Consumi quanto costa telefonare in Europa

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Fine del roaming: telefonare in Europa costa come in Italia, 25 cose da sapere

Le nuove norme Ue riguardano i servizi di dati, le chiamate vocali e gli sms. Ma attenti alle clausole scritte in piccolo

Fino ad ora gli operatori di telefonia mobile hanno applicato agli utenti in viaggio in un altro Paese dell’UE una tariffa diversa, più elevata, per le comunicazioni mobili (telefonate, SMS, dati). Negli ultimi dieci anni l’Ue ha progressivamente imposto agli operatori di telefonia mobile di ridurre sensibilmente le tariffe a favore dei consumatori. Chi viaggia regolarmente in altri Paesi dell’UE avrà probabilmente già notato il forte calo dei costi.

Dal 15 giugno anche gli ultimi sovrapprezzi di roaming vengono aboliti per chi viaggia in un altro Paese dell’UE. Ogni contratto nuovo o esistente che includa servizi di roaming diventa automaticamente un contratto con roaming a tariffa nazionale. Le nuove norme Ue riguardano i servizi di dati, le chiamate vocali e gli sms.

E se non fosse tutto abbastanza chiaro, ecco le risposte alle 25 domande che vi sono venute in mente mentre leggevate queste righe.

1. È vero che non pagherò alcun costo aggiuntivo per utilizzare lo smartphone durante i miei viagginell’UE?

Sì. Le comunicazioni (telefonate, SMS, dati) effettuate da un altro paese dell’UE saranno coperte dal pacchetto nazionale: i minuti, gli SMS e i gigabyte di dati consumati in un altro paese dell’UE saranno addebitati o detratti dai volumi del piano tariffario nazionale, proprio come se ci si trovasse nel proprio paese (ossia nel paese in cui si vive, lavora o studia). Contrariamente al passato, non ci saranno costi aggiuntivi. Niente più fatture esorbitanti. Usare il cellulare durante una permanenza temporanea in un altro paese dell’UE o usarlo nel paese in cui si vive non farà più alcuna differenza. Verrà applicata la tariffa nazionale per il roaming.

2. Ci sono eccezioni o regole nascoste per questo nuovo diritto?

Si potrà usufruire del roaming a tariffa nazionale durante qualsiasi permanenza temporanea in uno Stato membro diverso da quello in cui si vive. Chi si trasferisce stabilmente in un altro paese dell’UE non potrà più beneficiare delle offerte di roaming a tariffa nazionale degli operatori del paese di provenienza. Potrà invece usufruire del roaming a tariffa nazionale durante i viaggi in altri Stati membri sottoscrivendo un abbonamento di telefonia mobile nel nuovo paese di residenza.

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3. Durante i miei viaggi all’estero per quanto tempo potrò usufruire del roaming a tariffa nazionale?

La regola generale è che, purché si trascorra più tempo o si utilizzi più spesso il telefono cellulare nel proprio paese che all’estero, si potrà usufruire del roaming a tariffa nazionale durante i propri viaggi in qualsiasi paese dell’UE. Questo è considerato un utilizzo corretto dei servizi di roaming.

Chi si discosta dall’utilizzo corretto potrebbe essere contattato dall’operatore di telefonia mobile. Gli operatori possono rilevare gli eventuali abusi facendo un raffronto tra l’uso del roaming e l’uso a livello nazionale su un periodo di quattro mesi: qualora riscontrino che in tale periodo un utente trascorre la maggior parte del tempo all’estero, dove registra un consumo superiore rispetto a quello effettuato nel proprio paese, possono chiedergli di chiarire la situazione entro 14 giorni.

Se l’utente persiste in tale pratica, l’operatore può iniziare ad applicare un leggero sovrapprezzo al consumo in roaming. Tale tariffa è limitata a 3,2 centesimi al minuto per le chiamate vocali e a 1 centesimo per gli SMS. Per i dati, il sovrapprezzo massimo sarà di 7,7 euro per GB (dal 15 giugno 2020), importo che scenderà a 6 euro per GB (dal 1° gennaio 2020), a 4,5 euro per GB (dal 1° gennaio 2020), a 3,5 euro per GB (dal 1° gennaio 2020), a 3 euro per GB (dal 1° gennaio 2021) e infine a 2,5 euro per GB (dal 1° gennaio 2022).

