FMI il percorso UE e ancora lungo

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FMI: il percorso UE è ancora lungo

E’ un momento di grande incertezza politica in Italia e arrivano moniti da più parti del mondo per invitare il nostro paese e l’Europa in generale a ricompattarsi evitando il crollo delle borse.

L’Italia non ha ancora costituito il Governo e sembra che la situazione sia abbastanza squilibrata con l’impossibilità, a meno di accordi plateali, di un Governo di larghe intese. Il problema è che l’incertezza politica che dura nel tempo riesce a mettere le zavorre alla borsa.

Piazza Affari, nel periodo post elettorale, appena 10 giorni, ha perso ben 17 miliardi di euro e dopo un breve sussulto in terreno positivo, è di nuovo sprofondata nel rosso. In questo modo lo spread ha fatto il suo gioco: è cresciuto mentre si attende di conoscere la composizione del nuovo governo.

Un impasse su cui interviene il FMI chiedendo all’Europa di consolidare l’unità bancaria, in modo che le azioni pensate dalla BCE, per esempio l’allentamento della pressione e dei tassi, abbiano effetti anche in paesi come la Spagna e l’Itali dove gli effetti della politica monetaria si sentono pochissimo.

Allo stesso tempo si riconoscono gli sforzi compiuti dal nostro paese, la strada tracciata da Monti e ci si augura che si prosegua nella direzione dell’ex premier, evitando un ritorno alle elezioni.

Fmi: “La crescita italiana è la più bassa dell’Ue”

La crescita del nostro Paese è ancora troppo bassa. È quanto sostiene il È quanto prevede il Fondo monetario internazionale nel suo rapporto Article IV sull’Italia, alla luce di una “debole crescita potenziale”. Si tratta di una crescita intorno allo 0,5 per cento per il 2020 dopo lo 0,2 per cento stimato per il 2020, e sullo 0,6-0,7 per cento nei prossimi anni.
“L’avverarsi di shock, come un’escalation delle tensioni commerciali, una frenata negli scambi con i principali partner o eventi geopolitici – avverte il Fmi – potrebbero comportare prospettive molto più deboli”. Secondo il Fondo il deficit dovrebbe essere “circa il 2,4 per cento del Pil nel 2020” e poi in lieve calo, mentre il debito resterà vicino al 135 per cento nel medio termine, prima di salire nel lungo termine a causa della spesa pensionistica.
L’Fmi apre a un bilancio “neutrale” quest’anno, per poi “approfittare degli attuali bassi tassi d’interesse per mettere in atto un credibile consolidamento di medio termine” che porti a un surplus di mezzo punto entro il 2025. L’Italia può puntare a tagliare ulteriormente il cuneo fiscale, che al 48 per cento è molto più alto del 42 per cento della media Ue, ampliando la base imponibile Iva, mettendo mano alle rendite catastali e proseguendo nella lotta all’evasione fiscale.
“La capitalizzazione e la qualità degli attivi delle banche – sostiene l’Fmi – sono migliorate considerevolmente. Tuttavia, restano sfide importanti”. Il Fondo nota una generazione di utili che “rimane bassa, specie per le banche di piccole e medie dimensioni, la dipendenza ancora alta dalle misure straordinarie di liquidità dellaBce e un intensificarsi delle misure correttive che “ha generalmente richiesto tempo. Come principio generale occorre porre attenzione all’uso dell’amministrazione straordinaria in modo che non ritardi azioni decisive ove necessarie. Inoltre, l’uso preventivo dello schema di garanzia di depositi dovrebbe essere evitato il più possibile”.
L’Italia deve mantenere l’età del ritiro legata all’aspettativa di vita e deve assicurare equità attuariale per il pensionamento anticipato “legando strettamente gli assegni ai contributi versati nell’arco della vita lavorativa”. Per l’Fmi, “l’Italia ha fatto più della maggioranza degli altri Paesi nelle riforme sulla previdenza generando risparmi nel lungo periodo. Ma con Quota 100 ha aumentato la spesa e creato una discontinuità nell’età del ritiro”.

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In Italia cresce la preoccupazione per il dopo-Coronavirus. L’unica certezza condivisa da tutte le forze politiche è che per fare ripartire il ciclo economico occorrerà.

