino un certificato medico, non più vecchio di tre giorni, che dichiari esito negativo al test SARS-CoV-2 (COVID-19). Se il viaggiatore non fornisce la prova di cui sopra, gli sarà permesso di entrare nella Repubblica di Slovenia nel caso in cui la temperatura corporea sia inferiore a 37,5 gradi Celsius e non mostri chiari segni di infezione del tratto respiratorio superiore (tosse, rinorrea, respiro corto). Inoltre, con decreto del 15 marzo, il trasporto pubblico, ivi inclusi treni, autobus di linea, trasporto occasionale (p. es. autobus turistici) è stato soppresso fino alla fine dell’emergenza, e dal 17 marzo è chiuso l’aeroporto internazionale di Lubiana.

SVEZIA:
Ad oggi non risultano particolari misure messe in atto per il contenimento del coronavirus o restrizioni per il trasporto su strada.

SVIZZERA:
le autorità elvetiche hanno comunicato che le frontiere resteranno aperte ma che sono reintrodotti i controlli pre-Schengen. E’ stato disposto un divieto di ingresso per le persone che provengono dall’Italia, in quanto zona a rischio, con le sole eccezioni dei cittadini svizzeri in rientro, di stranieri che abbiano un permesso di soggiorno svizzero e dei lavoratori frontalieri. Questi ultimi potranno dunque continuare a passare, previ controlli alla frontiera. Per i connazionali in transito in Svizzera non è al momento prevista alcuna restrizione da parte delle Autorità federali.
E’ stato inoltre disposto l’annullamento di tutte le manifestazioni pubbliche e private con più di mille partecipanti, con effetto immediato ed almeno fino al 15 marzo. In conseguenza di tale decisione, tutte le manifestazioni fieristiche dei prossimi giorni, incluso il Salone dell’Auto di Ginevra (previsto dal 5 al 15 marzo) sono annullate.
Si segnalano restrizioni nei collegamenti aerei e ferroviari con l’Italia. Si segnala in particolare la sospensione di tutti i voli della Swiss Air da/per l’Italia, oltre alla sospensione dei voli Easyjet, sino ad inizio aprile. Anche Alitalia ha ridotto il numero di voli. Si raccomanda di rivolgersi alla compagnia aerea di riferimento per verificare l’operatività del proprio volo e la possibilità di rotte alternative.
Quanto ai collegamenti ferroviari, a partire dal 12 marzo e fino al 5 aprile, la SBB ha ridotto le tratte con destinazione Milano (quelle per Venezia sono state cancellate). Sull’asse del San Gottardo, tre delle nove coppie di treni che servono la tratta Zurigo-Milano circoleranno solo fino a Chiasso. Sull’asse del Sempione, le misure riduzioni interessano due delle sette coppie di treni (Ginevra/Basilea-Milano) che circoleranno solo rispettivamente tra Ginevra e Briga e tra Basilea e Briga. Si raccomanda di verificare lo stato del treno con la società di trasporti ferroviari. Ulteriori restrizioni potrebbero essere adottate in futuro.
ebbero essere adottate in futuro.

UCRAINA:
le autorità ucraine hanno prorogato fino al 24 aprile il divieto generale di ingresso nel Paese, qualunque sia il mezzo di trasporto utilizzato, a tutti gli stranieri, ad eccezione delle persone residenti e con permesso di soggiorno. Viene raccomandato, allo stesso tempo, ai cittadini ucraini di astenersi dall’effettuare viaggi all’estero.
Sono inoltre sospesi, fino al 24 aprile, tutti i collegamenti aerei commerciali (compresi quelli con l’Italia), in ingresso e uscita dal Paese, nonché i collegamenti internazionali via terra (autolinee, treni). Resta al momento ancora possibile uscire dal Paese con auto privata attraverso i valichi di frontiera ancora aperti (la situazione alle frontiere è consultabile qui: https://dpsu.gov.ua/ua/map).
Per ulteriori informazioni sulle misure adottate dalle autorità locali, si rimanda alla sezione Situazione Sanitaria al seguente link http://www.viaggiaresicuri.it/country/UKR.

UNGHERIA:
Le Autorità ungheresi hanno disposto l’entrata in vigore di misure di quarantena su scala nazionale, con restrizioni nei movimenti delle persone a partire da sabato 28 marzo e fino all’11 aprile. In tale periodo, sarà consentito lasciare la propria abitazione solo per andare al lavoro o per bisogni essenziali (acquisto di generi alimentari, medicine). E’ inoltre richiesto di mantenere un distanziamento sociale (distanza di sicurezza di 1,5 metri) e le persone al di sopra dei 65 anni potranno recarsi in farmacia solo nella fascia oraria 9.00-12.00. In questa fascia oraria, non saranno permessi altri clienti all’interno delle farmacie. Per maggiori informazioni, consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Budapest: www.ambbudapest.esteri.it.
E’ stata inoltre disposta la chiusura delle frontiere e, pertanto, bloccato l’ingresso in Ungheria, ad eccezione dei cittadini ungheresi e dei residenti stranieri con permesso di residenza di lunga durata (5 anni). È permesso l’accesso, anche se con grandi difficoltà, solo ai possessori di della Carta di Residenza Permanente quinquennale (Állandó Tartózkodási Kártya). I possessori della cosiddetta Lakcím Kártya (anche nota come Address Card) vengono bloccati alla frontiera. A prescindere dal documento esibito, laddove venisse valutato che lo straniero possa costituire una minaccia sanitaria per il Paese, non verrà in alcun modo consentito l’accesso. Si raccomanda di evitare qualsiasi viaggio verso l’Ungheria in questa fase.
Sono previste inoltre delle pesanti sanzioni per coloro che non rispettano la quarantena e per chi afferma il falso, per esempio sulla proprio luogo di provenienza. Lo stato di emergenza ha una durata di 15 giorni, prorogabili attraverso un’apposita autorizzazione del Parlamento al Governo.

Ringraziando per l’attenzione porgiamo

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