4. Quando viaggio ci sono limiti di volume per le chiamate, l’invio di SMS e l’uso di dati mobili alla tariffa nazionale?

Se nel proprio Paese di residenza si dispone di chiamate e SMS illimitati, questi saranno disponibili anche quando si utilizzano i servizi di roaming nell’UE.

Se in patria si dispone di traffico di dati mobili illimitato o di tariffe molto convenienti per i dati mobili, l’operatore potrebbe applicare un limite di salvaguardia (utilizzo corretto) all’uso dei dati in roaming. In tal caso, è tenuto ad informare preventivamente l’utente e ad avvisarlo nel caso in cui tale limite venga raggiunto. Il limite di salvaguardia sarà abbastanza elevato da coprire, se non tutte, la maggior parte delle esigenze di roaming. Oltre tale soglia, è possibile continuare a utilizzare i dati in roaming dietro pagamento di un leggero sovrapprezzo (massimo 7,70 €/GB + IVA, importo che verrà gradualmente ridotto fino a 2,50 €/GB a partire dal 2022).

5. Il roaming a tariffa nazionale verrà introdotto automaticamente o devo fare qualcosa per attivarlo?

Non occorre alcuna attivazione. Dopo il 15 giugno 2020 l’operatore cesserà automaticamente di applicare la tariffa di roaming quando si utilizzano i servizi di roaming all’estero nell’UE.

6. Non mi sposto mai in altri Paesi dell’UE. Le nuove norme sul roaming mi riguardano?

No. Per chi non si sposta in altri Paesi dell’UE non cambierà nulla. Si potrà ricevere una notifica di variazione del contratto per quanto riguarda le nuove norme sul roaming, ma si tratta di modifiche alle quali chi non si reca all’estero non dovrà prestare particolare attenzione. Se, in tale occasione, l’operatore comunica eventuali variazioni di altre condizioni del contratto, l’utente ha il diritto di rescindere il contratto senza penali qualora non desideri accettare le nuove condizioni.

7. Sarò avvisato il 15 giugno? In caso affermativo, in che modo?

Sì. L’operatore è tenuto a informare l’utente dell’abolizione delle tariffe di roaming, dell’impatto sul suo piano tariffario specifico (ad esempio a causa della politica di utilizzo corretto) e del modo in cui il suo contratto sarà adeguato di conseguenza. Anche le informazioni pubbliche concernenti la tariffa specifica dell’utente (ad esempio quelle disponibili sul sito web dell’operatore) saranno aggiornate per quanto riguarda il roaming. Anche dopo il 15 giugno 2020, all’attraversamento di una frontiera dell’UE gli utenti continueranno a ricevere un SMS di avviso del passaggio al roaming. Il messaggio di testo ricorderà inoltre all’utente l’eventuale politica di utilizzo corretto del roaming applicata dall’operatore.

8. Che cosa posso fare se durante un viaggio all’estero non posso utilizzare il roaming a tariffa nazionale e mi viene addebitato un sovrapprezzo?

Per prima cosa bisogna contestare i costi aggiuntivi sostenuti rivolgendosi all’operatore, che solitamente prevede una procedura di reclamo. Se l’operatore persiste, bisogna rivolgersi all’autorità competente del proprio paese (di solito l’ente nazionale di regolamentazione delle telecomunicazioni), che si occuperà di dirimere la questione.

9. Già dispongo di un particolare piano tariffario di roaming che ho scelto appositamente (ad esempio: pago un po’ di più rispetto al prezzo del roaming regolamentato nell’UE, ma usufruisco di prezzi molto convenienti quando utilizzo i servizi di roaming negli USA e nel Canada, dove mi reco spesso in viaggio). Potrò mantenere il mio piano tariffario dopo il 15 giugno 2020?

ì. Prima del 15 giugno2020 l’operatore la contatterà per chiederle se desidera mantenere la sua specifica tariffa di roaming. Le basterà confermare di volerla mantenere. In caso di risposta negativa o di mancata risposta, saranno applicate automaticamente le nuove norme sul roaming a tariffa nazionale.

10. I miei nuovi diritti riguardano anche le chiamate verso gli amici all’estero fatte dal mio Paese di residenza?

No. Le chiamate fatte dal proprio Paese di residenza non rientrano nel roaming. I nuovi 4 diritti riguardano le comunicazioni (chiamate, SMS, dati) effettuate quando si utilizzano i servizi di roaming nell’UE, ossia quando si viaggia in un altro Paese dell’UE. I prezzi delle chiamate dal proprio Paese di residenza verso un paese straniero, anche dell’UE, non sono regolamentati.

