Il destino dell’Argentina – Opzioni Binarie

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Contents

Il destino dell’Argentina

Molte tipologie di opzioni binarie investono anche sui titoli sovrani. In particolare offrono un rendimento interessante le opzioni che riguardano le economie dei paesi emergenti. Oggi vogliamo invece parlare di quel che sta succedendo in Argentina.

Chi avesse acquistato titoli del debito argentino oppure opzioni binarie sui titoli argentini, sarà sicuramente a conoscenza di una serie di misure adottate dal governo che stanno scontentando gli investitori. Andiamo con ordine.

Gli argentini, per proteggere i loro risparmi dall’inflazione, per viaggiare comodamente all’estero senza indebitarsi e per importare prodotti e servizi, spesso usano i dollari e convertono i loro pesos nella valuta americana.

Questa operazione di “conversione”, adesso, è stata oggetto di un provvedimento del governo argentino che ha vietato ai cittadini di scambiare i pesos in dollari. Una decisione che arriva dopo il varo di un mix di misure economiche a cavallo tra il protezionismo e le politiche valutarie poco lineari.

Questo provvedimento, più che essere trattato come un semplice fatto di cronaca, adesso è diventato la base per una serie di speculazioni, guidate dall’interpretazione che dell’accaduto ha fatto il Financial Times: l’Argentina potrebbe essere di nuovo vicina alla bancarotta.

Nel 2001 è già successo che questa nazione non potesse far fronte ai pagamenti degli interessi sul debito, poi però non si è più tornati ai livelli pre-default.

Il destino dell’Argentina – Opzioni Binarie

Il settore delle costruzioni è in crisi e il presidente dell’associazione Ance Paolo Buzzetti ha detto che il quadro economico che stanno tracciando gli statistici, sono a dir poco preoccupanti….

di Luigi Boggi – 13 Luglio 2020

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Volkswagen: in crescita le vendite

Archiviato il primo semestre solare sono molte le aziende che tirano le somme sui loro bilanci e cercano di capire la tendenza delle vendite dell’anno. Tra loro c’è anche la…

di Luigi Boggi – 13 Luglio 2020

L’economia cinese e la quotazione del tempio buddista

Il sistema economico dell’Estremo Oriente è in crisi. L’economia sta rallentando e la crescita attesa fino alla fine del 2020 e nel prossimo anno è molto al di sotto delle previsioni…

di Luigi Boggi – 12 Luglio 2020

La relazione dell’Eba sulle banche

Chi compra opzioni binarie che scommettono sulle azioni quotate in borsa, sa che in questo periodo le piazze affari di tutto il mondo sono sull’ottovolante e si sono dimostrate ipersensibili…

di Luigi Boggi – 12 Luglio 2020

Federal Reserve sul sistema finanziario americano

I dati sull’occupazione americana fanno temere che gli Stati Uniti siano più invischiati di quanto non si riesce a credere nella crisi economica globale. Non tutti i mali a stelle…

di Luigi Boggi – 12 Luglio 2020

Il destino dell’Argentina

Molte tipologie di opzioni binarie investono anche sui titoli sovrani. In particolare offrono un rendimento interessante le opzioni che riguardano le economie dei paesi emergenti. Oggi vogliamo invece parlare di…

di Luigi Boggi – 11 Luglio 2020

Manchester United in borsa: che prospettive?

Si può investire, tramite le opzioni binarie, anche sul mercato borsistico. In genere ci può essere un alto rendimento legato alle scommesse riguardo le new entry del mercato azioniario perché…

di Luigi Boggi – 11 Luglio 2020

I rendimenti dei Btp sono in calo

Le opzioni binarie sono degli strumenti molto semplici per investire denaro tramite il trading online e qualche volta consentono di entrare “dalla finestra” nei meandri della borsa. Altre volte, tramite…

di Luigi Boggi – 11 Luglio 2020

La settimana dell’euro è iniziata male

Chi ha intenzione di acquistare delle opzioni binarie ForEX, investendo quindi nel mercato valutario straniero, deve tenere d’occhio anche quello che sta accadendo all’Euro. La moneta unica, infatti, viaggia su…

di Luigi Boggi – 10 Luglio 2020

I dati sull’economia cinese

In questi giorni sono stati diffusi i dati sul mercato del lavoro americano che ha dimostrato l’incapacità dell’economia a stelle e strisce di ridurre in modo efficace il numero dei…

di Luigi Boggi – 10 Luglio 2020

Perché i trader usano il metodo della Martingala?

Cos’è il metodo della Martingala?

Strategie da non utilizzare nelle opzioni binarie

Telefonia, bene Wind e H3G

Telecom continua a perdere colpi

OpzioniBinarieLive is part of the network IsayBlog! whose license is owned by Nectivity Ltd.

Managing Editor: Alex Zarfati

OpzioniBinarieLive è un sito esclusivamente divulgativo e non può essere ritenuto responsabile degli investimenti effettuati dagli utenti.

Categoria: Materie Prime

Il picco dell’oro che spiazza la piazza

$1264, $1270, $1275: per chi ancora si stesse chiedendo quale strada abbia deciso di intraprendere il gold, sappia che non è il solo…
L’oro ha reagito, non si sa ancora bene a cosa o in previsione di cosa, ma ha reagito, con un balzo di quaranta dollari l’oncia che l’ha portato a riattestarsi come asset sovra performante e sopra le attese. Dopo il superamento della soglia dei $1232 dollari l’oncia, infatti, l’ascesa del prezzo del metallo giallo, iniziata con la prima mattina di giovedì 23 gennaio, ha raggiunto il livello di $1248; questa si è poi diretta alla volta dei $1258 e, con una forza difficile da giustificare, ha poi violato la resistenza dei $1269, terminando su tale livello la giornata di venerdì 24.

Seduta chiusa, settimana chiusa ed una domanda aleggiante nell’aria: cosa succederà lunedì? Dopo il picco massimo registrato nella notte tra il 26 e il 27, in vista dei 1275 dollari l’oncia, il mercato pare avere iniziato a ritracciare a ribasso, per attestarsi al termine della seduta di ieri a livelli più ‘equi’ poco superiori ai $1250. Quale sia un livello ‘equo’, tuttavia, è ancora difficile a dirsi, se non impossibile, considerata l’evidenza di un 2020 contraddistinto da incertezza e di un mercato (quello delle recenti sedute) sul quale hanno agito pesantemente mani forti esterne. Che i grandi investitori abbiano ricominciato a posizionarsi?

L’attesa rivolta alla Fed

L’attesa di un pronunciamento della Federal Reserve, atteso per mercoledì 29 al termine dei due giorni di riunione, si è accompagnata nel al crescente timore legato all’instabilità dei Paesi emergenti che, quasi in un gioco effetto domino, paiono trascinarsi vicendevolmente a ribasso di giorno in giorno: prima le difficoltà Indiane, poi i segnali di rallentamento della Cina, per concludere poi, nelle scorse giornate, con il crack pronosticato dell’Argentina e la crisi della moneta e dell’economia turca, costretta, al pari delle altre, a misure estreme di salvaguardia e salvataggio.
Se la Banca Centrale statunitense decidesse di non intervenire a tal proposito, la tendenza cui si assisterà sarà una vendita crescente di tali assets, con un passaggio di preferenze dall’investimento in Paesi emergenti agli indici azionari ed alle commodities.

Le mani forti

Una situazione che ha fatto vacillare il mercato il quale, confuso tra previsioni positive sul 2020 ed evidenze pessimistiche legate alla realtà, pare aver preferito la sicurezza del metallo giallo. Con un rialzo di 30 dollari in 24 ore ed una salita di 40 dollari in 40 ore, tuttavia, il ritorno dell’oro non è certo imputabile al solo timore dei piccoli risparmiatori che, forse per un caso fortuito, hanno avuto la fortuna di trovarsi a cavalcare un mercato che, dall’oggi al domani, si è trovato pilotato dal miglior fantino.
Massima cautela, massima attenzione, su una quotazione, quella aurea che, tra ribassi e picchi immotivati, spiazza non solo il posizionamento long/short degli operatori dinamici, ma pone anche un interrogativo a chi l’oro lo detiene come bene rifugio o lo acquista come materia prima di lavorazione.

Silver : forte volatilità in trading range

Silver Ounce USD – Spot

Ben trovati al consueto focus tecnico sulle principali commodities quotate e tradate sui mercati finanziari; quest’oggi il bene sotto analisi è l’argento i cui prezzi si muovono nell’intorno di 19,70$ l’oncia in un contesto tecnico che sembra stagnare in quella che è la lateralità di breve periodo. E’ infatti da qualche settimana che i prezzi dell’argento non sembrano voler intraprendere alcuna direzionalità ben definita fornendo così dei segnali che non sono fruibili, almeno per quanto riguarda un investimento di posizione; tuttavia nel brevissimo corso, è possibile sfruttare i rimbalzi tecnici che la corrente commodity può offrire. Con l’ausilio di candele giornaliere, andiamo quindi ad analizzare il corso dell’argento e noteremo che, a distanza di oltre una settimana dall’ultima analisi, il quadro tecnico sembra essere rimasto immutato; tuttavia pian piano ci avviciniamo ad un potenziale punto di volta che potrebbe invogliare l’investitore, ad aprire posizioni ribassiste sull’argento, a fronte dell’avvicinamento dei prezzi massimi, a quella che è la barriera dinamica di periodo.