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L’alternativa non è tra la difesa della salute e quella dell’economia. A porre questa alternativa sono i media politicamente corretti che si sentono impegnati nella campagna elettorale degli .

La “nuova normalità” del coronavirus ci obbliga a sfruttare le tecnologie digitali per convivere con le misure di distanziamento sociale. È, quindi, il momento per adottare semplificazioni.

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Che sia chiaro: non ci faremo togliere un’altra libertà costituzionale, quella del diritto all’espressione, visto che sulle altre stiamo vivendo, seppure consapevolmente, limitazioni draconiane. La critica, il.

Stare sul pezzo, non indietreggiare di un millimetro, ribadire “stai a casa”, che scienza e coscienza non sono astrazioni, significa una volta tanto avere l’obbligo di ascoltare, di eseguire; infatti l’argomento.

La televisione parlata, talk-show, è pure parlante? Cioè, dice cose costruttive agli spettatori oppure è soltanto spettacolo di parole, come pure il nome indicherebbe? La parola sembra prendere.

Fin dall’inizio di questa triste storia i media hanno insistentemente ripetuto il fatto che la “Lombardia” fosse la regione più infetta da Coronavirus del Paese: e si tratta di un dato reale.

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Dice bene nel suo editoriale il direttore Arturo Diaconale: “L’errore politico più evidente è quello rappresentato da un governo nato debole e formato da forze minoritarie nel Paese che sfrutta.

Chi vorrebbe derubricare le liberticide misure adottate dal Governo ad una mera questione di corsette e passeggiate nei parchi pubblici sembra non aver affatto compreso la natura della posta in gioco. In questo senso mi .

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il rapporto del fondo monetario

Fmi: l’economia italiana sta riemergendo, ma la ripresa и ancora fragile

  • –dal nostro corrispondente Mario Platero
  • 7 luglio 2020

NEW YORK – Una ripresa “lagging”, che resta indietro, и questo il titolo del periodico rapporto sull’Italia del Fondo Monetario Internazionale rilasciato questa mattina a Washington. L’Italia crescerа a un tasso dello 0,7% nel 2020, un leggero miglioramento dello 0,2% rispetto alle stime di primavera, grazie ad alcune riforme chiave, prima fra tutte il Jobs Act del governo Renzi e l’aiuto della manovra QE della Banca Centrale Europea.

La ripresa tuttavia resta “fragile”, afflitta da un problema di scarsa produttivitа e di inefficenza della pubblica amministrazione. Secondo il Fondo sarа essenziale aumentare il tasso di crescita dell’economia per rilanciare l’occupazione e migliorare i conti pubblici, per questo sarа fondamentale tradurre dal percorso in “agenda” all’azione alcune riforme strutturali chiave che restano ancora aperte, prima fra tutte quella per la riforma della pubblica amministrazione, che «offre una performance fra le piщ basse nella media dell’Ocse».

Questa l’estrema sintesi di un voluminoso rapporto di 70 pagine del Fondo Monetario Internazionale sul nostro Paese redatto in base all’articolo IV della Carta dell’Organizzazione multilaterale. Con una osservazione molto importante e molto attuale in relazione alla crisi greca. Anche se il rapporto и stato rilasciato dallo staff del Fondo perchи fosse preso in considerazione dai direttori esecutivi il 16 giugno, ben prima dei giorni piщ caldi della crisi greca, le osservazioni sull’impatto di questa crisi sull’Italia sono molto attuali e molto lucide: un pericolo di contagio dalla crisi greca a breve, come del resto hanno confermato i mercati in questi giorni, «и molto limitato», scrive lo staff del Fondo, ma aggiunge che nel medio termine, per il nostro Paese: «Se la percezione di una irreversibilitа dell’euro dovesse cambiare potrebbero esserci preoccupazioni per le implicazioni di lungo termine». Un messaggio forte e coerente con le dichiarazioni piщ recenti del direttore del Fondo Christine Lagarde: occorre fare il possibile per mantenere la Grecia nell’euro.