Per i viaggiatori…

11. Se sono in viaggio e chiamo un amico o gli invio un messaggio di testo, devo preoccuparmi di quale sia il suo operatore o del fatto di contattare un numero fisso o mobile?

No. Quando si utilizza il roaming nell’UE, tutte le chiamate verso numeri mobili o fissi nell’Unione saranno imputate al volume di minuti nazionale (o saranno illimitate se nel proprio paese di residenza si dispone di un volume di chiamate illimitato), esattamente come se si stesse chiamando dal proprio paese. Se nel proprio pacchetto nazionale si dispone di volumi ‘in rete’ e ‘fuori rete’ distinti, tutti i minuti di roaming potrebbero essere dedotti dal volume fuori rete, anche quando si chiama in roaming un altro abbonato dello stesso operatore nazionale.

12. Come posso individuare i costi del roaming a tariffa nazionale dei miei provider locali?

Chi attualmente dispone di un piano tariffario che comprende il roaming regolamentato passerà automaticamente al roaming a tariffa nazionale. Gli utenti che dopo il 15 giugno 2020 decideranno di acquistare un nuovo piano tariffario comprensivo di servizi di roaming si vedranno presentare dal proprio operatore il piano tariffario con il roaming a tariffa nazionale come impostazione predefinita.

13. Se sono in viaggio, quanto mi costa ricevere una chiamata?

Per chi viaggerà all’estero nell’Ue dopo il 15 giugno 2020 non costerà nulla, proprio come “a casa”.

14. In quali Paesi posso usufruire del roaming a tariffa nazionale dal 15 giugno?

In tutti e 28 i Paesi dell’UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Nei paesi dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) il roaming a tariffa nazionale sarà introdotto poco dopo il 15 giugno.

15. Posso usufruire del roaming a tariffa nazionale sulle navi all’interno dell’UE?

Sì, a condizione di essere direttamente connessi a una rete mobile terrestre (ad es. sui fiumi, sui laghi o lungo la costa), altrimenti no. Le norme sul roaming nell’UE si applicano unicamente alle rete mobili terrestri. Quando sono forniti attraverso altri tipi di reti di trasmissione radio, ad esempio tramite sistemi satellitari a bordo di navi o aeromobili, i servizi non sono soggetti ai massimali tariffari vincolanti dell’UE.

16. E’ ancora una buona idea utilizzare temporaneamente una SIM locale durante i viaggi all’estero di lunga durata (superiori a due settimane)?

Per permanenze di alcune settimane, probabilmente no. Le norme sull’uso corretto del roaming sono concepite per le persone che “viaggiano periodicamente” nell’UE. Pertanto, se si intende restare diversi mesi all’estero ininterrottamente, può essere una buona idea verificare qual è la politica di utilizzo corretto del roaming a tariffa nazionale applicata dal proprio operatore per decidere quale sia la soluzione migliore nel proprio caso specifico.

17. Vado spesso all’estero/ho intenzione di soggiornare a lungo all’estero. Come faccio a sapere se posso ancora usufruire del roaming a tariffa nazionale?

La regola generale è che, purché si trascorra più tempo o si utilizzi più spesso il telefono cellulare nel proprio Paese che all’estero, si può usufruire del roaming a tariffa nazionale durante i propri viaggi in qualsiasi Paese dell’UE. Questo è considerato un “utilizzo corretto” dei servizi di roaming. Al fine di stabilire se un utente utilizza i servizi di roaming in modo corretto, l’operatore può controllarne l’uso del roaming e i consumi effettuati negli ultimi quattro mesi o in un periodo più lungo.

Se, in questo intervallo temporale, l’utente ha trascorso più tempo all’estero nell’Ue che nel proprio Paese e il consumo di servizi mobili effettuato in un altro Stato membro è stato superiore rispetto a quello registrato nello Stato membro in cui risiede, l’operatore di telefonia mobile potrà contattarlo e informarlo dell’eventuale applicazione di un leggero sovrapprezzo in caso di prosecuzione della permanenza all’estero. Se, entro due settimane dal ricevimento dell’avviso l’utente ristabilisce una presenza o un consumo prevalenti nel proprio Paese, non verrà applicato alcun sovrapprezzo. In caso contrario, l’operatore potrebbe iniziare ad applicare un leggero sovrapprezzo (si veda anche la risposta alla domanda 21) al consumo in roaming a partire dal giorno in cui è stato ricevuto l’avviso.