Focus grafico

I picchi decrescenti delle recenti sedute sembrano fare l’eco ai picchi decrescenti di medio – lungo periodo, in continuità con quello che è l’andamento ribassista dell’argento, considerando almeno gli ultimi 5 mesi di contrattazione. Il trend principale intrapreso dai massimi relativi di area 25$ è al momento decrescente e, anche se non sono mancati dei trend intermedi rialzisti di breve termine, è possibile ad oggi osservare come tali rimbalzi rialzisti abbiano potuto offrire un’occasione d’ingresso short, da livelli più elevati. La geometrica ci insegna che due punti servono per tracciare una retta o una diagonale; l’analisi tecnica ci insegna invece che servono tre punti per confermare una tendenza precedentemente identificata in uno stato embrionale. A tal proposito è possibile tuttavia considerare l’area corrente, nell’intono dei 20$, come un possibile terzo punto focale per la conferma della tendenza ribassista di medio corso. Questa tendenza si poggia su di un quadro tecnico che, nel breve periodo, è caratterizzato da un movimento laterale che non lascia spazio ad alcuna operatività direzionale, se non in trading range.

Focus operativo

Il corrente supporto, di fondamentale importanza per la commodity, è sito in area 19,60$ e nelle recenti sedute, è stato testato più e più volte, confermando la propria validità. La resistenza statica invece, che un tempo era l’obiettivo primario di breve termine, ha lasciato il posto ad una resistenza dinamica che si sta confermando sempre più come primo target price per coloro che sono intenzionati a sfruttare i rimbalzi tecnici dal supporto anzidetto. Ad ogni modo siamo dinanzi ad un quadro tecnico non molto nitido e perciò poco profittevole; la presenza di una certa volatilità è desumibile dalle lunghe code che contornano i real bodies relativi alle candele giornaliere. Tuttavia per coloro che operano nel breve – brevissimo periodo, un possibile rimbalzo tecnico dal supporto corrente, avrebbe come target primario la resistenza posta in area 20.10$.

Cresce l’attesa per la FED, Oro in calo

Difficile, da qualche giorno a questa parte, prendere decisioni obbiettive e procedere in investimenti redditizi. Sul fronte valutario registriamo mancanza di correlazione si alcuni tra i cross principali, su altri persiste una fase di congestione che potrebbe terminare in modo esplosivo. Stiamo entrando nel vivo del calendario economico settimanale ed è probabile che tra oggi e venerdì si manifestino quei movimenti direzionali che consentirebbero di porre fine all’immobilità operativa. L’appuntamento più atteso, superfluo ribadirlo, è senz’altro quello con la FED del 29 gennaio.

Si tratterà della prima uscita della neo-presidente Janet Yellen e sarà interessante capire se la politica monetaria seguirà le linee guida tracciate dal predecessore. Si deciderà in materia di tassi d’interesse ed è possibile – secondo i rumors – una ulteriore riduzione del Quantitative Easing (nell’ordine di altri 10 miliardi). Non dimentichiamoci che recentemente il tasso di disoccupazione si è avvicinato all’obbiettivo del 6,5%, collocando appena due punti percentuali al di sopra di tal soglia. Obbiettivo che potrebbe spingere la FED all’innalzamento del costo del denaro e allo stop immediato del QE. Tutti punti che tratteremo nel dettaglio durante la giornata di domani.

Prima di addentrarci negli appuntamenti economici odierni, alcuni senz’altro di rilievo, consentiteci di aprire una piccola parentesi sulle recentissime esternazioni – a dir poco bizzarre – da parte di alcuni membri della Bundesbank. Si è tornati sul discorso del prelievo forzoso sui redditi più abbienti, da mettere in atto tanto per contrastare il problema del debito, quanto per evitare che la Germania continui a pagare per i quasi-default di alcune delle economie periferiche. Non viene contemplata, al contrario, la possibilità di inserire una patrimoniale proprio in Germania, che a detta degli esponenti bancari andrebbe a rallentare il processo di espansione economica. Come dire: due pesi due misure. Non sarebbe il caso, invece, di rivedere un attimo l’intero sistema monetario e il ruolo svolto dalla BCE? Chi lo dice ai tedeschi che l’Europa è ben lungi dal rappresentare un’economica federale così come in altre parti del mondo? Beh, forse è bene che qualcuno ci pensi.

PIL Britannico e Ordinativi USA

Saranno questi gli appuntamenti economici più importanti del giorno. Il Prodotto Interno Lordo UK verrà rilasciato tra qualche minuto, alle 10 e 30 ora italiana. Le stime degli analisti indicano un calo di un decimo di punto percentuale sul dato trimestrale, mentre la revisione annuale potrebbe manifestare un balzo in avanti di quasi un punto percentuale (dal 1,9% all’attuale 2,7%).

Nel corso del pomeriggio avremo un altro importantissimo dato: gli ordinativi per beni durevoli USA. Le previsioni indicano una decisa contrazione, il ché potrebbe indurre un indebolimento del Dollaro. Non meno importante sarà anche l’indice relativo alla fiducia dei consumatori: dovrebbe rimanere invariato al 7,1%.

Oro, vendite al via

Riprendiamo il discorso sull’oro perché ieri sera abbiamo assistito ad una correzione tecnica ribassista che ha permesso l’apertura di una posizione di vendita. Ricordiamo che la condizione necessaria affinché si potesse operare in tale senso era il superamento della trend line 2-4.

Non scordiamoci che lo stop andrà collocato in corrispondenza del punto 5, quindi a 1278,80 dollari l’Oncia. Un buon take profit potrebbe essere rappresentato dai 1220 dollari, in successiva estensione verso 1218/1217 dollari.

Oro, vendite confermate

Sabato, nel consueto appuntamento col sunto settimanali, abbiamo posto l’accento sugli accadimenti più importanti della scorsa sessione. Abbiamo evidenziato una prima parte all’insegna dei mercati asiatici, dove a farla da padrone sono state le notizie economiche riguardanti la Cina: PIL e settore manifatturiero, entrambi in calo.

La seconda metà è stata segnata da un ritorno dell’Europa, con la riproposizione di alcuni interessanti indicatori economici e in conclusione le attesissime dichiarazioni di Draghi a margine della conferenza internazionale sull’Economia Mondiale tenutasi a Devon. Le parole del Governatore della BCE hanno avuto un impatto momentaneo sulla quotazione dell’Euro, che ha registrato picchi di volatilità inattesi. Chi si aspettava qualche cenno di cambiamento in termini di politica monetaria, sarà rimasto deluso. Rispetto alle dichiarazioni di fine 2020 non è cambiato assolutamente nulla.

Draghi ha mostrato un cauto ottimismo circa i segnali di ripresa dell’economia europea, anche nei Paesi Periferici quali Spagna e Italia. Altro punto dibattuto è stato quello dell’inflazione, sottolineando ancora una volta come il crollo dei prezzi al consumo dei mesi passati dovrebbe terminare già nel breve periodo. Qualora dovesse proseguire, la BCE s’è detta pronta ad intervenire con tutti gli strumenti a propria disposizione. Verrebbe da chiedersi: quali sarebbero questi strumenti? Infine, la nota dolente: la disoccupazione giovanile. Draghi, in chiusura, ha sottolineato come sia fondamentale, da parte dei singoli Governi, attuare riforme strutturali in grado di facilitare l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Più facile a dirsi che a farsi.

Dati di rilievi fin da oggi

Come detto, il calendario economico settimanale si presenterà ricchissimo di market mover. Vi anticipiamo fin da ora che uno degli appuntamenti più attesi riguarda le decisioni della FED in materia di politica monetaria. Sarà interessante valutare le scelte sui tassi di interesse e sul tapering. Rammentiamo che sarà la prima volta della neo-presidente Janet Yellen.

La giornata odierna ha già proposto il rilascio di alcuni importantissimi dati relativi all’Eurozona ed in particolare alla Germania: l’Indice IFO sulla fiducia delle aziende, le aspettative di business tedesco e la valutazione situale tedesca. Indicatori che hanno sostanzialmente rispettato le previsioni degli analisti, discostandosi poco o nulla dai valori attesi. Le minime variazioni registrate erano tutte al rialzo.

Nel corso del pomeriggio avremo il dato relativo alla vendita di case nuove negli Stati Uniti. Si tratta di un indicatore di altissimo impatto e per il quale ci si aspetta un calo dalle 464 mila unità precedenti alle attuali 457 mila. Alle 19 ora italiana, infine, parlerà il Presidente della BUBA – nonché membro del Comitato di Politica Monetaria della BCE – Weidmann.