Il rapporto presenta un’analisi molto dettagliata della situazione italiana. Lo staff del Fondo si и recato nel nostro Paese per incontri ai massimi livelli, fra gli altri con il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e con il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco fra il 5 e il 18 maggio di quest’anno, ma in alcuni punti il rapporto sottolinea soprattutto le carenze del nostro sistema senza mettere in evidenza i punti di forza del nostro Paese al di lа del processo di riforme giа messo in atto dal governo Renzi. Per questo in appendice vi и un lungo resoconto di Carlo Cottarelli, il direttore esecutivo italiano al Fondo Monetario che aveva guidato in Italia la spending review che mette in prospettiva alcune delle conclusioni del Fmi:«Il Fondo a volte da l’impressione che alcune delle nostre riforme strutturali siano ancora nella fase di pianificazione. Non и vero, non si tratta soltanto di piani, azioni chiave sono giа state intraprese per tradurre in pratica queste riforme».

Cottarelli rileva che alcune delle critiche per le lungaggini di certe nostre procedure amministrative per lancirare nuove attivitа di affari non vengono messe in un contesto d’insieme:«Si dice che in Italia ci vogliono 120 giorni per ottenere l’energia elettrica, ma non si dice che in Gran Bretagna ci vogliono 126 giorni, a Los Angeles, 132 giorni e in Canada 142 giorni». Cottarelli inoltre sottolinea che altri punti di forza del nostro Paese sono stati ignorati:«L’Italia ad esempio ha il secondo piщ forte sistema manifatturiero in Europa e il settimo nel mondo. E secondo un rapporto del Wto, le aziende italiane sono fra le prime esportatrici al mondo in molti settori».

Ma il rapporto del Fondo Monetario non и redatto per mettere in evidenza i punti di forza di un Paese ma per identificare le debolezze che non aiutano la crescita e per suggerire strade per superare le resistenze al processo di riforma e mettere il paese lungo la strada per arrivare a tassi di crescita soddisfacenti ( possibili secondo il Fondo) e a un livello di occupazione altrettanto soddisfacente perseguendo l’obiettivo di un circolo virtuoso. Fra gli elementi chiave e piu’ urgenti vi e’ secondo il Fondo la riforma della pubblica amministrazione.

«C’e’ una finestra di opportunitа per spingere con nuove riforme, aumentare la crescita e ridurre la disoccupazione e il debito», scrive il Fondo. E al primo posto in agenda mette la riforma della pubblica amministrazione, citando statistiche poche incoraggianti alle quali peraltro, ma solo su uno degli indicatori – quello sull’elettricitа – ha giа risposto come abbiamo detto poco sopra Cottarelli, sugli altri il quadro resta deprimente:«In Italia ci vogliono 230 giorni per ottenere un permesso per costruzione, 120 giorni per allacciare l’elettricitа e 1100 giorni per applicare un contratto, tempi molto piщ elevati della media Ocse». Migliorare questi tempi non porterа soltanto a una migliore qualitа dei servizi a un costo piщ basso, ma consentirа di migliorare la produttivitа del settore privato. Dalla pubblica amministrazione alla Giustizia, secondo il Fondo vi и ancora molta strada da fare, tornando sempre a uno dei temi centrali :«Abbiamo forte evidenza che l’inefficenza del settore pubblico danneggia la produttivitа. che potrebbe migliorare fino al 22% in quei settori che dipendono dal settore pubblico. ».

Dal punto di vista macroeconomico, nei documenti diffusi oggi dal Fondo vengono riportate le stesse stime di crescite fornite il 18 maggio scorso. Come abbiamo detto la crescita del Pil и misurata nello 0,7% quest’anno, lo 0,2% in piщ rispetto alle stime di aprile contenute nel World Economic Outlook diffuso nell’ambito degli incontri di primavera. Per il 2020 il Pil и atteso in rialzo dell’1,2%, lo 0,1% in piщ rispetto alla precedente stima. Difficilmente l’aggiornamento del Weo che verrа diffuso giovedм 9 luglio conterrа stime diverse. Nel complesso dunque un’analisi incoraggiante se il nostro governo terrа fermo il timone delle riforme, procedendo con rapiditа. Ed и proprio la combinazione della rapidita con l’incisivitа delle riforme che farа la differenza e potrebbe consentire al nostro Paese di esprimere il suo massimo potenziale di crescita, ancora soffocato da zavorre che si sono accumulate nel corso dei decenni.

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