Pertanto, se non si riceverà alcuna comunicazione da parte del proprio operatore durante la permanenza all’estero, si potrà usufruire del roaming a tariffa nazionale senza doversi preoccupare di nulla.

18. Nel mio Paese di residenza dispongo di chiamate vocali e SMS illimitati. Posso fruirne con il roaming a tariffa nazionale?

Sì. Dal 15 giugno 2020 non saranno più consentite restrizioni sui volumi per le chiamate vocali e gli SMS con i servizi di roaming.

19. Nel mio Paese di residenza dispongo di un volume di dati illimitato. Come faccio a sapere qual è il volume di dati di cui dispongo con il roaming a tariffa nazionale?

Se il proprio pacchetto nazionale di servizi mobili prevede un volume di dati illimitato, l’operatore è tenuto a fornire un volume consistente di dati con il roaming a tariffa nazionale, a seconda del prezzo del pacchetto di servizi di mobili di cui si dispone.

L’operatore è tenuto a fornire all’utente informazioni chiare su questo monte dati disponibile con il roaming a tariffa nazionale. Se il traffico di dati in roaming supera quello previsto dal monte dati, potrebbe essere applicato un leggero sovrapprezzo (si veda anche la risposta alla domanda 21).

L’operatore effettua il calcolo nel seguente modo: il volume dei dati in roaming deve essere pari almeno al doppio del volume ottenuto dividendo per 7,7 euro il prezzo del pacchetto di servizi mobili (IVA esclusa). 7,7 euro è il prezzo massimo che l’operatore dovrà pagare all’operatore straniero per 1 GB di dati quando il suo abbonato si troverà all’estero nell’UE nel 2020. Ciò significa che il volume di dati di cui l’utente può disporre con il roaming a tariffa nazionale è superiore al volume che l’operatore può acquistare dall’operatore straniero alla cui rete l’utente è connesso durante la permanenza all’estero per il prezzo dell’abbonamento mensile sottoscritto.

Ad esempio: nel proprio Paese di residenza si dispone di un pacchetto di servizi mobili che comprende chiamate, SMS e dati illimitati per 42 € (35 € escluso il 20% di IVA). Quando si viaggia nell’UE si ha diritto al roaming a tariffa nazionale con chiamate e SMS illimitati e almeno 9,1 GB di dati

20. Nel mio Paese di residenza non dispongo di un volume di dati illimitato. Come faccio a sapere se con il roaming a tariffa nazionale usufruisco di tutto il volume di dati di cui dispongo a casa?

Se l’operatore non ha comunicato esplicitamente un limite di dati per il roaming, quando si è all’estero si può beneficiare dell’intero volume di dati previsto dal contratto nazionale.

Nel 2020 l’operatore sarà autorizzato ad applicare un limite di dati per il roaming a tariffa nazionale nel caso in cui l’utente paghi meno di 3,85 €/GB di dati utilizzati (nel 2020 meno di 3 €/GB, nel 2020 meno di 2,25 €/GB). Il limite effettivo dipende dall’importo mensile pagato per il contratto di telefonia mobile. Il limite è calcolato con il metodo descritto nella risposta alla domanda 19.

Esempio 1: nel proprio Paese di residenza si dispone di un pacchetto di servizi mobili che comprende chiamate ed SMS illimitati e 3 GB di dati per 30 € (25 € escluso il 20% di IVA). In questo caso, 25 €/3 GB = 8,3 €/GB. Quando si viaggia nell’UE si ha diritto al roaming a tariffa nazionale con chiamate e SMS illimitati e 3 GB di dati, esattamente come a casa.

Esempio 2: nel proprio Paese di residenza si dispone di un pacchetto di servizi mobili che comprende chiamate ed SMS illimitati e 10 GB di dati per 30 € (25 € escluso il 20% di IVA). Il calcolo è il seguente: 25 €/10 GB = 2,5 €/GB. Quando si viaggia nell’Ue si ha diritto al roaming a tariffa nazionale con chiamate e SMS illimitati e almeno 6,5 GB di dati (2*(25/7,7) = 6,5). Se l’operatore desidera applicare tale limite di dati per il roaming, è tenuto a informare chiaramente l’utente del volume disponibile e ad avvisarlo qualora venga superato durante la permanenza all’estero.