Oro, set up di vendita leggermente rivisto

In apertura di sessione abbiamo registrato un nuovo rimbalzo tecnico, che ci porta a rivedere il punto 5 della successione rialzista. E’ importante evidenziarlo perché la revisione contempla anche lo stop loss, che come ben sappiamo solitamente è collocato proprio in corrispondenza del quinto punto dell’Onda. Osserviamo il grafico:

In questo caso il nuovo stop andrà collocato a 1278,80 Dollaro l’oncia, ma ricordiamo che la posizione di vendita andrà aperta non appena il prezzo avrà superato, ovviamente al ribasso, la trend 2-4. Il take profit, come detto in occasione dei precedenti editoriali, verrà collocato a 1220 dollari, in ulteriore approfondimento verso 1218 prima e 1217 dollari l’oncia.

Future sul coffee : atteso un possibile rimbalzo tecnico

Coffee – Future ICE US

Al future sul Coffee tradato sul mercato ICE US corrisponde un prezzo di 114,40$; prezzo che al momento segna un interessante livello tecnico sul quale potrebbe essere opportuno meditare circa un possibile ingresso long sulla debolezza. Il quadro tecnico di medio periodo contrasta con quello di breve e questa è una peculiarità di quei titoli che si muovono, seppur in tendenza, creando i cosiddetti rimbalzi tra supporti dinamici e barriere dinamiche. Approfondiamo il quadro tecnico di periodo con l’ausilio di candele giornaliere.

Il sell – off avviatosi nei primi giorni del nuovo anno, ha spinto i prezzi dai massimi relativi di area 120$ sino al recente livello tecnico di area 114$. In area 120$ è possibile apprezzare una resistenza storica davvero importante che ha impedito ai prezzi del coffee di protendere verso un livello tecnico più elevato, identificabile nella barriera statica di area 125$. Il punto d’intersezione dei prezzi con la barriera anzidetta, è stato di vitale importanza per confermare limite superiore del canale ascendente che ospita il movimento di medio periodo dei prezzi del coffee. Il limite inferiore è dato invece dall’unione dei minimi crescenti di periodo, partendo dallo scorso novembre, passando per il successivo mese di dicembre, sino a trovar conferma nei recenti minimi attribuibili alle ultime sedute di contrattazione. Recenti minimi che tuttavia poggiano su di un importante supporto dinamico che, in un ottica rialzista, potrebbe fornire un interessante livello d’ingresso per un operatività di breve periodo.

Operatività sulla debolezza

Un’operatività sulla debolezza potrebbe essere la via ottimale per posizionarsi long sul corrente future poiché i prezzi sembrano rispettare in modo pressoché perfetto, l’andamento imposto dal canale rialzista evidenziato per mezzo di due linee diagonali ascendenti e dal tratto fine. Un potenziale ingresso potrebbe avere come trading range il livello [112,50 – 114] poiché, in prossimità del primo valore, si delinea un’importante supporto statico di lungo periodo mentre in prossimità del secondo valore, è possibile individuare il punto d’intersezione tra il movimento tecnico dei prezzi ed il supporto dinamico. Ad ogni modo potrebbe essere consigliabile attendere il superamento deciso della barriera psicologica di area 115$ per evitare di inciampare in un falso segnale long sulla debolezza. Data l’impostazione di fondo della tendenza, potremmo attribuire delle chance più elevate al fatto che lo scenario più probabile tra i possibili verta verso una prosecuzione della tendenza in corso; tuttavia i rischi legati ad un operatività sulla debolezza sono noti ai più perciò è bene prendere le dovute precauzioni.

Rimbalzo tecnico

Il target price attribuibile ad un rimbalzo tecnico avrebbe come primo livello, la barriera di area 118$ mentre come secondo livello ben più importante, troviamo la resistenza indicata in precedenza in area 120$; a quel punto sarebbe opportuno valutare un mantenimento delle posizioni long, poiché saremo dinanzi alla creazione di un doppio massimo, la cui violazione rialzista, lascerebbe propendere per un deciso allungo dei prezzi, verso i nuovi massimi annuali.

Oro, Wolfe Wave indica la vendita

Siamo giunti al consueto appuntamento col sunto settimanale sull’andamento dei mercati. Sul fronte macro economico la sessione appena conclusasi ha evidenziato un primo step di relativa calma, dove a farla da padrone sono state le notizie poco incoraggianti provenienti dal continente asiatico. Abbiamo registrato un calo del PIL cinese, idem l’attività manifatturiera. Flessioni inaspettate, che hanno inciso anche sull’andamento delle borse e sulle valute principali. A detta di alcuni autorevoli esponenti è un primo evidente segnale di rallentamento dell’espansione degli ultimi anni e potrebbe essere cominciata una parabola discendente. Staremo a vedere.

Nella seconda parte della settimana sono tornati in auge i mercati europei, mentre gli Stati Uniti hanno registrato una sostanziale immobilità data la mancanza di notizie rilevanti salvo alcuni dati relativi al mercato immobiliare. Per quel che ci riguarda, dobbiamo registrare le parole di Mario Draghi di ieri in occasione dell’importantissimo appuntamento economico in corso a Devon. Ciò che emerso dal discorso del Governatore è un cauto ottimismo circa i chiari segnali di ripresa da parte dell’Eurozona. Anche i Paesi Periferici, su tutti Italia e Spagna, starebbero uscendo dalla fase recessiva.

Ci sarebbe da discutere, ovviamente, sui fondamentali economici di alcuni degli Stati Membri. Non è sufficiente, a nostro avviso, soffermarsi semplicemente sul rendimento – in netto calo – dei Titoli di Stato. Sul fronte occupazionale, ad esempio, abbiamo registrato un rialzo del tasso di disoccupazione in Olanda ed anche la stessa Spagna manifesta condizioni a dir poco preoccupanti. Altro aspetto poco convincente è quello relativo all’inflazione. Draghi ha confermato l’eventuale utilizzo di tutti gli strumenti a disposizione della BCE qualora la spinta deflazionista dovesse accelerare, anche se a detta del Governatore i prezzi al consumo dovrebbero mantenersi sui livelli attuali sul medio periodo e registrare un rialzo nel lungo termine. C’è da chiedersi, lo abbiamo detto più volte, se eventuali azioni in tal senso avranno realmente l’effetto di calmierare quella che potrebbe diventare una nuova pericolosissima spirale recessiva.

Ciò detto, la settimana che inizierà lunedì 27 gennaio promette interessantissimi appuntamenti macro economici. Siamo certo che i dati in pubblicazione in particolare dall’Eurozona e dagli Stati Uniti avranno ripercussioni di rilievo. Prevediamo movimenti direzionali di un certo peso: tanto sul fronte valutario, quanto sul fronte materie prime.

Dati di rilievo fin da lunedì

L’avvio di sessione proporrà l’indice IFO delle aziende tedesche e la vendita di nuove abitazioni USA. Entrambi sono considerati market ad altissimo impatto e per i dati puntuali vi rimandiamo al primo appuntamento settimanale. Martedì verrà pubblicato il PIL britannico, che dovrebbe registrare un consistente rialzo sulla revisione annuale. Poi avremo gli ordinativi per beni durevoli degli USA, infine – sempre dagli Stati Uniti – l’importantissimo dato sulla fiducia dei consumatori.

Mercoledì leggeremo il dato sulla fiducia dei consumatori Gfk, ma l’appuntamento più atteso di giornata sarà senz’altro la decisione della FED sul costo del denaro e le successive dichiarazioni del Comitato per la Politica Monetaria. Sarà il primo appuntamento col nuovo Presidente Janet Yellen e sarà interessante capire se le linee guida dettate dal suo predecessore – Ben Bernanke – verranno confermate o se ci saranno delle modifiche.

Giovedì sarà un’altra giornata convulsa. In mattinata leggeremo il dato sul tasso di disoccupazione della Germania, mentre nel corso del pomeriggio verrà pubblicato il PIL USA. Sempre dagli Stati Uniti avremo la spesa per i consumi reali e l’importantissimo dato sulle abitazioni in vendita. Venerdì chiusura di sessione con tutta una carrellata di dati tra i quali segnaliamo il tasso di disoccupazione dell’Eurozona, le vendite in dettaglio in Germania, la spesa dei consumatori francesi, il Prodotto Interno Lordo Canadese, le spese personali USA, l’indice PMI di Chicago e l’indice di fiducia del Michigan.

Oro, ecco il segnale di vendita

Era atteso da tempo, rammentiamo infatti che stavamo monitorando l’eventuale realizzazione di una successione rialzista che si è completata proprio a fine sessione. Dal grafico si evince come il prezzo abbia varcato la trend line 1-3, consentendoci di ottenere il punto 5 (1272,40 livello sul quale andremo a posizionare lo stop loss).

Ovviamente il nostro target risulterà collocato sulla proiezione della trend 1-4, ma un buon take profit potrebbe essere rappresentato da quota 1220 dollari l’oncia. Raccomandiamo l’apertura della posizione non appena il prezzo avrà superato la trend line 2-4.

