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Hollande riparte dal mercato del lavoro

La prima sfida lanciata dal presidente Hollande per il 2020 è quella di riformare il mercato del lavoro, un settore che mette in relazione e in contrapposizione l’universo dei datori di lavoro con quello delle parti sociali. Vediamo quanta carne c’è sul fuoco francese.

Il mercato del lavoro francese ha un grosso problema, è bersagliato su più fronti. Le associazioni imprenditoriali si lamentano spesso per il fatto che che il mercato è troppo rigido per via delle norme che regolano i rapporti dei lavoratori dipendenti. Si lamentano anche i sindacati che denunciano la precarizzazione del settore.

Il primo termine per il miglioramento della situazione era stato fissato al 31 dicembre ma si sa che i lavori andranno per le lunghe e potrebbero influire parecchio anche sulla stabilità politica del paese. Hollande, nella sua sfida, dovrà cercare un punto d’incontro tra i due contendenti.

I datori di lavoro vorrebbero raggiungere almeno due obiettivi, quello di incrementare la flessibilità del mondo del lavoro, sia sul fronte degli orari, sia su quello degli orari di lavoro e poi vorrebbero una minore ingerenza della magistratura sui piani di ristrutturazione aziendale.

I sindacati invece puntano ad aumentare i contributi che le aziende devono pagare quando stipulano contratti “precari” così da scoraggiare l’uso di contratti a breve e brevissimo tempo. In più i sindacati vorrebbero l’estensione di una serie di diritti, come la tutela sanitaria, ad un maggior numero di lavoratori.

Categoria: Analisi Tecnica

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Managing Editor: Alex Zarfati

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Vertice Ue Milano, Merkel: “Jobs act passo importante”. Mentre fuori cortei e proteste

Corteo Fiom prima del summit sull’occupazione, a cui hanno partecipato i governi di 15 Paesi. La Cancelliera, Barroso, Schulz e Van Rompuy plaudono la riforma del lavoro italiana. Landini: “Pronti ad occupare le fabbriche”.

A Roma Senato in Aula per votare la fiducia al Jobs Act, che da Milano Angela Merkel definisce un “passo importante” per “eliminare le barriere presenti nel mercato del lavoro”. La cancelliera tedesca, in Italia per il vertice Ue sull’occupazione insieme ai capi di Stato e di governo dei 15 stati membri dell’Unione, chiude con i colleghi una giornata incentrata sul tema lavoro nell’Unione europea e sulla sua riforma dell’esecutivo, contro la quale hanno protestato i sindacati nella città sede del summit. In mattinata un gruppo di manifestanti, tra cui i centri sociali e Usb, si è staccato dal corteo principale e ha iniziato una marcia indipendente, con momenti di tensione con i centri sociali.

Nella conferenza stampa al termine del vertice Angela Merkel ha aperto sul cambiamento delle procedure riguardanti i fondi europei. Al momento, infatti, le modalità ottenere i soldi risultano “difficili” e per questo “possono cambiare”. “Difficile usare al meglio” anche gli stessi 6 miliardi di euro stanziati per l’occupazione giovanile, in quanto anche “il prefinanziamento viene calcolato nel deficit nazionale e questo crea un problema”. Ci sono Paesi “che lottano per rispettare il patto di stabilità e capisco – ha aggiunto – che usino con una certa reticenza questi programmi e questi fondi”. Bisogna “vedere come cambiare le cose e noi siamo pronti”, precisa. La Germania, inoltre, introdurrà “il salario minimo, 9 miliardi di euro in più per alimentare la domanda interna“. Misura che, insieme ad altre, porterà “15 miliardi di euro a sostegno della domanda interna”, cosa che “sarà utile anche per i vicini europei“.

