Derivati asimmetrici ecco le opzioni – Opzioni Binarie

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Derivati asimmetrici: ecco le opzioni

Le opzioni sono definiti contratti derivati asimmetrici. Il compratore dell’opzione, in questi contratti, dietro pagamento di una somma di danaro, acquista la facoltà di decidere se dare esecuzione o meno ad una operazione determinata: potrà anche decidere se fissare questa esecuzione ad una determinata scadenwa, oppuredi effettuarla entro una determinata scadenza. Il venditore, quindi, incassa la somma di danaro per i derivati asimmetrici, ma rimane vincolato alle future decisioni del compratore. Si instaura un rapporto di subordinazione, dove il compratore detiene la “facoltà di….”, mentre il venditore detiene “un obbligo di…”

La facoltà di acquistare l’attività sottostante è definita “opzione Call”, mentre quella di vendere è definita “opzione Put”. Per esemplificare: si ha una “opzione in the money” quando il compratore ha convenienza ad esercitarla ed il prezzo del mercato forzatamente deve essere superiore al prezzo di esercizio, se si parla di “opzione Call”, in caso contrario sarà inferiore e, quindi, si parlerà di “opzione Put”.

La “opzione at the money” si concretizza quando il prezzo di esercizio è uguale al prezzo di mercato ed in questa occasione al compratore risulta indifferente detenere l’esercizio dell’opzione od abbandonarla. La “opzione out the money” avviene quando il prezzo di mercato è inferiore al prezzo di esercizio. SI parla, quindi di “Opzione call”, in caso contrario si parla di “Opzione Put”. La “opzione out the money” si verifica quando il compratore non ha convenienza ad esercitare l’opzione. La “opzione deep in/out” si verifica quando vi è un margine alto di differenza tra il prezzo corrente dell’attività sottostante ed il prezzo di esercizio.

In caso di contratti derivati asimmetrici con opzioni, bisogna valutare ancora: 1) il valore intrinseco dell’opzione, ovvero il suo valore alla scadenza: 2) il valore temporale, ovvero la differenza tra il prezzo dell’opzione ed il suo valore intrinseco.

Ancora sui derivati finanziari e le opzioni

Abbiano scritto dei contratti con i derivati finanziari e le opzioni, valutandone il loro valore intrinseco ed il valore temporale: ora sottolineiamo che questi valori sono in diretta relazione con:

  1. tasso di interesse
  2. il tempo mancante alla scadenza
  3. la volatilità dell’attività sottostante

I derivati finanziari e le opzioni possono essere negoziati su mercati regolamentati o su mercati over-the-counter. Le opzioni, come per tutti i contratti derivati, possono essere impiegate con finalità di scopi speculativi, di copertura, di arbitraggio. Ed, anche, con la possibilità di realizzare strategie speculative, di utilizzare l’effetto leva, di combinare tra opzioni, di combinazione con l’attività sottostante, chiamate anche opzioni esotiche negoziate sui mercati OTC.

Tutti i contratti che hanno come oggetto strumenti derivati consentono di aumentare o ridurre la loro esposizione a rischi finanziari. La velocità di esecuzione è rapida, efficiente e può coinvolgere anche altri soggetti. Per un uso corretto dei derivati finanziari e le opzioni, però, è fondamentale capire una cosa essenziale che deve essere sempre presente nelle eventuali decisioni: chi li adopera deve essere in grado di comprenderne profondamente il rischio perché lo rappresentano veramente per il capitale che si vuole investire.

Un’altra suddivisione dei derivati finanziari e le opzioni, da tenere presente insieme al rischio che ci si assume, è:

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  1. . derivati negoziati sui mercati regolamentati
  2. . derivati over-the-counter (OTC)

I primi consistono in tutti quei contratti regolamentati dall’Autorità del mercato dove vengono negoziati e sono standardizzati. Tra le caratteristiche che rientrano nella regolamentazione si trovano, tra le altre:

1. l’attività sottostante

3. il taglio minimo di negoziazione

4. le modalità di negoziazione

I derivati over-the-counter OTC sono, invece, negoziati bilateralmente, al di fuori dei mercati regolamentati e possono essere personalizzati in base alle specifiche esigenze dei contraenti che stabiliscono importo, scadenza e tempi di esecuzione, definendo liberamente tutte le caratteristiche.