Oro e Argento, cambio di scenario?

Gli unici dati di rilievo verranno da oltre Oceano, non dagli Stati Uniti bensì dal Canada. Alle 14 e 30 ora italiana leggeremo l’indice dei prezzi al consumo e capiremo se la spinta deflazionista registrerà un’accelerazione così come si aspettano gli esperti. Se così fosse si potrebbe assistere ad una ulteriore perdita di valore del Dollaro Canadese.

Correzioni in corso

Nell’ultimo periodo abbiamo valutato alcune ipotesi operative su entrambe le materie prime. Sia l’Oro che l’Argento, evidentemente correlati, avevano registrato deprezzamenti di rilievo e nel caso del secondo il suggerimento di vendita si era rivelato corretto consentendoci di ottenere un buon profitto. Prima ancora, sfruttando la capacità previsionale della Wolfe Wave, ci aspettavamo dei rialzi che potessero condurci – in entrambi i casi – al completamento di una successione rialzista e conseguentemente all’impostazione di un set up di vendita. Opzione che sembra volersi ripresentare a seguito degli apprezzamenti suddetti.

Sull’oro possiamo notare come il prezzo si sia portato a ridosso della trend 1-3. Ora stiamo entrando all’interno di una fascia ristrettissima e sarà interessante valutare eventuali rotture rialziste o ribassiste.

Nel caso dell’Argento siamo ben distanti dalla trend 1-3, mentre siamo ben più vicini alla 1-4. Vedremo se in questo caso ci sarà la possibilità di spinte ribassiste che consentano di valutare un eventuale set up d’acquisto.

Brent Crude Oil : cruciali geometrie sul quadro tecnico

Brent Crude Oil – Future Nymex

Il quadro tecnico di medio periodo del Brent Crude Oil, i cui futures sono scambiati sul Nymex (New York Mercantile Exchange) sembrerebbe essere decisamente impostato al ribasso e malgrado i prezzi si muovano in un’ampia lateralità di lungo corso, nel tempo si è incastonata una barriera dinamica decrescente che, a fronte di un supporto statico, sta delineando un ampio triangolo rettangolo nel cui vertice compreso tra il cateto maggiore e l’ipotenusa, è scritto il destino del Brent Crude Oil. Il prezzo al barile è sito al momento in area 108$; area che sembrerebbe consolidarsi sempre più come supporto statico di fondamentale importanza.

La barriera di medio – lungo periodo tiene i prezzi in ostaggio dal lontano 2020 ovvero dal momento in cui i prezzi del Brent Crude Oil hanno toccato i massimi relativi in area 126$ al barile. Con l’apparizione di un doppio massimo su detto livello, ebbe inizio il tracollo dei prezzi i quali hanno infranto in successione, i supporti statici di area 116$, il livello psicologico sito in area 110$, il supporto di area 103$ nonché il livello principe di area 100$, nella primavera del 2020. Al momento è in atto un interessante tentativo di inversione del corso ribassista storico che, dai minimi relativi sta delineando dei valori via via crescenti in contrapposizione alla tendenza di lungo periodo che ristagna in senso opposto ed opprime la pressione in acquisto.

Focus tecnico

Uno scenario diverso è fruibile da un altro punto di vista unendo i minimi crescenti negli ultimi mesi; in tal modo si ottiene un supporto dinamico che si va ad intersecare con la resistenza dinamica ascendente di lungo periodo, in un’area sita sui 110$ circa. Questo è un disegno geometrico molto interessante dal quale si evince che, in un ampio orizzonte temporale, le forze in gioco se la stanno giocando alla pari e che solo e soltanto la rottura di uno dei livelli dinamici di lungo periodo, potrà sancire un nuovo input operativo sulla forza, rialzista o ribassista che sia. Al momento, la media mobile a 20 periodi è esclusa da qualsiasi tipo di gioco e di informativa poiché il suo andamento sinusoidale di periodo è strettamente legato all’adirezionalità di medio corso che non lascia alcun margine operativo, sia direzionale che discrezionale.

Focus operativo

Osservando dunque il quadro tecnico corrente, si evnice che area 110$ svolge un ruolo cruciale per quello che sarà il corso di medio periodo che intraprenderanno i prezzi del Brent; con i presupposti anzidetti, lo scenario più probabile tra i possibili lascerebbe intendere una prosecuzione della tendenza rialzista e, anche se nell’introduzione ho parlato di un outlook ribassista, è bene osservare che una reazione del mercato per contrastare il sentmen bearish c’è stata, non si è fatta attendere e sembra essere intenzionata a proseguire nel tempo.

I metalli commerciano ad un livello basso,l’euro ancora in caduta

AZIONI

Il Dow ( 16.373,34, -0,25%) si trova in consolidamento, fase che potrebbe essere finita entro oggi o domani e la prossima fase del raduno di giugno potrebbe svolgersi su una rottura sopra 16530. Vediamo un Inverse Head & Shoulder modello visibile sul grafico giornaliero che ci dà un target di 16800, in coincidenza con la proiezione a lungo termine di 16.800-17.600.

Il Dax ( 9720,11, -0.10 %) continua il suo movimento laterale nella ristretta gamma di 9650-9800 con il trend rialzista ancora intatto. Rimanendo sopra 9350-400, l’obiettivo di 9950 rimane valido.

Il Nikkei ( 15.833,16, 0,08 %) è sempre respinto dalla forte resistenza a 16000 per mantenere i tori ancora in gioco. Una mancata chiusura sopra 16000 trascinerebbe a 15.400-500. Lo Shanghai ( 2.040,76, -0,54 %) ha rotto al di sopra della resistenza di giugno a 2030 e andrà a ritestare la zona di approvvigionamento principale a 2060-80. Il trend di medio termine rimane basso e l’obiettivo a più lungo termine potrebbe essere a partire da 1750-1850.

COMMODITIES

I metalli sono in commercio ad un livello basso mentre il mercato del petrolio trova delle posizioni più in alto. L’oro ( 1.234,77) è caduto mentre il trend ribassista di lungo termine persiste. Ora si trova di fronte ad un supporto cruciale nelle regioni di 1225-1200, che se tengono potrebbero far salire i prezzi ad un più elevato valore verso 1280. L’argento ( 19.797) si trova di fronte alla resistenza a 20,30-50, allungando i movimenti laterali all’interno della regione 19-20,5. Ora si trova di fronte al supporto fondamentale all’interno di 19-18,5 da cui potrebbe rimbalzare indietro verso 20.5. Il rame ( 3,3225) è sceso con i dati di fabbricazione della Cina PMI inferiori al previsto. Ora siamo di fronte al supporto a 3.30, da cui potremmo vedere un rimbalzo verso 3.35.

Il Brent ( 107 990) è salito bruscamente rimbalzando dal supporto della MA a 13 giorni. Mentre si trova sopra quota 107, vediamo un aumento verso 109-110. Il prezzo potrebbe consolidare per un po’ nella regione 107-108 prima di salire ulteriormente. Nel complesso il trend rialzista a lungo termine persiste. Il Nymex WTI ( 96.52) è salito bruscamente arrivando ad un massimo da tre settimana al valore di 96,89. Ora ci aspettiamo un aumento verso 97-98, fino a 102 nel lungo termine.

VALUTE

L’Euro ( 1.3550) sta disegnando una bandiera orso ed è in caduta verso 1,34, con la rottura sotto 1,3500-30 che potrebbe essere molto importante. Dal lato contrario, il rialzo sembra limitato a 1.3600 per il momento, dato che il trend rimane saldamente verso il basso. Il cross Euro – Yen ( 141,69) ha raggiunto 142, in linea con le nostre aspettative, ma in un modo molto laborioso. La struttura rimane debole e un ulteriore rialzo sembra limitato a 143-143,30.

La sterlina ( 1,6569) sta colpendo il valore superiore della banda a 1,66. Una mossa sopra 1,6600-50 sarebbe il segnale del trend rialzista a lungo termine, con gli obiettivi di 1,6750 e 1,69 in vista.

Oro e Argento potrebbero estendere le perdite

Siamo entrati nel vivo della sessione settimanale, con le prime notizie di rilievo in arrivo dai mercati asiatici. Il Giappone conferma le scelte di politica monetaria atte ad una costante immissione di liquidità nel mercato, ragion per cui chi opera sullo Yen dovrà tener conto di questo aspetto e della svalutazione costante della valuta nipponica. Sul fronte australiano, invece, registriamo un rialzo dell’inflazione in particolare sul dato annuale. Parliamo di un +2.7%, ben superiore al fatidico 2% ritenuto obbiettivo essenziale per le principali economie mondiali. Basti pensare all’Eurozona, o agli Stati Uniti che nonostante il graduale rialzo degli ultimi mesi resta distante dalla soglia di sicurezza. Nonostante ciò la Banca Centrale Australiana mantiene invariate le proiezioni sui tassi d’interesse che continueranno a mantenersi bassi in un’ottica di svalutazione della propria moneta.