21. Se eccedo i limiti del roaming a tariffa nazionale, quali sono i costi aggiuntivi che il mio operatore può addebitarmi?

Oltre alla politica di utilizzo corretto del roaming a tariffa nazionale, il proprio operatore può applicare un leggero sovrapprezzo sul consumo inroaming:

  • 3,2 centesimi al minuto per ogni chiamata vocale effettuata (+IVA)
  • 1 centesimo al minuto per ogni SMS (+IVA)
  • 7,7 € per GBdi dati (+IVA) (meno di 1 centesimo per MB).

Per i dati, il prezzo indicato è 6,5 volte più basso rispetto alla tariffa di roaming attuale e 26 volte più basso rispetto alla tariffa applicata nel 2020. Per le chiamate effettuate, il prezzo indicato corrisponde al 36% in meno rispetto alla tariffa attuale e a un sesto della tariffa del 2020. Per gli SMS, il prezzo indicato corrisponde al 50% in meno rispetto alla tariffa attuale e a un sesto della tariffa del 2020.

22. Vivo in prossimità del confine e la mia rete spesso si collega a quella di un Paese confinante; potrò usufruire del roaming a tariffa nazionale senza correre il rischio di eccedere i miei limiti?

Sì. Ogni giorno in cui ci si collega almeno una volta alla rete nazionale viene conteggiato come giorno di presenza nel Paese di residenza (l’uso quindi non sarà considerato roaming). Non importa se il telefono si collega a una rete del Paese Ue confinante (sia che ci si trovi nel proprio Paese di residenza o che si passi parte della giornata nel Paese straniero confinante). I provider di roaming dovrebbero inoltre fornire informazioni agli utenti su come evitare il roaming involontario.

23. Lavoro in un Paese europeo diverso da quello in cui risiedo; potrò usufruire del roaming a tariffa nazionale senza correre il rischio di eccedere i miei limiti?

Sì. In casi come questo si può scegliere un provider di uno dei due Paesi e usare i servizi di roaming alla tariffa nazionale del paese in questione: si può usufruire del roaming a tariffa nazionale con una SIM del paese in cui si risiede o con una SIM del paese in cui si lavora. In entrambi i casi si applica la politica dell’utilizzo corretto del roaming a tariffa nazionale (descritta nella risposta alla domanda 17), con l’importante condizione aggiuntiva in base alla quale ogni giorno in cui ci si collega almeno una volta alla rete dell’operatore nazionale viene conteggiato come giorno di presenza nel paese di residenza (anche se in quel giorno si va all’estero).

24. Se viaggio all’estero nell’UE solo per 2-3 settimane l’anno, posso utilizzare il mio pacchetto nazionale senza eccedere i limiti del roaming a tariffa nazionale?

Sì. Bisogna solo tenere presente che, se nel pacchetto nazionale si dispone di un volume di dati illimitato, nel roaming a tariffa nazionale tale volume potrebbe non essere illimitato. Oppure, se nel pacchetto nazionale si dispone di una grande quantità di dati a un prezzo molto basso, in roaming la quantità di dati disponibile potrebbe essere leggermente inferiore. In entrambi i casi, il volume di dati ottenuto con il roaming a tariffa nazionale sarà sufficiente a coprire tutte le esigenze dell’utente, o almeno gran parte di esse (si vedano anche le risposte alle domande 19 e 20). Inoltre, il sovrapprezzo applicabile in caso di superamento del volume del roaming a tariffa nazionale sarà di piccola entità (si veda anche la risposta alla domanda 21).

25. Ho una carta prepagata. Posso usufruire del roaming a tariffa nazionale?

Sì. Se il prezzo pagato è per unità e il prezzo unitario nazionale dei dati è inferiore a 7,7 € per GB, l’operatore può applicare un limite al volume di dati per il roaming a tariffa nazionale. Tale limite dovrebbe corrispondere almeno al volume ottenuto dividendo per 7,7 € il credito residuo sulla carta prepagata al momento in cui si iniziano a utilizzare i servizi di dati in roaming (IVA esclusa). Ad esempio, se sulla carta SIM restano 13 € (10,8 € escluso il 20% di IVA) quando si iniziano a usare i dati in roaming, si potrà disporre di almeno 10,8/7,7 = 1,4 GB di dati in roaming. 7,7 euro è il prezzo massimo che l’operatore dovrà pagare nel 2020 all’operatore straniero per 1 GB di dati quando l’utente si troverà all’estero nell’UE. Ciò significa che con il roaming a tariffa nazionale si ottiene esattamente il volume di dati in roaming per il quale si è pagato in anticipo. Per le chiamate vocali e gli SMS, il prezzo unitario è esattamente lo stesso di quello applicato nel proprio paese.