Trading con i Derivati: come fare? Guide e consigli

Indice dei contenuti:

Trading con i Derivati

I derivati sono degli strumenti finanziari complessi, anche se in fin dei conti il meccanismo che sta alla loro base non è difficile da comprendere.
Si tratta infatti di “prodotti finanziari” (per la precisione si tratta di “contratti” o di “titoli”) che assumono un valore basandosi sul valore di un titolo sottostante, dal quale appunto derivano.

Sono nati con lo scopo di proteggere gli investitori da rischi difficilmente prevedibili, e piano piano sono diventati tra gli strumenti più utilizzati del mondo finanziario, causando anche parecchi problemi all’economia globale a causa dell’utilizzo speculativo che ne è stato fatto.

Questa tipologia di contratti è nata, come detto, per proteggere gli interessi degli investitori è più precisamente per coprire gli eventuali rischi dovuto ad un operazione.

Vediamo un esempio pratico:

Ad esempio un’azienda che lavora con il caffè sa che nei prossimi mesi ne dovrà comperare un ingente quantitativo, ma sa anche che nei prossimi mesi il prezzo del caffè potrebbe subire grosse fluttuazioni al suo valore, causate dalle condizioni meteo o dall’instabilità delle nazioni produttrici.
Quindi vuole tutelarsi e decide di farlo tramite dei contratti derivati.

Nel caso di previsione di crescita elevata dei prezzi l’azienda, per tutelarsi, potrebbe potrebbe decidere acquistare dei contratti di acquisto del caffè ad un prezzo fissato al valore attuale, al cui valore andrebbe aggiunto il premio da pagare, che comunque porterebbe il costo dell’operazione ad un prezzo inferiore rispetto al prezzo previsto finale.

Con questo tipo di operazione di copertura, chiamata anche hedging, si riesce a ridurre notevolmente le perdite che potrebbero esserci a causa di un eventuale rincaro dei prezzi, andando a pagare come differenza solo un piccolo premio di copertura, riuscendo quindi a mettersi al riparo da improvvisi trend negativi che potrebbero causare enormi danni.

Problemi causati dai derivati

I Derivati non sono esenti da problemi, anzi, infatti oltre all’utilizzo con scopi di protezione che abbiamo appena visto, vengono utilizzati con scopi speculativi e di arbitraggio.

L’utilizzo speculativo che ne è stato fatto soprattutto negli ultimi anni è stato in più occasioni causa di crisi economiche di ampia portata, ricorderete ad esempio la crisi finanziari avvenuta nel 2007, nella quale i grossi gruppi di investitori riuscirono grazie ad un sapiente e poco corretto uso dei Derivati a far pagare la crisi ai produttori reali e alle aziende reali, riversando su di loro una crisi che invece era completamente finanziaria e assolutamente non reale.

Un altro grosso e recente esempio è la vendita di derivati che molte banche hanno proposto ai loro correntisti e investitori. Ossia alcuni enti bancari hanno venduto ai loro correntisti prodotti speculativi che non rientrando nelle regolamentazioni che gli istituti bancari devono applicare per tutelare i propri correntisti, facendo parte dei mercati Over The Counter, hanno un rischio spesso fuori controllo.

Approfondimento sui grossi investitori: Società BlackRock

Capire i rischi legati ai derivati

Le ragioni di questi rischi sono dovute principalmente ai seguenti elementi:

  • contratti non standard: a volte di difficile comprensione da parte di trader non esperti
  • mercati over the counter: dove le regole di tutela dell’investitore possono essere molto meno rigide rispetto ai mercati regolamentati
  • forte utilizzo della leva finanziaria: che sebbene come strumento possa portare fortissimi guadagni a chi la sa manovrare con competenza, può al contrario dilapidare grossi capitali in pochissimo tempo.