Nel corso della giornata di oggi avremo altri dati importantissimi, che certamente potrebbero acuire la volatilità su alcuni cross ed incidere anche sull’andamento delle materie prime. Tra circa 10 minuti avremo a disposizione la variazione delle richieste di disoccupazione in Gran Bretagna e ci si aspetta un lieve calo dalle 36 mila e 700 unità della lettura precedente alle attuali 35 mila. Attesissima anche la pubblicazione dei verbali dell’incontro del Comitato di Politica Monetaria, che seguono le decisioni sul costo del denaro e sul Quantitative Easing. Ovviamente sarà interessante valutare su che base sono state effettuate determinate scelte e l’eventuale unanimità all’interno del Comitato.

Nel pomeriggio si riunirà la Bank of Canada, che si pronuncerà in materia di tassi d’interesse e di Politica monetaria. Sarà interessante valutare le parole del Governatore Poloz, per comprendere quale sarà la direzione intrapresa dal Comitato. Rammentiamo che nel corso della giornata di domani verranno rilasciati altri importantissimi indicatori sull’andamento dell’economia canadese, ma verranno trattati in modo approfondito nell’aggiornamento di domattina.

Argento sul target

Ieri, come ben saprete, suggerimmo la vendita dell’argento sulla base di quella seconda ipotesi operativa emersa nella giornata di lunedì. Osservando il grafico comprendiamo i motivi che ci hanno indotto all’apertura di una posizione ribassista.

La rottura della trend line 2-4 suggeriva imminenti forti ribassi, ipotesi che si è verificata corretta già nel corso della giornata di ieri. Avevamo suggerito un take profit a quota 19 dollari e 60 circa ed in effetti la candela oraria che ha fatto registrare il minimo intraday aveva chiuso a 19 dollari e 669. E’ probabile che alcuni abbiamo già chiuso la posizione, mentre altri potrebbero essere ancora all’interno del mercato. In quest ultimo caso si potrebbe valutare l’idea di attendere ulteriori ribassi, che potrebbero ricondurre l’argento sulla trend 1-4. A quel punto, secondo noi, sarebbe meglio uscire dal mercato.

Oro, come procedere

Al pari dell’Argento anche l’Oro ha rotto la trend line 2-4 e ciò ci ha indotto a suggerire la vendita del metallo giallo. Vediamo come procede:

Dopo un primo approfondimenti, c’è stato un rimbalzo tecnico di entità ridotta. Possiamo parlare di lateralità ma a nostro avviso c’è spazio per ulteriori approfondimenti e si potrebbe valutare il posizionamento di un take profit a quota 1224 dollari l’oncia.

Dow Jones ancora in consolidamento, l’oro si trova di fronte ad una resistenza

AZIONI

Il Dow ( 16.414,44 , -0,27 % ) continua il suo consolidamento nella banda di 16.200-500 per la 7° sessione di seguito. La fase di rialzo più ampia sarà riaffermata su una rottura sopra 16530 e in questo caso possiamo mirare a 16.800-17.600. Il segno iniziale di debolezza avverrà solo sotto 16.050-100.

Il Dax ( 9.730,12 , +0,15 % ) ha rotto al di sopra della gamma da 3 settimane compresa tra 9350 e 9650, rapidamente raggiungendo i livelli di 9750-9800, dove poi ha consolidato. Il prossimo obiettivo sarebbe 9950, al di sopra di 9.750-9.800 . Il supporto è a 9350 e 9200.

Il Nikkei ( 15.830,79 , 1,21 % ), ha rettificato dalla nostra area di resistenza a 16.000-150 e potrebbe scendere ulteriormente verso 15.150-200, a meno che non riesca a salire di nuovo sopra 16150. Il supporto immediato si trova a 15400.

Lo Shanghai ( 2035,65 , 1,36 % ) ha rotto al di sopra della resistenza di giugno a 2030 e ha ritestato la zona di approvvigionamento principale del momentum 2060-80. Il trend di medio termine rimane basso e l’obiettivo a più lungo termine potrebbe essere raggiunto a partire da 1750-1850, che salvo una breve copertura è visto a 1950.

COMMODITIES

L’oro (1241.918) ha trovato una interessante resistenza a 1258 con la tendenza a lungo termine che si trova al ribasso da 1750. Un aumento oltre 1.280 è necessario per rompere questo trend verso il basso. Per ora, mentre siamo sotto 1280, il mercato potrebbe di nuovo testare il supporto cruciale a 1225-1200.

L’argento ( 19.927 ) ha trovato resistenza nella regione 20,30-50 , continuando i movimenti laterali all’interno della regione 20,49-19. Un aumento a 20,5-20,65 farebbe prendere alla zona una maggiore resistenza a 22,95-23,0, da cui abbiamo potuto vedere un calo a breve termine fino a 22.5. Come l’oro, c’è un supporto cruciale, che in questo caso si trova a 19,00.

Il rame ( 3,3520 ) trova un supporto a 03,33, all’interno di un trend rialzista di breve termine con targeting 3,41-42. Una rottura sopra 3,42 potrebbe far salire i prezzi molto più in alto verso 3,50.

Il Brent ( 106,35 ) ha registrato un massimo intra-day di 108 ieri, ma non è riuscito a sostenere tali livelli. Questo valore indica un possibile ribasso nel breve termine. C’è in ogni caso un forte sostegno nella regione di 106-105.

Il Nymex WTI ( 95.310 ) si trova a poca distanza dal minimo intra-day a 94.05 e ora sta testando la MA a 50 giorni appena sopra i livelli attuali. Il rimbalzo complessivo da 91 sta raccogliendo forza e ci aspettiamo il target di 97-98 e 101-102, anche nel lungo periodo.

VALUTE

L’euro ( 1,3565 ) si trova in una fase di rimbalzo debole da 1,35 e potrebbe estendere fino a 1.3620 -30 al massimo, ma la pressione di vendita può arrivare ai livelli più alti in qualsiasi momento.

La sterlina ( 1,6482 ) è nella 5° settimana di commercio laterale tra 1.66 e 1.63. Può salire di nuovo verso 1,6600 in un uptrend generale da 1,4800.

Le barriere dell’ oro

Gold Ounce USD – Spot

L’ oro spot viene scambiato a 1243$ l’oncia ed osservando il grafico sottostante a candele giornaliere, è possibile notare come la barriera di area 1253$ si stia rivelando davvero ostica per il gold che non riesce ad affermarsi stabilmente al di sopra di essa. Il deprezzamento dello 0,99% relativo all’ultima seduta di contrattazioni, presenta una candela ribassista avente il medesimo prezzo di apertura e di massimo relativo ed un valore minimi che si allinea con i medesimi minimi relativi di periodo. Questo lascia propendere per una potenziale conformazione di un bottom in area 1240$, non lontano dal supporto statico di area 1226$ ma ben più vicino al livello di supporto dinamico apprezzabile per mezzo di una media mobile a 20 periodi che si distende in area 1230$.

Quadro tecnico

Osservando l’andamento di breve periodo dell’oro, è possibile ipotizzare una permanenza dei valori all’interno del trading range anzidetto, avente come barriera area 1250$ e come supporto, area 1226$; ciò malgrado la tendenza di breve – medio periodo si sta pian piano impostando al rialzo. In effetti, i minimi di periodo presentano dei valori consecutivi e crescenti che, partendo dal minimo relativo di area 1186$, hanno intrapreso una strada verso un accrescimento sostenuto e strettamente correlato dall’andamento della media mobile a 20 periodi che tuttavia, nelle recenti sedute, si è girata verso l’alto. Per quanto riguarda quindi il quadro tecnico impostato nel breve – medio periodo, potremmo spendere due parole di fiducia e di sostenibilità di esso nel tempo; tuttavia per quanto riguarda invece l’andamento di lungo corso, l’impostazione predominante resta ribassista. Non a caso, per paventare una potenziale inversione di tendenza, è necessario che il prezzo dell’oro vada ad infrangere non una, non due ma ben tre barriere.

Barriere sull’oro

La prima barriera è un livello statico ed è apprezzabile, come detto pocanzi, in area 1530$; si tratta della barriera più importante nel breve periodo ed è rappresentata sul grafico per mezzo di una linea tratteggiata fine; la seconda barriera, più importante della precedente nel breve – medio periodo, è collocata in area 1273$ ed è evidenziata per mezzo di una linea orizzontale più spessa. La terza barriera è invece ottenibile unendo i massimi decrescenti di periodo, passanti per i punti attribuibili ai valori dello scorso agosto e dello scorso mese di novembre; in tal modo è possibile ottenere una linea tratteggiata fine che va ad intersecarsi con le barriere anzidette rappresentando così un ulteriore ostacolo per il futuro prosieguo dei prezzi dell’oro.
Tuttavia, sebbene il quadro tecnico sia impostato a ribasso, l’outlook è lievemente migliorato. Un mantenimento dei valori al di sopra dei livelli di supporto introdotti in precedenza, avvalorerebbe le speranze di rivedere i prezzi dell’oro stabilmente oltre il livello psicologico di 1250$.