L’Europa taglia i costi delle chiamate internazionali: tetto fisso a 19 centesimi

Dimezzati i prezzi per una telefonata internazionale tra paesi dell’Unione europea. Ridotti i costi anche per gli sms, che scendono a 6 centesimi

Buone notizie per tutti i cittadini europei che hanno parenti o amici che risiedono in un altro stato membro. Dal mercoledì 15 maggio le chiamate internazionali tra Paesi dell’Unione europea costeranno molto meno rispetto a quanto siamo abituati oggi.

Sono gli effetti dell’entrata in vigore delle misure varate all’interno del pacchetto telecomunicazioni votato dal Parlamento europeo lo scorso novembre. La norma prevede l’introduzione di un tetto massimo di 19 centesimi di euro al minuto per le chiamate effettuate all’interno degli stati Ue, mentre al momento la tariffazione prevista dagli operatori attivi in Italia, per esempio, oscilla tra i 40 cent fino ai 99 centesimi al minuto per chiamare in Europa. Per gli sms si scende a 6 centesimi.

La nuova tariffa si applica nello specifico ai costi per le chiamate da telefono fisso gestito da un operatore nazionale a un fisso o un mobile di un altro operatore internazionale, dato che il Parlamento europeo aveva già abolito i costi del roaming sulla telefonia mobile in Europa a partire dal giugno del 2020. Da due anni chiamate e servizi dal cellulare nei paesi Ue hanno lo stesso costo che viene applicato sul territorio nazionale.

L’introduzione della nuova norma però consentirà anche di poter chiamare e ricevere da fisso senza preoccuparsi di dover spendere una fortuna. Inoltre, sempre la stessa direttiva europea ha anche previsto un tetto massimo di spesa per gli sms, che non potranno superare il costo di 6 centesimi l’uno anche su cellulari internazionali.

Sono inclusi nel novero dei Paesi a cui si applica il tetto dei 19 centesimi al minuto anche l’Islanda, la Norvegia e il Lichtenstein. Inoltre, sempre nel pacchetto di norme approvato a Bruxelles sono previste anche altre importanti misure in materia di telecomunicazioni, come ad esempio gli investimenti nello sviluppo della tecnologia 5G con co-investimenti da parte degli operatori, l’istituzione del 112 come numero unico per le emergenze in tutta Europa e norme a tutela dei consumatori nel caso di cambio operatore.

Cellulari, tagliate le tariffe del roaming: chiamare e navigare in Europa costa meno. In attesa dell’abolizione nel 2020

Dal 30 aprile 2020, si possono imporre per le chiamate al massimo 5 centesimi contro i 19 attuali, 2 centesimi per gli sms contro i 6 attuali e 5 centesimi per i dati contro i 20 attuali (sempre Iva esclusa). Ma per fare il funerale al roaming bisogna aspettare ancora 14 mesi, per la gioia dei big telefonici

Da oggi, 30 aprile, lo spettro del roaming per chi telefona, naviga, scarica la posta elettronica e si connette a Facebook o a Twitter nei Paesi dell’Unione europea (oltre a Svizzera, Norvegia e Islanda) fa meno paura. Grazie all’accordo raggiunto il 30 giugno 2020 dalla Commissione Europea con il Parlamento e il Consiglio dell’Unione Europea, si paga in tutti i Paesi la tariffa prevista dal propria compagnia telefonica con un’aggiunta di diversi centesimi per i differenti servizi. Un nuovo tetto massimo di costi extra che, però, sarà di 3-4 volte inferiore a quelli attualmente in vigore.

Soldi alla mano, i gestori possono imporre per le chiamate in uscita al massimo 5 centesimi contro i 19 centesimi attuali, per quelle in entrata 1 centesimo contro 5, 2 centesimi per gli sms contro 6 centesimi e 5 centesimi a megabyte per navigare su Internet contro 20 centesimi. Il tutto, però, Iva esclusa.