Sul tema delle giovani generazioni, nel suo intervento di chiusura davanti alla stampa, il presidente francese Hollande ha inoltre sottolineato che “se l’Europa non può dare una speranza alle nuove generazioni, i giovani vorranno andarsene, succederà e non avremo futuro”. Per parte sua Renzi ha evidenziato come l’Italia, in merito al patto di stabilità, “abbia una situazione di contraddizione, perché se volessimo accettare tutte le raccomandazione della commissione, talvolta violeremmo i vincoli del patto”. Se infatti l’Italia saldasse i debiti della pubblica amministrazione – pari a circa 60 miliardi, di cui 57 già pagati – “sforiamo il patto del 3%”.

E al parere positivo della cancelliera sul Jobs act si aggiungono quelli del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz e dei presidenti uscenti del Consiglio europeo e della Commissione europea Herman Van Rompuy e Josè Manuel Barroso.

Il corteo di protesta – “Ai ministri dell’Ue riuniti oggi dico che è folle continuare ancora in questa direzione”, ha dichiarato il segretario della Fiom Maurizio Landini al termine del corteo di Milano, e si è detto pronto “ad occupare le fabbriche perché ci chiedono di abbassare i salari. Se Renzi pensa di fare il figo dandoci ottanta euro e se pensa che noi siamo i coglioni che accettano di firmare la riduzione, si sbaglia di grosso”. “Ai ministri – ha proseguito il leader Fiom – dico cambiate le politiche del lavoro perché ci sono 25 milioni di disoccupati”. Landini non ha risparmiato anche una critica al premier Renzi: “Se Renzi vuole davvero fare i conti con l’Europa non si limiti all’articolo 18 e ad avere lo 0,1% in più dall’Europa”.

CRONACA ORA PER ORA:

19.51 – Renzi: “Su reverse charge Ue non ci ha autorizzati”
In Italia “il problema dell’evasione c’è. Il meccanismo che porterebbe almeno 10 miliardi di euro è il ‘reverse charge’, deve essere autorizzato in sede europea ma non è stato autorizzato”. Lo ha detto Matteo Renzi nella conferenza conclusiva del vertice Ue sul lavoro, secondo cui le stime che dicono che l’Italia da sola fa la metà dell’evasione europea a me paiono un pò così, ma se sono fatte male è per colpa dell’Italia”.

18.56 – Barroso: “Gli Stati vadano avanti con le riforme. Bene Renzi”
Il presidente uscente della Commissione europea: “Abbiamo conquistato la stabilità ma non abbiamo ancora vinto la scommessa sulla crescita che resta debole e iniqua. Il mio messaggio agli Stati è: per avere più crescita e maggiore occupazione andate avanti con le riforme. In questo senso Renzi sta andando nella giusta direzione”.

18.55 – Schulz: “Fondi aggiuntivi ai 300 miliardi di Junker
Il presidente del Parlamento europeo: “Sosterremo il programma di Junker che riguarda investimenti di 300 miliardi ma l’Eurozona ha un tale debolezza di investimenti che noi dobbiamo far sì che i 300 miliardi di Junker non devono essere strutturati in mezzi già esistenti ma ci siano fondi aggiuntivi”

18.52 – Van Rompuy: “L’occupazione riparte dall’abbassamento delle tasse”
Il presidente del Consiglio Ue: “C’è una forte necessità di detassare il mondo del lavoro, credo che questo possa essere la più grande promozione per rilanciare l’occupazione, soprattutto giovanile”.

17.41 – Renzi sull’Europa: “Se pensa solo ai vincoli è arida, ma per essere credibili partiamo da casa nostra”
“Un Paese che non cambia è morto. Un’Europa che pensa solo ai vincoli è arida. Senza crescita non c’è lavoro, senza lavoro non c’è dignità, senza dignità non c’è Europa” ha detto il presidente del Consiglio, che ha aggiunto: “Noi non ci accontentiamo di questa Europa, non ci basta. Ma per essere credibili sappiamo che innanzitutto dobbiamo partire da casa nostra”.