Oro e Argento estendono le perdite

Come facilmente preventivabile la giornata di ieri, vuoi perché inizio sessione vuoi per la mancanza di dati economici significativi (coincidenti peraltro con la chiusura per festività di Wall Street) è stata avara di emozioni. In mancanza di liquidità abbiamo assistito ad una ulteriore compressione non soltanto sul fronte valutario, ma anche su titoli e materie prime. I prezzi si sono mossi in un range piuttosto ristretto, in attesa della riapertura notturna delle borse asiatiche. Riapertura che è coincisa, guarda caso, coi primi interessanti movimenti direzionali – seppur limitati. Sul fronte valutario segnaliamo un rafforzamento del Dollaro su Sterlina ed Euro, mentre per quel che concerne le materie prime abbiamo avuto un indebolimento dell’oro e dell’argento, mentre il petrolio tenta il rimbalzo tecnico uscendo da una fase di correzione al ribasso in seguito ai dati sul PIL cinese.

Prima di addentrarci negli appuntamenti economici odierni, che promettono ripercussioni di rilievo, è bene sottolineare come i mercati asiatici – condizionati peraltro da una nuova svalutazione dello Yen – stiano battendo cassa. Significativo il dato sul PIL cinese, in netta contrazione come non accadeva da tempo – si tratta della più bassa revisione dal 1989. Ciò fa pensare ad imminenti manovre di politica monetaria da parte della Banca Popolare. E’ interessante constatare un rallentamento delle principali economie asiatiche, il ché si ripercuote sul rendimento al rialzo di asset e titoli.

Occhi rivolti alla Germania

Come anticipato in apertura, tra i market movers più importanti di oggi avremo quelli riguardanti lo stato di salute dell’economica tedesca. Tra circa mezzora – alle 11 – verranno rilasciati i seguenti indicatori: l’opinione economica tedesca del ZEW (le previsioni indicano un rialzo dai 62 punti agli attuali 64), il clima di fiducia ZEW (anch’esso in rialzo di circa 2 punti) e l’indice ZEW delle condizioni economiche tedesche (atteso in rialzo di circa 2 punti). E’ evidente che qualora le previsioni dovessero trovare riscontro nella realtà, potremmo assistere ad effetti rialzisti sulla Moneta Unica.

Per quanto riguarda i dati di oltre Oceano, segnaliamo le consegne del settore manifatturiero canadese e il valore delle vendite al dettaglio sempre per quel che concerne il Canada. Ripartenza a rilento, invece, per i mercati a stelle e strisce: attesa in particolare l’asta dei buoni del tesoro a 3 e 6 mesi.

L’oro sembra voler estendere le perdite

Riprendiamo il discorso affrontato ieri concernente due ipotesi operative. La prima, sulla base della capacità previsionale della Wolfe Wave, contemplava ulteriori rialzi tali da poter condurre il metallo giallo oltre 1260 dollari l’oncia (rammentiamo che indicammo tale quota come take profit nell’apertura di una posizione rialzista di breve periodo. Suggerimento puntualmente andato a segno). La seconda, al contrario, valuta l’apertura di una posizione di vendita qualora il prezzo dovesse scendere al di sotto della trend line 2-4. Osserviamo il grafico:

Il prezzo è giunto a ridosso della linea rossa e sarà importante valutare la tenuta del supporto. Qualora dovesse cedere, si potrebbe procedere alla vendita collocando il take profit a quota 1225/1224 dollaro l’oncia, ovvero lungo la proiezione 1-4.

Argento, vendiamo

I concetti sviluppati sull’andamento dell’oro sono stati applicati anche all’argento, data l’evidente correlazione tra i due metalli. Nel caso in oggetto c’è stata la rottura del supporto 2-4, il ché significa che possiamo procedere alla vendita. Ad onor del vero il suggerimento fu fornito già ieri, pertanto chi segue i nostri approfondimenti potrebbe aver già optato per l’apertura della posizione.

Il take profit andrà collocato lungo la proiezione della trend line 1-4, quindi grosso modo a quota 19 dollari e 60.

L’oro potrebbe salire, euro ancora debole

AZIONI

Il Dow ( 16.458,56, +0,25 %) è rimbalzato da 16.375, esattamente come previsto, e ora dovrebbe iniziare il prossimo raduno in rottura al di sopra di 16530. Il trend rimane al rialzo ma occorre tenere d’occhio il valore di prezzi compreso tra 16.800 e quota 17.600, dato che molte proiezioni ci sono proprio lì. Il segno iniziale di debolezza arriverà solo al di sotto di 16.050-100.

Il Dax ( 9.742,96, +0,26 %) ha rotto al di sopra della gamma di 3 settimane, 9350-9650, e ha rapidamente raggiunto le nostre previsioni a 9750-9800. Il prossimo obiettivo sarebbe a 9950, sopra 9.750-9.800. Il supporto è a 9350 e a 9200.

Il Nikkei ( 15.646,22, -0.56 %) corregge dall’area di resistenza di 16.000-150. Deve ora rompere al di sopra di questa zona per confermare la forza ed estendere il rally. Gli obiettivi di 15150-200 sono aperti sotto il supporto di 15400.

Lo Shanghai ( 1.998,11, -0,34 %) ha resistito fino a 2030, ancora una volta, il che rimane un segno di pericolo per i tori. Ora il calo può estendersi al di sotto di 1965-1970, fintanto che rimane al di sotto di 2020-2030. Solo sopra il prezzo di 2030 i tori possono prendere il valore di 2055-60.

COMMODITIES

L’oro (1256.021) è scambiato al rialzo con il supporto a 1.235,18 che tiene bene. Se il prezzo dovesse aumentare sopra 1250, potremmo vedere un aumento verso 1280 nel breve termine. L’argento ( 20,329) è in uno stato d’animo consolidativo e non è stato in grado di superare la resistenza cruciale a 20.50. Un aumento sopra 20,5-20,65 è necessario per garantire un aumento verso 21.5. Al contrario, sotto 20.5 vediamo alcuni movimenti fino a 19,5-19. Il rame ( 3,3530) è stabile per ora e può indirizzare verso la resistenza nei pressi di 3.40. Una rottura sopra 3,40 può prendere dei prezzi più elevati, fino a 3.50.

Il Brent ( 106,34) è scambiato alto e può testare la resistenza nei pressi di 106.75. Possiamo aspettarci un consolidamento nella regione di 104,86-107 per qualche tempo. Ci sono anche delle possibilità che possa cadere verso il sostegno immediato a 104,8-105, da dove può salire fino a 107.

Il Nymex WTI ( 93,795) è sceso dalla resistenza data dalla MA 13 giorni a 95,07. Mentre si trova sotto 95, potremmo vedere un consolidamento nella regione 93-95. Il supporto si trova a 93.35.

VALUTE

L’euro ( 1,3534) ha colpito un importante trendline a 1,3508 e l’RSI mostra la stessa. Se la quinta onda è finita in quel minimo, un rimbalzo può esserci verso 1,36-1,37, ma la pressione di vendita può portare a dei livelli più alti. Sotto 1,35, il calo potrebbe estendersi fino a 1,333-1,34. Il trend rimane saldamente verso il basso.

La sterlina ( 1,6417) è nella terza settimana di scambio laterale tra 1.66 e 1.63. Il supporto a 1.63 è buono. Può salire di nuovo verso 1,6600 nell’uptrend generale da 1,4800.

Oro e Argento, proiezioni settimanali

Sul fronte delle materie prime registriamo un apprezzamento tanto dell’oro quanto dell’argento. In tema di correlazione, sappiamo che l’andamento dei prezzi dei due metalli segue un percorso parallelo. Il petrolio, nei contratti in scadenza a marzo 2020, registra una fase di compressione laterale all’interno di un range compreso tra i 95 e i 93 dollari al barile.

Sul fronte economico, quella di oggi non è una giornata particolarmente esaltante. La mancanza di market movers di rilievo non dovrebbe incidere sulle quotazioni, pertanto qualsiasi movimento direzionale rientrerebbe all’interno di un quadro tecnico con livelli chiave ben precisi. Ciò detto, andiamo a vedere quali potrebbero essere gli spunti operativi per l’attuale sessione di mercato.

Oro, raggiunta quota 1260 ma non basta

La capacità previsionale della Wolfe Wave ha consentito, per l’ennesima volta, di ottenere il risultato sperato. La scorsa settimana, sfruttando la trend line congiungente i massimi relativi 1-3, ipotizzammo un rimbalzo tecnico dell’oro tale da condurre la quotazione verso i 1260 dollari l’oncia. Ipotesi scaturita dall’eventuale completamento di una successione rialzista costituita da 3 massimi e 3 minimi relativi. Consigliammo, a chi se la sentisse, l’acquisto con take profit collocato tra 1260 e 1263 dollari.