Il tetto per i costi delle chiamate ricevute sarà deciso entro l’anno e ci si aspetta che tali costi siano considerevolmente più bassi rispetto a quelli previsti per le chiamate effettuate. Se gli operatori possono dimostrare che non sono in grado di recuperare i loro costi, incidendo sui prezzi interni, le autorità nazionali di regolamentazione potrebbero autorizzare gli operatori ad imporre, in casi eccezionali, maggiorazioni minime al fine di recuperare questi costi. I deputati hanno avuto garanzie che le autorità nazionali di regolamentazione avranno i mezzi per modificare o respingere le sovrattasse.

Unico limite, che Bruxelles ha tempo sino a dicembre per definire con precisione legale, è il divieto di acquistare una sim straniera in un Paese in cui i prezzi sono inferiori per usarla in modo permanente nel proprio Paese di residenza. In pratica, resta vietato comprare una carta telefonica in Lettonia per usarla in modo permanente in Italia. In caso di abusi, l’operatore telefonico potrà infatti imporre al proprio utente un recupero dei costi.

Il provvedimento europeo, in cantiere dal 2020, è frutto del sudato accordo raggiunto la scorsa estate da Commissione e Parlamento con il Consiglio Ue (dove è forte la voce dei big telefonici) che, invece, avrebbe voluto far continuare questo salasso almeno fino al 2020. Accontentando, quindi, le compagnie telefoniche si è optato per una doppia tappa in cui prima sforbiciare e poi tagliare del tutto il roaming. Accordo che Dario Tamburrano, eurodeputato M5S e relatore ombra del provvedimento al Parlamento europeo, al termine del voto bollò come “farlocco“, perché – aveva dichiarato – “cede a un’abolizione del roaming ritardata e condizionata in cui le compagnie telefoniche potranno scaricare i mancati profitti sulla maggioranza dei cittadini, compresi coloro che non lo utilizzano, non sanno cosa sia o non viaggiano mai all’estero, sempre più numerosi in un continente in crisi”.

Tant’è che per fare il funerale al roaming, per dirla alla Renzi, bisognerà aspettare ancora 14 mesi: solo dal 15 giugno 2020 scatterà il divieto di applicare tariffe roaming nell’utilizzo dei telefoni cellulari nell’Unione europea. In pratica, si chiamerà e si navigherà esattamente con la stessa tariffa che si utilizza nella nazione di provenienza, fatte salve eventuali tariffe e offerte specifiche per la permanenza all’estero offerte dagli operatori. Un vero sogno rispetto ai balzelli che gli operatori hanno applicato fin qui gonfiando le bollette dei cellulari o facendo scaricare i crediti delle ricaricabili dei consumatori. Il roaming sparirà veramente nel giugno 2020? Monique Goyens, presidente dell’Associazione dei consumatori europei (Beuc), aveva già spiegato che “il demonio è nel dettaglio dell’accordo Ue, visto che l’abolizione dei prezzi del roaming dipende dal completamento della revisione del mercato all’ingrosso”. Allarme per le tasche dei consumatori ribadito da Tamburrano: “Il regolamento Ue dispone che se gli operatori possono dimostrare che non sono in grado di recuperare i loro costi, incidendo sui prezzi interni, le autorità nazionali di regolamentazione potrebbero autorizzarli ad imporre, in casi eccezionali, maggiorazioni minime per recuperarli. In altre parole, il roaming continuerà ad essere pagato anche dopo il 2020″.

“Queste regole difendono il diritto di ogni cittadino europeo di avere accesso a contenuti internet di sua scelta senza interferenze o discriminazioni”, ha commentato invece il commissario al Digitale Guenther Oettinger sottolineando che le nuove norme “evitano la frammentazione in un singolo mercato europeo facilitando rapporti e scambi attraverso i confini”.

Certo è che la concorrenza sulla telefonia e la strada per il risparmio è stata lunghissima: tutto merito del pacchetto telecomunicazioni ‘Connected Continent’ voluto dalla olandese Neelie Kroes, che prima da commissario alla Concorrenza nel 2007 e poi, dal 2020, come responsabile per l’Agenda digitale, si è sempre battuta per eliminare i costi extra sul traffico intracomunitario da cellulare. Ben 8 anni fa fece introdurre per la prima volta un limite massimo ai costi delle chiamate effettuate e ricevute dall’estero contro i costi eccessivi del roaming.

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