17.38 – Merkel: “Jobs act passo importante”
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato la necessità di eliminare le barriere presenti sul mercato del lavoro e l’Italia “sta cercando di fare questo con il Jobs Act e dunque un passo importante da questo punto di vista”.

17.15 – Herman van Rompuy: “Bene Jobs Act”
Il presidente del consiglio Europeo ha espresso il suo parere positivo sulla riforma del lavoro e ha aggiunto: “Bisogna superare il crescente divario tra chi è dentro e chi è fuori. Questo dualismo nel mercato del lavoro spiega la brusca crescita della disoccupazione in alcuni paesi”.

16.25 – Barroso: “Jobs Act di grande impatto per l’economia”
Il Presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso si è “congratulato” con Matteo Renzi per il Jobs Act : “una riforma importante che può avere grande impatto sulla competitività dell’economia italiana”.

16.04 – Renzi apre i lavori della conferenza
Matteo Renzi ha inaugurato il vertice salutando il nuovo primo ministro della Slovenia Miloslaw Cerar e passando la parola a Schulz.

15.18 – François Hollande arriva al vertice
Il presidente francese François Hollande ha dichiarato alla stampa: “La crescita e la creazione di posti di lavoro sono la priorità di tutti gli europei, siamo tutti coinvolti. Bisogna insistere con il piano di investimenti europeo e regolare meglio il ritmo delle politiche di bilancio”.

14.56 – Martin Schulz arriva al MiCo e sostiene il governo Renzi
“Il governo italiano è fantastico, sta facendo il massimo per mobilitare gli investimenti e io lo sostengo in questo”. Sono le dichiarazioni del presidente del parlamento europeo Martin Schulz che ha ribadito: “Non può esserci alcun aggiustamento di bilancio se non si sostiene la crescita con un piano di investimenti pubblici e privati. Spero che siano usati i 6 miliardi disponibili per il fondo dell’occupazione giovanile”.

13.58 – Renzi arriva al MiCO
Il premier salutando i giornalisti ha rinviato qualsiasi battuta alla conclusione dei lavori: “Parliamo dopo”, si è limitato a dire.

13.31 – Inizia la conferenza con le delegazioni dei ministri
E’ iniziata la conferenza Ue sul lavoro con le delegazioni dei ministri, che si riuniscono prima dell’arrivo dei capi di stato e di governo. I leader e i capi delle istituzioni europee sono attesi tra circa un’ora. Da poco è arrivato anche il ministro degli Esteri, Federica Mogherini.

12:55 – Matteo Renzi arriva a Milano. Corteo Fiom avanza
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è arrivato in città. La manifestazione dei sindacati sta defluendo lungo viale Teodorico, sbarrato al traffico.

12.54 – Tafferugli all’esterno del MiCo
Partecipanti del presidio di protesta Usb hanno lanciato mortaretti e provocato alcuni agenti con degli spintoni. La polizia ha riferito che gli incidenti non sono stati di rilievo. Gli attivisti hanno occupato il passaggio pedonale che attraversa il Ponte della Ghisolfa con bandiere e striscioni contro il precariato.

11.25 – Lancio alcuni petardi da centri sociali
Quattro petardi lanciati da esponenti dei centri sociali sono esplosi in via Marcantonio Colonna, a Milano, durante il corteo contro il vertice Ue del Lavoro. Uno di questi è stato spento con un estintore prima che potesse danneggiare un’automobile in sosta. Non si registrano danni di altro tipo.

10.37 – Partito da piazzale Lotto il corteo di protesta
È partito da piazzale Lotto, a Milano, il corteo contro il vertice Ue sul lavoro con i capi di Stato dei Paesi dell’Unione. Insieme alle sigle sindacali e ai lavoratori ci sono anche gli studenti e i militanti di alcuni centri sociali. In testa al corteo, dietro allo striscione della Fiom, c’è Maurizio Landini, che ha definito la manifestazione “la prima mobilitazione della stagione a cui ne seguiranno altre”.

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