Dall’immagine si evince come il prezzo non abbia ancora intersecato la trend line 1-3, il ché impedisce la realizzazione della Wolfe Wave rialzista e la costruzione del set up di vendita. Le ipotesi, a questo punto, sono due: la prima contempla la prosecuzione del rimbalzo tecnico, così da poter individuare il quinto e ultimo punto della successione. La seconda, invece, prevede un calo dei prezzi ma l’eventuale vendita avverrebbe solamente dopo l’incrocio con la trend 2-4.

Argento, vendere o acquistare?

Visto che pocanzi abbiamo fatto riferimento all’Argento, correlandone l’andamento a quello dell’Oro, vediamo come procedere. Anche qui stiamo sfruttando le proprietà predittive della Wolfe Wave e al momento abbiamo a disposizione 4 dei 5 punti di una successione evidentemente rialzista.

In questo caso il prezzo sta trovando supporto sulla trend 2-4 e l’eventuale rottura al ribasso potrebbe spalancare le porte verso il target proiettato della 1-4. Al contrario, per poter considerare conclusa l’onda rialzista c’è necessità che la compressione laterale lasci strada ad un rimbalzo tecnico tale da condurre l’argento oltre i 27 dollari e 700. Nel caso dovessero partire i ribassi e si decidesse di vendere, suggeriamo un take profit collocato a quota 19 dollari e 700.

Coffee : possibile storno in area 115$

Coffee – Future ICE US

Situazione delicata per il coffee i cui tentativi di riportarsi al di sopra della resistenza corrente di area 118$, sono stati vanificati da una crescente pressione in vendita nei pressi di detto livello. Le ultime giornate di contrattazioni hanno delineato una serie di candele che lasciano presagire una prosecuzione del lento sell – off almeno sino al supporto statico di mid – range collocato in area 115$. La candela lievemente rialzista del 16 gennaio, presenta un’estesa coda superiore la quale ingloba tutta la preponderanza della pressione in vendita – rispetto a quella in acquisto – sui livelli correnti ed, il fallimento di detto tentativo di affondo e di stabilizzazione al di là della barriera corrente, è sicuramente un segnale di allerta in un ottica operativa di breve – brevissimo corso. Tuttavia la tendenza di medio periodo è stabilmente impostata al rialzo ed in siffatto scenario, uno storno tecnico sino ad area 115$ non incrinerebbe più di tanto il quadro tecnico del coffee.

Cocoa – Future ICE US

Il prezzi del cacao si è posizionato esattamente sul livello psicologico di area 2700$ la tonnellata, al di sotto di quella che sembrerebbe essere un’importante resistenza di lungo corso oltre la quale, per il momento, i prezzi non sono in grado di stabilizzarsi. Siamo in una fase convulsa del movimento dei prezzi i quali sembrerebbero aver perso quella direzionalità ben definita che, negli ultimi mesi ha spinto i valori da area 2300$ sino al corrente tetto di area 2700$. Al momento la commodity corrente presenta un andamento adirezionale ed una prosecuzione di tale movimento orizzontale, potrebbe trovare in area 2642$, un potenziale livello di supporto tecnico e statico; livello che è già stato testato nel corso delle recenti sedute e che tuttavia ha offerto un interessante rimbalzo tecnico che ha riportato i valori sui massimi relativi ed a pari livello con quella che è la media mobile a 20 periodi, apprezzabile mediante una linea blu i cui valori, correntemente, coincidono con la resistenza statica corrente.

Natural Gas – Future Nymex

Il livello tecnico di area 4,4$ si fa sempre più importante per il prosieguo del futuro movimento dei prezzi del gas naturale per il quale, il mercato, non ha alcuna intenzione di far scendere il prezzo al di sotto del livello psicologico di area 4$. Il repentino rimbalzo tecnico delineatosi a fronte del rapido storno delle ultime sedute, ha riportato i valori sui massimi relativi in corrispondenza di un importante barriera statica di periodo che potrebbe rappresentare un netto spartiacque grafico. Infatti, una rottura ribassista o meglio un cedimento dei prezzi da tali livelli, spingerebbe le quotazioni nuovamente nei pressi del supporto psicologico di area 4$ ma d’altro canto, un deciso affondo rialzista, potrebbe riportare il gas naturale, sui livelli del 2020 avendo come obiettivo, la soglia psicologica sita in area 5$a.

Oro, rimbalzo tecnico in atto. Era previsto

La prima metà della prossima settimana verterà su indicatori economici provenienti principalmente dal Vecchio Continente. Lunedì, ad esempio, avremo già un importante indicatore: l’indice dei prezzi di produzione della Germania: sia la versione mensile, sia quella annuale. Martedì, pur in un quadro davvero scarno di market movers, spiccano l’Opinione Tedesca del ZEW e lo stesso indice ZEW sulle condizioni economiche della Germania.

Mercoledì ecco entrare in scena la Gran Bretagna. Importantissimo il dato sulla variazione dei sussidi disoccupazione britannici, che potrebbero – a detta degli esperti – registrare un leggero calo. Altro market ad altissimo impatto è il tasso di disoccupazione britannico, anch’esso previsto in calo. Dati che se confermati potrebbero indurre ulteriori acquisti della Sterlina.

Da giovedì torneranno gli Stati Uniti. Ma prima ancora non mancheranno dati di rilievo dell’Eurozona, quali l’indice dei prezzi al consumo della Francia piuttosto che l’assicurazione privata mutuo della produzione tedesca. Da non sottovalutare neppure il dato sulle vendite al dettaglio in Canada, che potrebbero facilitare movimenti interessanti sui cross che hanno del Canadian Dollar una delle due valute contrapposte. Per quel che concerne gli US, invece, l’attesissimo dato sulla vendita di abitazioni esistenti potrebbe ripercuotersi sull’andamento del Dollaro. Senza scordare la variazione delle richieste sussidi disoccupazione, che a detta degli esperti non dovrebbero registrare cambiamenti importanti.

La sessione terminerà con pochi dati interessanti. Solo dal Canada avremo il dato – questo si fondamentale – sui prezzi al consumo. Inflazione che potrebbe registrare un leggero rialzo sia per quel che concerne il valore mensile, sia sul dato annuale.

Oro, si avvicina il set up di vendita

Negli ultimi giorni ci siamo occupati della costruzione di un set up di vendita sull’oro. Come evidenziato più volte, la Wolfe Wave si considera completa quando si susseguono 5 punti di una successione ciclica. Nel caso di un’onda rialzista, debbono esserci 3 massimi e 2 minimi relativi. Avendo ben chiaro il meccanismo, si può sfruttare la capacità previsionale dell’onda così come nel caso in oggetto. Si osservi l’immagine:

Evidentemente, avendo 3 dei 5 punti necessari, si poteva supporre un rimbalzo tecnico tale da ricondurre l’oro oltre quota 1260 dollari l’Oncia. Previsione che si sta rivelando corretta, la sessione è terminata infatti a 1253 dollari. Se l’apprezzamento dovete proseguire, attenderemo che il prezzo si collochi al di sopra della trend line 1-3. A quel punto attenderemo la conclusione del rimbalzo, in modo da poter collocare il punto 5 (che servirà a posizione lo stop loss). Al momento, tuttavia, non vi sono ancora le condizioni. Chi invece ha scelto di seguire il nostro suggerimento e acquistare, può guardare fiducioso al take profit posto a 1260/1263 dollari.

Oro in attesa di prendere una direzione: quale?

Prima di addentrarci nell’analisi puramente tecnica, preme dedicare il consueto spazio al calendario economico. Anzitutto ribadiamo il ritorno di scambi correlati nel corso degli ultimi giorni, principalmente dettati dalla ripresa di acquisti sul Dollaro Americano. L’economica a stelle e strisce prosegue il suo percorso di crescita e le proiezioni del FED indicano un ritmo moderato.

Le ultime 48 ore, oltre ad aver segnato livelli record sui listini europei e statunitensi, hanno conclamato l’ulteriore espansione del settore manifatturiero americano. Dopo l’ottima performance dell’indice della regione di New York, ieri è stata la volta dell’indice Fed di Filadelfia. Si tratta di un dato che cattura maggiormente l’attenzione di analisti e investitori e l’attesa non è stata delusa: il rialzo è stato superiore alle aspettative. Abbiamo letto 9,4 punti rispetto agli 8,9 previsti e ai 6,4 di dicembre. Rammentiamo che valori superiori allo zero indicano espansione del settore e sono oramai otto mesi consecutivi che l’indice registra incrementi costanti.

Chiusura d’ottava col botto

Ci aspettiamo un venerdì ricco di market movers ed ancora una volta i più rilevanti giungeranno dagli Stati Uniti. Prima però, tra circa mezzora (10 e 30 ora italiana) verrà rilasciato il dato sulle vendite al dettaglio in Gran Bretagna. Secondo gli esperti entrambe le versioni (annuale e mensile) dovrebbe registrare rialzi significativi.