Cosa sono i sottostanti

I sottostanti sono i titoli reali e tangibili sui cui sono basati i derivati e possono essere di svariato genere. I più comuni sono ad esempio

  • Titoli azionari (Fiat, Apple, Nintendo, ..)
  • Indici finanziari (DAXX, CAC, …)
  • Valute monetarie (ad esempio si può fare trading sul Forex senza scambiare valuta reale ma operando solo con titoli derivati)
  • Tassi di interesse
  • Tassi di cambio
  • Metalli (i derivati di Oro o Argento)
  • Merci (Frumento, caffè, grano, cacao, Petrolio.. )

Ma le possibilità sono veramente infinite, e visto che i derivati sono scambiati sui mercato OTC (Over The Counter) e fuori dalle comuni regole delle banche, possono essere realizzati contratti derivati su praticamente qualsiasi cosa.

Principali tipologie di titoli derivati

In generale il mondo dei derivati viene classificato in 2 aree distinte: Plain Vanilla e Esotici

Con Plain Vanilla ci si riferisce alle tipologie più standard di derivati, come ad esempio Features, Swap, Opzioni
mentre con Esotici ci si riferisce alle tipologie di derivati basati su strutture più complesse, basati su contratti che diversamente da quelli dei derivati Plain Vanilla non sono standard, come ad esempio i Covered Warrant strutturati.

Derivati Simmetrici e Asimmetrici

I derivati possono essere simmetrici o Asimmetrici.
Se sia chi ha acquistato il Derivato che chi lo ha venduto dovranno fare qualcosa alla scadenza della data inserita del contratto allora si dice che il derivato è simmetrico, perché entrambe le parti coinvolte devono effettuare un operazione alla sua scadenza.
Altrimenti si dice che il derivato è di tipo asimmetrico se solo una delle 2 parti coinvolte, sempre l’acquirente del derivato, può operare in autonomia decidendo se vendere o comprare alla scadenza del termine indicato nel contratto.

Chi è il trader che opera con i derivati?

L’esperienza è sicuramente una delle chiavi più importanti per poterne valutare le capacità, in quanto la ciclicità del mondo della finanza può essere compresa a fondo molto meglio da chi l’ha vissuta sulla sua pelle.

Pur non essendo una regola generale, ci sentiamo di dirvi di diffidare da broker giovani che operano sui derivati, in quanto si tratta di uno dei segmenti del trading più complessi, e che necessità tempi lunghi per essere compreso a fondo.

Quali sono i Broker per derivati

I broker per operare con i derivati o con i CFD (Contract For Difference) sono più rari rispetto ai Broker classici, qui sotto ti riportiamo una lista dei principali broker per operare online con i derivati:

Nome Broker Licenze certificate Conto Demo Note Scopri di più/Iscriviti
Plus500 Certificato: FCA, CySEC, Consob Conto Demo: si, gratuito Puoi operare con i CFD (su Forex, Futures, ETF, Criptovalute) Iscriviti qui al conto demo (*) (*) Il tuo capitale è a rischio, consulta termini e condizioni accettati. L’80,6% degli investitori sui CFD risulta in perdita.
IG Markets Certificato: CySEC, Consob, FSA, CIF Conto Demo: si Puoi operare su Opzioni binarie, Forex, CFD Scopri di più
Markets.Com Certificato: CySEC, Consob, FSA, CIF Conto Demo: si, gratuito Puoi operare su Forex e CFD Scopri di più
XTrade Certificato: FCA, Consob Conto Demo: si, ma necessita l’apertura di un conto reale Puoi operare con i CFD, Forex e materie prime Scopri di più

Ulteriori approfondimenti sui derivati:

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