La scorsa settimana terminò col pessimo dato relativo ai nuovi posti di lavoro creati negli Stati Uniti. Un dato dipendente, probabilmente, dalle pessime condizioni meteorologiche della settimana precedente. Ma se c’è mai un settore produttivo che può risentire maggiormente del tempo, è quello edilizio. É per questo che la variazione dei nuovi cantieri, così come l’avvio di nuovi residenziali, dovrebbero registrare delle perdite. Gli analisti prevedono che la costruzione di nuove abitazioni dovrebbe attestarsi su un tasso destagionalizzato annuale di 985.000 per il mese di dicembre, in calo dal 1,09 milioni di novembre.

Altro market interessante è quello relativo alla produzione industriale, che secondo la FED dovrebbe attestarsi allo 0,3% dal 1,1% di novembre. Un dato che invece dovrebbe migliorare con decisione è quello relativo alla fiducia dei consumatori di gennaio, che potrebbe salire a 84 punti dagli 82,5 precedenti. “Ci aspettiamo che la fiducia dei consumatori continui a macinare punti verso l’alto sulla base degli ottimi dati economici e della maggiore ricchezza netta delle famiglie, che stimiamo essere cresciuta di un valore impressionante pari a 8.000 miliardi dollari nel 2020”, sostengono gli economisti della Deutsche Bank.

Oro, lateralità estenuante

Al pari di alcuni cross valutari – potremmo citare l’Euro Dollaro piuttosto che il Cable – anche l’oro è in fase di lateralità esasperante. Siamo certi che molti traders saranno in attesa di comprendere quale direzione intraprendere, scrutando tra le più disparate analisi tecniche e tra gli innumerevoli indicatori presenti. Noi, ormai lo saprete, facciamo affidamento sulla Wolfe Wave. In questo caso siamo in attesa che si realizzi un’onda rialzista, così da poter costruire un set up di vendita.

Come ben saprete la successione è completa quando abbiamo a disposizione i 5 punti e perché ciò accada v’è necessità che l’attuale andamento laterale s’interrompa orientandosi verso un rimbalzo tecnico importante. La quotazione dovrebbe spingersi a circa 1260 dollari, prima d’intraprendere un trend ribassista consistente. Come detto, chi volesse potrebbe optare per l’acquisto avendo cura di posizionare lo stop 20 pips al di sotto rispetto al prezzo d’ingresso nel mercato e collocando il take profit a 1260/1263 dollari. Chi non se la sentisse, è bene che attende l’evolversi della situazione.

Brent crude oil sui minimi a 3 mesi

Gold Ounce USD – Spot

Dal quadro tecnico giornaliero dell’oro si evincono ancora tentennamenti in area 1.250$; i prezzi della preziosa commodity infatti non riescono ad esser sostenuti a dovere per tentare l’affondo decisivo oltre il livello di soglia anzidetto e proiettarsi con decisione verso la barriera storica di area 1.270$. Le ultime sedute di contrattazioni sono state caratterizzate dalla presenza di due candele dall’esiguo real body, apparse in seguito alla red candlestick che ha decretato – al momento – un inversione ribassista di breve periodo. La red candle anzidetta ha delineato sui massimi relativi del gold, un bearish engulfing pattern il quale potrebbe aver scaturito una nuova direzionalità ribassista nel breve periodo, tale da testare i supporti correnti apprezzabili sia mediante la media mobile a 20 periodi, sia mediante un livello statico. Quest’ultimo è posto in area 1.225$ ed è stato testato diverse volte dal mercato nel recente passato; la media mobile a 20 periodi invece delinea un sostegno dinamico i cui valori da area 1.220 stanno tendendo verso il livello statico anzidetto perciò, l’unione di questi due strumenti potrebbe fornire un valido sostegno che tuttavia non farebbe altro che far rimbalzare i prezzi, mantenendoli in questa snervante lateralità propria dell’intervallo [1.225$ – 1.250$]. Il quadro tecnico permane stabile ma l’outlook è incerto.

Silver Ounce USD – Spot

Il tentativo di portarsi al di sopra della resistenza tecnica di area 20.50$, è stato vanificato da una più cospicua pressione in vendita la quale ha riportato il prezzo l’oncia dell’argento, poco sopra il livello psicologico di 20$. Tuttavia dalle ultime candele, è possibile osservare come la volontà ribassista di brevissimo periodo del mercato, si sia arenata nei pressi di un trading range sito nella parte superiore del quadro tecnico corrente; ciò significa che, se lo scenario tecnico dovesse rimanere tale, potremmo assistere ad una fase di consolidamento sui massimi, la quale alimenterebbe le speranze per un affondo rialzista nel futuro imminente. Affondo rialzista che in un sol colpo genererebbe una rottura sia della resistenza statica indicata pocanzi, sia di quella dinamica ottenibile unendo i massimi decrescenti degli ultimi mesi. Il quadro tecnico è ben impostato e l’outlook al momento, ha delle chance più elevate per settato al rialzo; tuttavia, prima di prendere una qualsiasi posizione, è bene attendere un valido segnale dal mercato.

Brent Crude Oil – Future Nymex

Il crollo del Brent Crude Oil non si è arenato in area 106$ ma nelle ultime ottave ha proseguito la propria corsa al ribasso portandosi sui medesimi livelli dello scorso novembre quando sul Nymex, un barile passava per 105$. Tale livello tecnico può essere osservato di buon occhio da quanti si aspettano un rimbalzo tecnico di brevissimo periodo che abbia come target la resistenza, ex-supporto appena infranto in area 106$. Ad ogni modo il quadro tecnico è peggiorato parecchio e l’outlook da neutrale dev’essere necessariamente trasformato in ribassista. Una rottura del supporto corrente, spingerebbe i valori del Brent sui minimi relativi, in area 103$ anche se tuttavia area 105$ potrebbe essere una valida diga che argina la pressione in vendita.

Le commodities si muovono in maniera varia, attenzione agli indici

AZIONI

Il Dow (16.417,01, -0,39%) ha corretto un po’ ma la forza dovrebbe tornare a 16340-70 e sarebbe confermata sopra 16530. Il trend rimane in rialzo ma occorre tenere d’occhio la fascia più ampia compresa tra 16.800-17.600 dato che lì ci sono un sacco di proiezioni. Il segno iniziale di debolezza arriverà solo al di sotto di 16.050-100. Il Dax (9.717,71, -0,17%) ha rotto al di sopra della gamma di 3 settimane 9350-9650 e ha rapidamente ha raggiunto i nostri livelli a 9750 per consolidare. Il prossimo obiettivo sarebbe 9950, sopra 9.750-9.800. Il Nikkei (15.653,64, -0,59%) corregge dalla nostra area di resistenza a 16.000-150. Ora deve rompere al di sopra di questa zona per confermare la forza ed estendere il rally. Gli obiettivi di 15150-200 sono ancora aperti sotto il supporto di 15400. Lo Shanghai (2.004,60, -0,94%) ha sempre resistito al valore di 2030, che rimane un segno di pericolo per i tori. Ora il calo può estendersi sotto i 2000 fintanto che rimane sotto 2030.

COMMODITIES

Le materie prime sono in generale mescolate. L’oro (1.243,80) rimane stabile e può continuare a rimanere così per qualche sessione all’interno di 1250. Una manifestazione verso l’alto non può essere garantita se non dovessimo vedere un aumento sostenuto oltre quota 1250. L’argento (20,158) è stabile senza un grande movimento, almeno ieri. Il metallo ha testato la 13 giorni MA nelle ultime tre sessioni ma non stato è in grado di rompere 20.5 che sembra essere un’importante resistenza. Il livello di 20,5-20,65 è cruciale e la rottura dello stesso è necessaria per garantire una crescita verso 21.5. Sotto 20.5 possiamo vedere alcuni movimenti fino a 19,5-19. Il rame (3,3370) è aumentato in linea con la nostra aspettativa di targeting nei pressi di 3.40.

Il brent (105,48) è invece sceso con il supporto immediato che si trova vicino a 104,8-105, da dove può rimbalzare verso 106-108. In linea generale la tendenza a lungo termine rimane al rialzo. Il Nymex WTI (94.15) è stabile. Esso può consolidare per un paio di sessioni, con la resistenza immediata che si trova a 94.86, che se dovesse tenere può spingere i prezzi di nuovo a 93. Altrimenti potremmo vedere una nuova salita fino alla prossima zona di resistenza a 95,92-96,98.

AUD / NZD

Dopo aver rimbalzato dal livello di resistenza intorno a 1,1223 alla fine di novembre, AUD / USD ha continuato il suo movimento trend ribassista al di sotto di una linea di tendenza al ribasso. Il livello di supporto intorno a 1,0544 è stato in grado di proteggere da ulteriori perdite e i tori si trovano di fronte a delle richieste che potrebbero far salire il prezzo fino alla banda centrale di Bollinger. Tuttavia, un certo numero di indicatori implica che un ulteriore calo potrebbe essere visto se il supporto non fosse abbastanza forte.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Trading di opzioni binarie
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: